Pensioni, la riforma europea parte dall’Inps. Firmato lo storico accordo

Simone Micocci

7 Maggio 2026 - 18:01

L’Inps firma con l’istituto previdenziale olandese SVB il primo, storico, accordo per rafforzare la cooperazione europea su pensioni, welfare, demografia e lavoro. Ecco cosa prevede.

Pensioni, la riforma europea parte dall’Inps. Firmato lo storico accordo
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Quante volte abbiamo sentito parlare di allarme per il sistema previdenziale italiano? Spesso, tanto che è un tema che ritorna anche nella nostra rubrica dedicata alle pensioni.

D’altronde non potrebbe essere altrimenti, visto che sulla sostenibilità del sistema previdenziale italiano - così come di quello assistenziale, anche perché nel nostro Paese non c’è una netta separazione nel capitolo di bilancio tra le due spese - è necessario mantenere alta l’attenzione rispetto a ciò che potrebbe riservarci il futuro.

Il problema, in particolare, è legato ai trend demografici non solo dell’Italia, ma di tutta Europa e anche di gran parte del resto del mondo. La popolazione invecchia, comportando un aumento della spesa pensionistica, mentre al tempo stesso si fanno sempre meno figli, riducendo così le entrate contributive che rappresentano il pilastro principale su cui si fonda l’intero sistema.

Noi di Money.it ne abbiamo già parlato con diversi esperti, consapevoli del fatto che una maggiore educazione finanziaria e previdenziale sia essenziale per affrontare i problemi che potrebbero presentarsi nei prossimi anni. Uno dei nostri principali interlocutori è Gabriele Fava, presidente dell’Inps, che proprio in queste settimane si sta rendendo protagonista di un’iniziativa molto interessante, finalizzata al consolidamento dei rapporti tra l’Inps e gli istituti previdenziali degli altri Paesi europei.

L’obiettivo - già anticipato ai microfoni di Money Talks - è quello di arrivare a una sorta di G27 degli enti previdenziali europei: una tavola rotonda che possa diventare il luogo privilegiato per analizzare la situazione e avanzare proposte di riforma capaci di mettere al sicuro il futuro delle pensioni. Non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Pensioni, la riforma europea parte dall’Inps

L’obiettivo indicato dal presidente dell’Inps, Gabriele Fava, riguardo a una maggiore collaborazione tra gli enti previdenziali europei inizia a prendere forma. Nella giornata di mercoledì 6 maggio, infatti, è stato firmato il primo, storico, accordo di collaborazione tra Inps e Svb, l’istituto previdenziale olandese.

Al centro dell’intesa c’è il confronto sui grandi temi che stanno trasformando il welfare europeo: dalla già anticipata crisi demografica all’evoluzione del mercato del lavoro, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sui sistemi di protezione sociale.

Come ha spiegato lo stesso presidente dell’Inps:

“Abbiamo costruito regole comuni per la moneta, per i mercati e per la finanza. È arrivato il momento di costruire una visione comune anche sul welfare, sul lavoro e sulla tenuta sociale dell’Europa. Perché non esiste competitività economica senza coesione sociale”.

Il confronto, quindi, non riguarderà soltanto le pensioni, ma toccherà un perimetro molto più ampio: lavoro, produttività, innovazione, inclusione e sostenibilità dei sistemi di protezione sociale. Tutti ambiti sui quali l’Inps non ha soltanto competenze gestionali dirette, ma anche una capacità di analisi sempre più rilevante.

L’Istituto dispone infatti di un centro studi tra i più strutturati in Europa, in grado di elaborare dati, scenari e proiezioni fondamentali per comprendere l’evoluzione del welfare. Ed è proprio da questa base che può partire il tentativo di costruire una piattaforma comune tra gli enti previdenziali europei, con l’Italia e l’Inps in un ruolo da protagonisti.

Pensioni e stabilità, l’Italia non può farcela da sola

Durante l’incontro è stata condivisa anche la necessità di accelerare il confronto sulla revisione del Regolamento UE 883/2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.

Il punto di partenza è chiaro: demografia, transizione tecnologica, invecchiamento della popolazione, trasformazione del lavoro e sostenibilità sociale - insomma tutti quei temi che mettono a rischio la tenuta del sistema di welfare - non possono più essere affrontati dai singoli Stati in ordine sparso.

Per questo l’accordo firmato ad Amsterdam rappresenta un passo avanti verso una nuova idea europea di welfare. Una prospettiva in cui le istituzioni europee saranno giudicate oltre che per la capacità di governare l’economia anche per quella di accompagnare le persone dentro le grandi trasformazioni del nostro tempo. L’Inps ha fatto il primo passo, ma la strada è ancora lunga.

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