Le prospettive per i prossimi mesi dipendono in larga parte dall’evoluzione della domanda e dalla velocità con cui le compagnie aeree decideranno di ripristinare la capacità tagliata.
Nel corso degli ultimi mesi il settore aereo ha vissuto un’evoluzione dei costi particolarmente significativa. Il jet fuel, ovvero il carburante utilizzato dagli aerei, ha registrato un crollo sensibile dopo aver toccato picchi elevati ad aprile, quando le tensioni geopolitiche nel Medio Oriente avevano spinto i prezzi al rialzo in modo repentino.
Secondo i dati raccolti da Airlines for America e confermati dalle rilevazioni IATA, il prezzo spot del jet fuel negli Stati Uniti è sceso di circa il 40% rispetto ai massimi di aprile, passando da circa 4,88 dollari al gallone a 2,85 dollari al gallone intorno alla metà di giugno.
A livello europeo, i prezzi del kerosene nel Nord-Ovest sono scesi da picchi superiori ai 1.500 dollari per tonnellata metrica fino a valori intorno ai 940-980 dollari per tonnellata a fine giugno, pur rimanendo ancora del 29,5% superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa riduzione, se mantenuta nel tempo, potrebbe tradursi in un risparmio significativo per le compagnie, ma al momento non si è tradotta in un alleggerimento proporzionale per i passeggeri. [...]
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