Pensioni, ora puoi avere 120 euro in più l’anno. Ecco le istruzioni Inps

Simone Micocci

2 Aprile 2026 - 10:08

Pensioni, arrivano gli assegni familiari. Ecco i limiti di reddito aggiornati al 2026.

Pensioni, ora puoi avere 120 euro in più l’anno. Ecco le istruzioni Inps

Se sei un pensionato delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi puoi avere fino a 120 euro in più l’anno. A confermarlo è l’Inps con la circolare n. 32 del 27 marzo scorso, con la quale l’Istituto ha fornito le istruzioni operative e aggiornato i limiti di reddito da rispettare per accedere alle maggiorazioni previste dalla normativa.

Si tratta, in particolare, di quei pensionati che restano esclusi dalla normativa sugli Assegni al nucleo familiare e ai quali continuano ad applicarsi le vecchie regole sugli assegni familiari e sulle quote di maggiorazione della pensione. Un ambito spesso poco conosciuto, ma che può tradursi in un leggero aumento dell’importo percepito ogni mese.

Per ottenere queste somme è necessario rientrare in specifiche soglie di reddito familiare aggiornate per il 2026 e rispettare determinate condizioni legate alla composizione del nucleo. Proprio su questi aspetti l’Inps è intervenuto con le nuove indicazioni, chiarendo chi può beneficiarne davvero e in quale misura.

Circolare n. 32 del 27 marzo 2026
Clicca qui per scaricare.

Vediamo quindi a chi spetta l’aumento e quali sono i limiti da conoscere per non perdere questo piccolo ma significativo incremento della pensione.

Cos’è e a chi spetta la maggiorazione della pensione

La maggiorazione della pensione è un’integrazione economica che spetta ad alcune categorie di pensionati delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, cioè coloro che non rientrano nella disciplina dell’assegno per il nucleo familiare ma continuano a essere regolati dalle vecchie norme sugli assegni familiari.

Si tratta, quindi, di una misura residuale ma ancora attiva, rivolta in particolare a coltivatori diretti, coloni, mezzadri, piccoli coltivatori diretti e, appunto, ai pensionati delle Gestioni speciali per lavoratori autonomi. Per questi soggetti, al posto dell’Anf, è prevista una quota aggiuntiva alla pensione in presenza di determinati familiari a carico.

Nel dettaglio, la maggiorazione spetta quando nel nucleo familiare sono presenti persone considerate fiscalmente a carico, ossia con un reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro. Rientrano in questa categoria il coniuge, i genitori (e soggetti equiparati), oltre a fratelli, sorelle e nipoti.

L’importo varia in base alla categoria di appartenenza e al familiare per cui viene riconosciuto: ad esempio può arrivare a poco più di 10 euro al mese per coniuge o altri familiari, fino a circa 120 euro l’anno complessivi.

I limiti di reddito 2026

Per avere diritto alla maggiorazione della pensione non basta rientrare tra i beneficiari: è necessario anche rispettare precisi limiti di reddito familiare, aggiornati ogni anno.

Per il 2026, come chiarito dall’Inps con la circolare n. 32 del 27 marzo, le soglie sono state rivalutate sulla base del tasso di inflazione programmato, pari all’1,8%. Questo aggiornamento incide direttamente sul diritto alla prestazione, determinando quando la maggiorazione spetta, quando viene ridotta e quando invece si perde del tutto.

Nel dettaglio, per la generalità dei nuclei familiari, la corresponsione degli assegni familiari o delle quote di maggiorazione della pensione cessa al superamento di determinati limiti annui. Ad esempio, per un nucleo composto da due persone il limite è fissato a 18.449,64 euro, mentre la perdita totale del beneficio scatta oltre 22.095,43 euro.

Le soglie aumentano al crescere dei componenti del nucleo:

  • 3 persone: fino a 23.722,74 euro (cessazione) e 28.405,80 euro (perdita totale);
  • 4 persone: fino a 28.330,88 euro e 33.927,86 euro;
  • 5 persone: fino a 32.942,88 euro e 39.449,99 euro;
  • 6 persone: fino a 37.334,79 euro e 44.710,64 euro;
  • 7 o più persone: fino a 41.725,93 euro e 49.970,46 euro.

Sono poi previste soglie più alte in presenza di particolari condizioni, come nuclei monoparentali o con componenti inabili, per i quali i limiti possono aumentare fino al 60%.

In ogni caso, il superamento di questi valori comporta effetti diversi: inizialmente la riduzione dell’importo e, oltre una certa soglia, la perdita completa della maggiorazione.

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