Perché il Kansas ha fatto causa a Pfizer

Fabio Frabetti

21/06/2024

Lo stato americano del Kansas fa causa a Pfizer per numerosi e gravi fatti relativi alla gestione dell’emergenza sanitaria degli scorsi anni. La società si difende negando ogni responsabilità.

Perché il Kansas ha fatto causa a Pfizer

Lo stato americano del Kansas ha intentato una causa contro Pfizer per il modo in cui ha gestito la comunicazione riguardante il suo vaccino anti-covid. L’iniziativa è partita dal procuratore generale Kris Kobach che rileva nel comportamento della casa farmaceutica un modus operandi fuorviante e ingannevole.

Secondo il procuratore generale del Kansas nell’epoca covid si era registrato un generalizzato clima di panico e ansia, con un’ondata di morti, soprattutto tra gli anziani. Così le persone hanno dovuto decidere con molta rapidità se farsi vaccinare e con quale prodotto tra quelli che nel frattempo erano stati presentati alla comunità internazionale.

Nel corso di una conferenza stampa convocata per annunciare la partenza dell’iniziativa giudiziaria nei confronti di Pfizer, Kobach non ha usato mezzi termini: “Non bisogna ingannare i consumatori soprattutto quando stanno per prendere una decisione così delicata e urgente, nella convinzione che ci fosse in gioco la loro vita”.

La causa del Kansas arriva dopo un percorso analogo iniziato da un’organizzazione che con una denuncia di ben 69 pagine aveva già cercato di inchiodare Pfizer, appellandosi anche al Freedom of Informaction Act. Proprio questa denuncia, con le sue dettagliate motivazioni, ha ispirato il procuratore Kobach che ha raccontato di aver individuato in particolare quattro elementi piuttosto eclatanti.

Gli effetti avversi in gravidanza

Il primo riguarda la sicurezza del vaccino contro il covid per le donne in stato di gravidanza.
Nel febbraio 2021ha spiegato il procuratore - Pfizer era in possesso di rapporti relativi a 458 donne incinte che erano state vaccinate durante la gravidanza. Più della metà aveva riportato un evento avverso e più del 10% aveva riportato un aborto spontaneo, molti dei quali dopo pochi giorni dalla vaccinazione”.

Il rischio miocarditi

C’è poi la questione sicurezza legata al rischio di miocarditi. “Pfizer ha costantemente negato qualsiasi prova di una correlazione tra somministrazione del vaccino e l’insorgere di miocarditi o pericarditi. Tuttavia, come Pfizer sapeva, il governo degli Stati Uniti, le forze armate americane, i governi stranieri e altre istituzioni avevano scoperto che il vaccino di Pfizer causava proprio quelle patologie”.

I dubbi sull’efficacia

Sul terreno poi dell’efficacia Kobach ha sollevato la problematica dell’inefficacia del vaccino rispetto alle varianti del virus. «Pfizer aveva inoltre affermato che il suo vaccino era in grado di proteggere dalle varianti, anche se i dati disponibili all’epoca mostravano il contrario: era efficace in meno della metà dei casi».

Informazioni fuorvianti, silenzio e censura

Infine c’è uno dei pilastri comunicativi con cui le persone sono state indotte a vaccinarsi: proteggere i propri cari. “Un atto d’amore”, come lo definì anche papa Francesco. "Pfizer aveva chiaramente indicato che la vaccinazione avrebbe fermato la trasmissione del virus, poi in seguito ha ammesso di non aver mai studiato questo aspetto
Il silenzio della casa farmaceutica sugli effetti collaterali è chiaramente uno dei punti nodali della denuncia del Kansas. "Pfizer era al corrente di molteplici effetti avversi, non li ha rivelati nonostante avesse disponibili i dati che lo testimoniavano, scegliendo invece una comunicazione tranquillizzante”. Collegato a questo silenzio anche un ulteriore inquietante passaggio legato alla connivenza dei social media che sarebbero stati impegnati in una drastica opera di censura per occultare queste verità. Ci sarebbe stato una sorta di coordinamento tra Pfizer e alcuni responsabili dei social media per nascondere contenuti critici nei confronti dei vaccini covid. Pfizer si era inoltre rifiutata di partecipare all’operazione Warp Speed, il programma di sviluppo vaccinale del governo federale, sotto la supervisione dello stesso esecutivo.

Secondo il procuratore Kobach la società avrebbe anche violato gli accordi con lo stato del Kansas in cui era stato sottoscritto l’impegno di non utilizzare mai informazioni ingannevoli per commercializzare i propri prodotti. «Pfizer è una grande società che ha prodotto moltissimi farmaci salvavita e ha fatto molte grandi cose - ha aggiunto il procuratore - questo però non significa che possano uscire gratis di prigione quando si verificano inganni nei confronti dei cittadini».

La replica di Pfizer

Ma come si difende Pfizer da queste gravissime accuse? Kansas News ha contatto la società farmaceutica che tramite il suo ufficio stampa ha divulgato questa nota:
Siamo orgogliosi di aver sviluppato il vaccino contro il covid-19 in tempi record nel mezzo di una pandemia globale e di aver salvato innumerevoli vite. Le dichiarazioni fatte da Pfizer sul suo vaccino sono state accurate e basate sulla scienza. La società ritiene che la tesi del Kansas non abbiano fondamento e risponderà a tempo debito. Pfizer è profondamente impegnata nel garantire il benessere dei pazienti che serve e non ha priorità più alta che quella di garantire la sicurezza e l’efficacia dei suoi prodotti, vaccini compresi. Dal dicembre 2020, quando arrivò la prima autorizzazione della FDA, il vaccino Pfizer-BioNTech è stato somministrato a più di 1,5 miliardi di persone, dimostrando un profilo di sicurezza favorevole in tutte le fasce d’età contribuendo a proteggere le persone dalle evoluzioni più gravi del virus, come ricoveri ospedalieri e decessi. La sicurezza del paziente è la nostra priorità, motivo per il quale seguiamo diligenti protocolli di sicurezza e monitoraggio”.

Scudo federale

La causa del Kansas fa parte di un’iniziativa che vede collaborare altri stati. Alcuni stanno valutando di aggiungersi. Il Texas ha aveva già fatto partire una sua azione lo scorso anno. Bisogna però ricordare che il governo federale ha conferito l’immunità ai produttori di vaccini, uno scudo che li protegge da azioni legali in cui si chiedono risarcimenti per i danni dovuti alla somministrazione del vaccino covid. Questo, però, secondo il procuratore Kobach non ha esentato alcuna causa farmaceutica dalle responsabilità di aver fuorviato il pubblico con dichiarazioni ingannevoli. Per questo Pfizer “dovrebbe essere sanzionata con sanzioni e richieste di risarcimento”.

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