Pensioni, ultim’ora: il Governo apre a Quota 41 per tutti

Riforma delle pensioni, ultime novità: il Governo sta valutando la fattibilità di Quota 41 per tutti, i sindacati attendono in vista dell’incontro di mercoledì.

Pensioni, ultim'ora: il Governo apre a Quota 41 per tutti

Pensioni, ultime notizie: secondo quanto riportato dal Messaggero, al momento il Governo sta riflettendo sulla possibilità di puntare su Quota 41 come misura di flessibilità per il post Quota 100.

D’altronde i piani originari erano proprio questi: intenzione del Governo Lega-M5S, infatti, era quello di puntare su tre anni di Quota 100 per poi valutare se esistevano i presupposti per rivedere i requisiti della pensione anticipata (bloccati fino al 2026) riducendo il requisito contributivo a 41 anni per tutti, sia uomini che donne.

Tuttavia, il cambio di Governo e soprattutto la crisi economica che stiamo attraversando, sembrano aver frenato questo progetto. Ma l’idea di Quota 41 per tutti non è stata abbandonata del tutto: secondo Il Messaggero, è proprio questa l’ipotesi su cui sta ragionando in queste ore il Governo, con l’intento di mandare i lavoratori in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dal livello di anzianità.

Se ne discuterà nell’incontro in programma per mercoledì 16 settembre, inizialmente previsto per la scorsa settimana ma poi rinviato proprio per permettere ai tecnici di mettere a punto una serie di proposte da sottoporre al parere dei sindacati per poi poterle esaminare in sede politica.

Riforma delle pensioni: Quota 41 per tutti è una possibilità?

D’altronde proprio il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, qualche giorno fa ha confermato che obiettivo del Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, come pure di tutto il Governo, è quello di garantire una maggiore flessibilità in uscita.

Non sarà l’unico obiettivo - ad esempio si cercherà anche una soluzione per una pensione di garanzia in grado di tutelare i giovani lavoratori d’oggi, nonché pensionati di domani, dagli effetti del passaggio al regime contributivo - ma al momento, visto l’avvicinarsi della scadenza di Quota 100, la flessibilità in uscita è tra le priorità del Governo.

Ci si chiede, infatti, come sarà possibile superare lo scalone di cinque anni che si formerà dal 2022, quando coloro che non sono riusciti a maturare i requisiti per Quota 100 in tempo per il 31 dicembre 2021 dovranno attendere fino al compimento dei 67 anni per andare in pensione (anziché a 62).

I sindacati da mesi hanno la soluzione: permettere a tutti i lavoratori, e quindi non solo ai precoci come avviene oggi, di andare in pensione a prescindere dall’età con soli 41 anni di contribuzione. Una proposta che, come confermato anche da noi di Money.it, è di difficile fattibilità (se non altro per il costo che questa avrebbe) ed è per questo che a riguardo il Governo ha sempre mantenuto una certa chiusura.

La notizia dell’ultima ora, però, è che sembra possa esserci uno spiraglio d’apertura su Quota 41 per tutti, come sostenuto dal Messaggero. Il Governo sembra essere intenzionato almeno al dialogo, per provare a trovare una soluzione a riguardo che ad esempio potrebbe consistere in un ricalcolo contributivo della pensione per chi decide di anticiparne l’accesso.

Riforma delle pensioni: Quota 41 per tutti una possibilità, ma l’obiettivo è un altro

Tuttavia, nonostante questa piccola apertura su Quota 41 per tutti, la proposta preferita del Governo è un’altra e ve ne stiamo parlando ormai da qualche settimana. Si tratta di permettere l’anticipo della pensione di vecchiaia all’età di 62 anni (o al massimo 63 anni, qualora si volessero tagliare i costi della riforma), prevedendo però un taglio - variabile dal 2,8% al 3% - del montante contributivo per ogni anno di anticipo. In media, per chi sceglie di andare in pensione a 62 anni ci sarebbe un taglio di circa il 5% della pensione, con colui che sceglie di anticipare l’uscita dal mercato del lavoro che si farebbe carico personalmente dei costi della riforma.

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