Per aumentare la pensione meglio gli ETF o il fondo pensione?

Claudia Cervi

31 Agosto 2024 - 12:02

ETF o fondi pensione: qual è la scelta migliore per una pensione più ricca? Scopri vantaggi, rischi e costi per ottimizzare i risparmi e assicurarsi un futuro sereno.

Per aumentare la pensione meglio gli ETF o il fondo pensione?

Per aumentare la pensione, meglio puntare sugli ETF o su un fondo pensione?

In un contesto in cui l’età pensionabile si alza e l’incertezza sulle pensioni pubbliche cresce, tutti i risparmiatori italiani dovrebbero porsi questa domanda. Nonostante quasi la metà degli italiani non utilizzi ancora forme di previdenza complementare, è fondamentale scegliere la strategia giusta per sostenere le proprie finanze.

Gli ETF e i fondi pensione sono due delle soluzioni più conosciute, ma quale delle due è più adatta ad integreare la pensione?

Ecco vantaggi, rischi, costi e i benefici fiscali di entrambe le opzioni, da conoscere per aumentare la tua pensione.

Cosa sono gli ETF?

Gli ETF, o Exchange Traded Funds, sono strumenti finanziari che combinano le caratteristiche dei fondi comuni di investimento con quelle delle azioni. In pratica, un ETF è un fondo che replica l’andamento di un indice di mercato, come l’MSCI World, e le cui quote possono essere comprate e vendute in borsa come qualsiasi altra azione. Questa caratteristica li rende estremamente flessibili e accessibili per i piccoli risparmiatori.

Gli ETF sono gestiti in modo passivo, il che significa che il gestore del fondo non prende decisioni attive su quali titoli acquistare o vendere, ma si limita a replicare l’indice di riferimento. Questo approccio comporta costi di gestione generalmente più bassi rispetto ai fondi comuni di investimento tradizionali, che invece sono gestiti attivamente.

Uno dei principali vantaggi degli ETF è la loro trasparenza. Gli investitori sanno esattamente in cosa stanno investendo, poiché la composizione dell’indice replicato è pubblica e facilmente consultabile. Inoltre, la diversificazione offerta dagli ETF è un altro punto di forza: investendo in un ETF che replica un indice globale, ad esempio, si ottiene un’esposizione a centinaia di titoli di diverse aziende e settori, riducendo così il rischio specifico legato a un singolo titolo o settore.

Tuttavia, gli ETF non sono privi di svantaggi. La loro flessibilità e facilità di accesso possono portare a comportamenti di investimento impulsivi, come il trading frequente, che potrebbe erodere i rendimenti a lungo termine. Inoltre, gli ETF non offrono i vantaggi fiscali tipici dei fondi pensione, un aspetto che può fare la differenza quando si pianifica un investimento a lungo termine per la pensione.

Cosa sono i fondi pensione?

I fondi pensione sono strumenti di previdenza complementare che consentono ai lavoratori di accumulare risparmi nel corso della vita lavorativa, da utilizzare come integrazione alla pensione pubblica. Esistono due principali tipologie di fondi pensione: i fondi pensione negoziali (o chiusi) e i fondi pensione aperti.

I fondi pensione negoziali sono riservati a specifiche categorie di lavoratori e sono spesso istituiti attraverso accordi collettivi tra le parti sociali (sindacati e datori di lavoro). I fondi pensione aperti, invece, sono accessibili a chiunque, indipendentemente dalla categoria professionale, e sono gestiti da società di gestione del risparmio, banche o compagnie assicurative.

Uno dei maggiori vantaggi dei fondi pensione è rappresentato dalle agevolazioni fiscali. I contributi versati in un fondo pensione sono deducibili dal reddito imponibile fino a un massimo di 5.164,57 euro all’anno, con un risparmio fiscale che dipende dall’aliquota marginale di tassazione del singolo contribuente. Inoltre, i rendimenti accumulati nel fondo sono tassati a un’aliquota agevolata del 20%, inferiore a quella applicata ai redditi da capitale derivanti da altri investimenti finanziari.

I fondi pensione offrono anche la possibilità di ricevere contributi aggiuntivi dal datore di lavoro, nei casi in cui il lavoratore aderisca a un fondo negoziale. Questo può rappresentare un significativo incremento del capitale accumulato nel tempo.

I fondi pensione non sono privi di svantaggi. La liquidità è ridotta: il capitale accumulato non è accessibile in modo semplice prima del pensionamento, a meno di specifiche condizioni come l’acquisto della prima casa o gravi motivi di salute. Inoltre, la gestione dei fondi pensione è spesso più conservativa rispetto agli ETF, con una minore esposizione ai mercati azionari e, di conseguenza, rendimenti potenzialmente inferiori. In generale, i fondi pensione che rendono di più sono quelli della linea azionaria.

ETF e fondi pensione a confronto: quale scegliere?

Quando si tratta di scegliere tra ETF e fondi pensione per aumentare la propria pensione, è essenziale considerare diversi fattori, tra cui il rischio, il rendimento, la flessibilità, i costi e i benefici fiscali.

Rischio e rendimento
Gli ETF, specialmente quelli che replicano indici azionari globali, come l’MSCI World, tendono a offrire rendimenti più elevati nel lungo periodo rispetto ai fondi pensione. Ad esempio, uno studio dell’Università La Sapienza ha rilevato che, tra il 2003 e il 2022, gli ETF azionari globali hanno reso in media il 6% annualizzato, contro il 4,2% dei fondi pensione azionari negoziali e il 3,7% dei fondi pensione aperti. Questa differenza è dovuta principalmente al fatto che i fondi pensione, anche quelli di natura azionaria, tendono a investire solo una parte del capitale in azioni, mantenendo una componente significativa in obbligazioni e altri strumenti meno volatili.

Tuttavia, gli ETF presentano un livello di rischio più elevato, dovuto alla loro maggiore esposizione ai mercati azionari. Questo significa che, in periodi di crisi finanziaria, i valori degli ETF possono subire cali significativi, mentre i fondi pensione, con la loro gestione più prudente, possono offrire una maggiore stabilità del capitale investito.

Flessibilità e liquidità
Gli ETF sono strumenti estremamente flessibili, acquistabili e vendibili in qualsiasi momento durante le ore di apertura dei mercati finanziari. Questa caratteristica li rende particolarmente attraenti per gli investitori che desiderano mantenere un certo grado di controllo sui propri investimenti e avere la possibilità di accedere al capitale in caso di necessità.

I fondi pensione, al contrario, offrono una liquidità limitata. Una volta versati i contributi, il capitale accumulato non può essere facilmente prelevato fino al raggiungimento dell’età pensionabile, salvo alcune eccezioni. Questa rigidità, pur essendo vista da alcuni come un limite, può rappresentare un vantaggio per chi tende a fare prelievi impulsivi, poiché impone una disciplina nell’accumulo del capitale per la pensione.

Costi e commissioni
Uno degli aspetti più importanti da considerare quando si confrontano ETF e fondi pensione sono i costi associati. Gli ETF, essendo gestiti passivamente, hanno costi di gestione molto bassi, spesso inferiori allo 0,5% annuo. Al contrario, i fondi pensione, soprattutto quelli gestiti attivamente, possono avere commissioni significativamente più elevate, che possono arrivare fino al 2% annuo o più.

Nel lungo periodo, questi costi possono avere un impatto significativo sui rendimenti netti dell’investimento. Ad esempio, un fondo pensione con una commissione annua del 2% avrà un rendimento netto molto inferiore rispetto a un ETF con una commissione dello 0,3%, anche se entrambi generano lo stesso rendimento lordo.

Vantaggi fiscali
I vantaggi fiscali rappresentano uno degli aspetti più importanti a favore dei fondi pensione. Come già accennato, i contributi versati in un fondo pensione sono deducibili dal reddito imponibile, permettendo un risparmio fiscale immediato. Inoltre, i rendimenti accumulati sono tassati a un’aliquota ridotta rispetto a quella applicata agli altri strumenti finanziari.

Gli ETF, d’altra parte, non offrono alcun vantaggio fiscale specifico. I guadagni realizzati attraverso la vendita di ETF sono tassati come redditi da capitale, con un’aliquota del 26% in Italia. Questo rende i fondi pensione più attraenti per chi è in cerca di una strategia di investimento fiscalmente efficiente.

Come scegliere la soluzione migliore per aumentare la tua pensione

La scelta tra ETF e fondo pensione dipende da vari fattori, tra cui la tua situazione finanziaria personale, gli obiettivi a lungo termine e la tua tolleranza al rischio. Se sei un investitore giovane, con un orizzonte temporale lungo e una maggiore tolleranza al rischio, potresti trovare gli ETF una scelta interessante, grazie ai potenziali rendimenti più elevati e alla flessibilità offerta.

D’altra parte, se sei vicino all’età pensionabile o hai una bassa tolleranza al rischio, un fondo pensione potrebbe essere la scelta più sicura. I vantaggi fiscali e la maggiore stabilità offerta dai fondi pensione possono aiutarti a costruire un capitale per la pensione in modo più prevedibile e con minori oscillazioni di valore.

Un altro aspetto importante da considerare è la diversificazione del portafoglio. Potresti valutare l’opzione di combinare entrambe le soluzioni: investire una parte del tuo capitale in un fondo pensione, per beneficiare dei vantaggi fiscali e della stabilità, e un’altra parte in ETF, per cercare rendimenti più elevati.

Esempio pratico

Per comprendere meglio le differenze tra ETF e fondi pensione, vediamo un esempio concreto di come potrebbero comportarsi questi due strumenti in un piano pensionistico a lungo termine.

Immaginiamo un lavoratore di 35 anni con uno stipendio annuo lordo di 50.000 euro, che decide di investire il 10% del suo reddito per 30 anni. Se sceglie di investire in un fondo pensione, beneficerà della deducibilità fiscale, ottenendo un risparmio annuo variabile a seconda della sua aliquota marginale, che potrà essere reinvestito per accrescere ulteriormente il capitale.

D’altro canto, lo stesso lavoratore potrebbe decidere di investire la stessa somma in un ETF globale, senza beneficiare di alcuna agevolazione fiscale, ma con la prospettiva di rendimenti superiori nel lungo periodo.

Supponiamo che il fondo pensione offra un rendimento annuo medio del 4%, mentre l’ETF globale renda il 6% annualizzato. Dopo 30 anni, il capitale accumulato nel fondo pensione, tenendo conto dei vantaggi fiscali, potrebbe ammontare a circa 250.000 euro. L’investimento in ETF, invece, potrebbe portare a un capitale finale di circa 290.000 euro, nonostante l’assenza di agevolazioni fiscali.

Questo esempio dimostra come, in determinate condizioni, gli ETF possano offrire un capitale finale superiore rispetto ai fondi pensione, pur mancando dei vantaggi fiscali. Tuttavia, la scelta tra i due strumenti dipende dalle specifiche esigenze e obiettivi di ogni investitore.

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