Perché il caso cinese Evergrande fa tremare la finanza globale

Violetta Silvestri

17 Settembre 2021 - 10:00

Il colosso cinese Evergrande è ormai sulla via del default. La vicenda preoccupa Pechino e non solo per le possibili ripercussioni: perché la finanza mondiale trema?

Perché il caso cinese Evergrande fa tremare la finanza globale

Evergrande sull’orlo del fallimento: il gigante immobiliare cinese sta collassando e i mercati mantengono un certo nervosismo.

Gli analisti avvertono che le potenziali ricadute potrebbero avere implicazioni di vasta portata che si riverseranno fuori dai confini della Cina.

I problemi dello sviluppatore sono aumentati a dismisura da maggio. Le risorse in diminuzione a fronte di 305 miliardi di dollari di passività hanno cancellato quasi l’80% dai prezzi di azioni e obbligazioni e un pagamento di cedole obbligazionarie da 80 milioni di dollari ora incombe la prossima settimana.

Cosa succederà? Perché la crisi Evergrande domina le preoccupazioni dei mercati a livello globale.

Che succede se fallisce Evergrande? I numeri della crisi

Per comprendere la portata della vicenda del colosso cinese, basterà sottolineare che Evergrande è diffuso un po’ ovunque.

La sua attività principale è nel settore immobiliare ed è il secondo sviluppatore di questo comparto cinese per vendite.

Il colosso possiede più di 1.300 progetti immobiliari in oltre 280 città in Cina. Il suo ramo di gestione dei servizi immobiliari è coinvolto in quasi 2.800 attività e l’azienda vanta sette unità coinvolte in una vasta gamma di settori, tra cui veicoli elettrici, servizi sanitari, prodotti di consumo, unità di produzione video e televisiva e persino un parco a tema.

Evergrande afferma di avere 200.000 dipendenti, ma crea indirettamente più di 3,8 milioni di posti di lavoro ogni anno, secondo il suo sito web. Le sue azioni e obbligazioni di sono incluse negli indici di tutta l’Asia.

Le parti interessate alle vicende del gigante cinese spaziano da banche a fornitori fino ad acquirenti di case e investitori.

Evergrande ha avvertito questa settimana che i suoi crescenti problemi potrebbero portare a rischi di default più ampi. L’incapacità di ripagare i debiti, potrebbe sfociare in quella situazione chiamata insolvenza incrociata: un fallimento innescato in una situazione può diffondersi ad altre.

La finanza globale è in allarme: i motivi

Il contagio da Evergrande è stato in gran parte limitato alle altre aziende cinesi ad alto rendimento a elevato indebitamento che sono crollate.

Tuttavia anche l’Hang Seng di Hong Kong ha raggiunto un minimo di 10 mesi giovedì, mostrando che c’è una certa diffusione.

Reuters ha fatto notare che esistono grandi fondi a livello globale che possono restare impigliati nella rete Evergrande.

Secondo i dati EMAXX, per esempio, Amundi, il più grande asset manager d’Europa, è il maggiore detentore complessivo delle obbligazioni internazionali di Evergrande. Probabilmente, ne ha già vendute alcune.

La società con sede a Parigi possedeva poco meno di $ 93 milioni di un’obbligazione da $ 625 milioni in scadenza nel giugno 2025. Anche UBS Asset Management è coinvolto, con una detenzione obbligazionaria da $ 85 milioni.

Altri fondi esposti includono il più grande asset manager del mondo BlackRock, oltre a dozzine di altri come Fidelity, Goldman Sachs e PIMCO.

Michael Pettis, del Carnegie-Tsinghua Center for Global Policy ha avvertito:

“Fino a quando le autorità di regolamentazione non interverranno e affronteranno in modo credibile il rischio di insolvenza su tutta la linea, è probabile che le condizioni peggiorino

Alcuni osservatori veterani della crisi dei mercati emergenti pensano anche che i problemi debbano ancora esplodere del tutto nella crisi Evergrande.

I mercati attendono, nervosi, ulteriori sviluppi.

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