Facebook, per Zuckerberg “non c’è termine” a smart working

Zuckerberg ha dichiarato che non è previsto nessun termine allo smart working per i dipendenti Facebook

Facebook, per Zuckerberg “non c'è termine” a smart working

Smart working come nuova normalità è un’ipotesi non troppo lontana da molte delle maggiori realtà del settore tech. Tra queste c’è sicuramente Facebook, che ha già più volte ribadito l’intenzione di rendere il lavoro da casa un’opzione sempre più diffusa e stabile per i suoi dipendenti.

Non desta quindi particolari sorprese - anche se fa comunque effetto - l’ultimo annuncio del CEO Mark Zuckerberg, che ha dichiarato di non avere in previsione nessuna data di conclusione dello smart working.

Annuncio fatto nel corso di una call con gli analisti in merito ai risultati del secondo trimestre della compagnia. Call durante la quale il giovane ad non ha risparmiato dure critiche a indirizzo dell’amministrazione Trump per la sua gestione del coronavirus:

“Con il virus ancora in rapida crescita negli Stati Uniti, al momento non c’è una data che segna un termine al lavoro da casa e impone ai nostri team un rientro presso gli uffici. Quello che stiamo vedendo oggi è incredibilmente deludente, perché l’impressione è che gli Stati Uniti potrebbero aver evitato l’attuale impennata dei casi se il governo avesse gestito meglio l’emergenza fin da subito”.

Facebook: non c’è termine allo smart working

Gran parte delle realtà del settore tecnologico hanno virato drasticamente verso il cosiddetto telelavoro, e molte società - da Twitter a Google - hanno rinnovato la possibilità di smartworking fino a fine 2020 e assicurato la possibilità di proseguire anche sempre, qualora desiderato dai dipendenti.

Lo scorso maggio Zuckerberg ha previsto un rientro presso gli uffici consentito ai dipendenti dal 6 luglio. Ma la linea resta comunque quella di garantire il lavoro a distanza se richiesto dal lavoratore e compatibile con l’occupazione specifica.

Intanto la società ha registrato una crescita dei ricavi dell’11% per il secondo trimestre del 2020, dato che ha permesso anche al titolo di crescere e confermato la fiducia degli investitori vista la mossa positiva malgrado la pandemia e una situazione di mercato generalmente difficile.

Le spese di Facebook nel secondo trimestre sono aumentate del 24% rispetto all’anno precedente, il che rappresenta un aumento minore rispetto al primo trimestre, principalmente a causa di un calo dei costi per viaggi ed eventi che vanno ricollegati al massiccio passaggio verso il lavoro da casa.

Nell’ultima call con gli analisti Zuckerberg ha inoltre criticato con durezza il presidente Trump per la sua gestione del coronavirus, ribadendo di fatto quanto già espresso lo scorso 16 luglio, in una videochiamata pubblica con Anthony Fauci, principale esperto di malattie infettive degli Stati Uniti.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories