Perché le elezioni in Bulgaria sono importanti (anche per l’Italia)

Alessandro Nuzzo

18 Aprile 2026 - 11:11

Domenica la Bulgaria andrà al voto per l’ottava volta in 5 anni. Favorito l’ex presidente Radev che potrebbe avvicinare il paese a Putin. Anche l’Italia osserva.

Perché le elezioni in Bulgaria sono importanti (anche per l’Italia)

Dopo aver assistito alla sconfitta di Viktor Orbán in Ungheria, questo weekend gli occhi dell’Europa saranno nuovamente puntati sull’Est del continente, con le elezioni politiche in Bulgaria. Si tratta di elezioni particolarmente importanti per un Paese alla ricerca di stabilità dopo ben otto consultazioni elettorali in cinque anni. I sondaggi indicano un candidato nettamente favorito, con posizioni considerate più vicine alla Russia e al presidente Vladimir Putin. Proprio per questo motivo anche gli Stati europei, Italia compresa, dove saranno allestiti seggi per consentire ai cittadini bulgari residenti nel nostro territorio di votare, osserveranno con attenzione l’esito della consultazione.

Negli ultimi cinque anni il Paese ha attraversato una lunga fase di instabilità politica, con governi ad interim e coalizioni fragili incapaci di reggere a lungo in Parlamento. Questa situazione ha progressivamente eroso la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, come dimostra anche il calo costante dell’affluenza alle urne. L’ultima crisi politica è arrivata alla fine del 2025, dopo un’ondata di proteste di massa proposte soprattutto dall’alleanza di opposizione. Le manifestazioni hanno costretto il governo a rassegnare le dimissioni, aprendo un nuovo vuoto politico. Ed è proprio in questo contesto che, a gennaio, è emersa una figura politica che in realtà non è affatto nuova.

Chi è Rumen Radev e perché le sue idee preoccupano l’Europa

Si tratta di Rumen Radev, generale dell’Aeronautica militare ed ex presidente della Repubblica bulgara per due mandati consecutivi dal 2016. Radev si è dimesso a gennaio per fondare il partito Bulgaria Progressista, che in pochi mesi ha raccolto un ampio consenso. I sondaggi lo accreditano intorno al 33%, numeri sufficienti per diventare il partito più votato ma probabilmente non abbastanza per ottenere una maggioranza assoluta in Parlamento. Anche questa volta, dunque, senza alleanze il Paese rischia di trovarsi con un Parlamento senza una chiara maggioranza.

Ciò che però preoccupa parte dell’Europa sono alcune delle posizioni politiche espresse da Radev. Negli ultimi anni la Bulgaria si è progressivamente avvicinata all’Unione Europea, entrando nell’area dell’euro e adottando la moneta unica proprio lo scorso primo gennaio. Come riportato da Lorenzo Della Corte su askanews.it - il programma politico di Radev prevede una linea che combina una forte lotta alla corruzione, misure economiche per proteggere le fasce più deboli dall’inflazione e un approccio conservatore su diversi temi sociali. Allo stesso tempo, il leader bulgaro ha mostrato un atteggiamento meno ostile nei confronti della Russia.

Sulla guerra in Ucraina, Radev si è sempre opposto agli aiuti militari a Kiev, sostenendo che tale sostegno rischierebbe di trascinare la Bulgaria direttamente nel conflitto. Ha inoltre più volte invocato la necessità di mantenere aperto il dialogo con Mosca. In passato ha anche definito la Crimea come «storicamente russa» e nel 2023 ebbe uno scontro pubblico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante una visita ufficiale a Sofia.

Radev ha espresso critiche anche nei confronti di Bruxelles accusandola di prendere decisioni economiche basate più sull’ideologia che su benefici concreti per i cittadini. Secondo il leader bulgaro, i governi europei dovrebbero dare maggiore priorità agli interessi economici dei propri Paesi.

Ha inoltre tentato, senza successo, di indire un referendum prima dell’ingresso della Bulgaria nell’eurozona. La proposta è stata respinta dal Parlamento e dalla Corte costituzionale, ma Radev ha continuato a sostenere che il popolo avrebbe dovuto essere consultato e che l’adozione dell’euro fosse prematura.

«Siamo l’unico Paese dell’Unione Europea che è allo stesso tempo slavo e di tradizione ortodossa orientale», ha dichiarato Radev in un’intervista al giornalista bulgaro Martin Karbovski. Secondo il leader, proprio questa posizione culturale e geopolitica potrebbe consentire alla Bulgaria di svolgere un ruolo chiave nel riavvicinamento dei rapporti tra Europa e Russia.

Un messaggio che Radev ha ribadito anche in altre occasioni, come riferito dall’agenzia bulgara BTA. Durante un comizio elettorale ha infatti affermato che è arrivato il momento di scegliere tra logiche ideologiche e lo sviluppo di un’economia più prospera. In questo senso ha criticato la dipendenza energetica da Paesi lontani, con forniture che arrivano attraverso rotte marittime lunghe e costose. Secondo Radev, invece, petrolio a prezzi più competitivi sarebbe disponibile nel Mar Nero, a poche ore di navigazione, e compatibile con la raffineria bulgara.

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