Multa inflitta dalla De Nederlandsche Bank (DNB), banca centrale e autorità di vigilanza dei Paesi Bassi, alla banca olandese ABN AMRO.
La De Nederlandsche Bank (DNB), banca centrale e autorità di vigilanza dei Paesi Bassi, ha inflitto all’istituto olandese ABN AMRO una sanzione amministrativa di 8,5 milioni di euro per gravi carenze nei presidi antiriciclaggio (AML) riscontrate nel periodo compreso tra il settembre del 2023 e il settembre del 2024.
Secondo quanto comunicato dall’autorità di vigilanza, “DNB ha individuato carenze strutturali nell’attività di monitoraggio continuo condotta su una parte della clientela ad alto rischio”.
ABN Amro multata dalla banca centrale con 8,5 milioni di euro per controlli anti riciclaggio carenti
Come ha ricordato il NLTimes, la normativa olandese in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo (Anti-Money Laundering and Anti-Terrorist Financing Act) impone alle banche di monitorare costantemente i propri clienti per individuare eventuali segnali di riciclaggio.
Le banche sono tenute a conoscere l’identità della clientela, l’origine dei fondi e le finalità dell’operatività sui conti.
La banca centrale dell’Olanda ha multato ABN Amro a seguito di un’indagine lanciata sulla banca volta a considerare le modalità in cui l’istituto di credito lancia le due diligence sui clienti caratterizzati da un elevato rischio di integrità.
Troppi prelievi di contanti e tentativi di aggirare le sanzioni contro la Russia
Esaminati in particolare cinque dossier, da cui è emerso che, in diverse occasioni, ABN Amro non è riuscita a indagare in modo sufficiente o ad agire a fronte di concreti indicatori di rischio che si sono presentati, tra cui ingenti prelievi di contanti, transazioni con Paesi considerati ad alto rischio, pagamenti di commissioni frequenti e di importo elevato, e segnali che avrebbero indicato tentativi di aggirare le sanzioni contro la Russia.
Secondo l’autorità, ABN Amro è stata fin troppo celere nel credere alle spiegazioni fornite dai clienti, senza verificarle, chiudendo anzi spesso le indagini nonostante la presenza di profili di rischio più elevati e senza assumere misure adeguate.
La banca non ha inoltre identificato e valutato fattori di rischio collegati l’un l’altro.
La vigilanza ha così commentato l’esito dell’indagine rendendo noto che “questi rilievi evidenziano una carenza strutturale nella profondità delle attività di adeguata verifica della clientela, che DNB considera particolarmente grave”.
L’importo della sanzione è stato comunque ridotto da 10 milioni a 8,5 milioni di euro, in considerazione delle misure correttive già avviate dalla banca.
DNB ha inoltre riconosciuto l’atteggiamento collaborativo e costruttivo dimostrato da ABN AMRO.
Dal canto suo, ABN AMRO ha dichiarato di accettare integralmente le conclusioni dell’autorità di vigilanza e la relativa sanzione.
L’istituto ha espresso rammarico per non aver rispettato, nei casi esaminati, gli standard richiesti in materia di tutela dell’integrità del sistema finanziario, ribadendo la consapevolezza del proprio ruolo di “gatekeeper” nella prevenzione dei reati finanziari.
La banca ha infine confermato l’impegno a rafforzare ulteriormente i propri sistemi e controlli antiriciclaggio, con l’obiettivo di soddisfare gli standard richiesti dalle autorità di vigilanza, dalla clientela e dal mercato.