Pensioni: nuovi tagli nel 2020? Facciamo chiarezza

Pensioni: tagli alla pensione di reversibilità e di invalidità nel 2020? Vero, ma non per colpa del Governo M5S-PD.

Pensioni: nuovi tagli nel 2020? Facciamo chiarezza

Pensioni: in questi giorni vi abbiamo informati riguardo alla notizia che stava circolando online riguardo a nuovi tagli per le pensioni di reversibilità e di invalidità.

Una notizia ripresa da diverse testate e che persino Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha pubblicato sul proprio profilo Facebook per attaccare il Governo M5S-PD, colpevole - a suo dire - di aver attuato nuovi tagli sulle pensioni.

Ebbene dopo aver fatto un controllo approfondito dobbiamo fare un errata corrige: è vero, infatti, che nel 2020 ci saranno dei tagli sulle pensioni di invalidità e reversibilità a seconda del reddito percepito dal titolare della misura, ma allo stesso tempo è importante sottolineare che non si tratta di una novità assoluta.

Il taglio delle pensioni in questioni, infatti, è in vigore dal 1996 quando venne introdotto il limite al cumulo redditi pensioni entro certi limiti. Semmai la novità del 2020 è data dal nuovo importo della pensione minima, elemento utile per calcolare la soglia entro la quale reddito e pensione sono cumulabili al 100%.

Pensioni: tagli per reversibilità e invalidi? La circolare Inps manda tutti in confusione

Sono diverse le testate che hanno parlato di novità delle pensioni attribuendo al Governo Conte la decisione di tagliare le pensioni per invalidi e superstiti con redditi piuttosto elevati.

A mandare tutti in confusione è stata la circolare Inps con cui è stato ufficializzato il nuovo importo della pensione minima, 515,07 euro, nella quale viene data notizia di questi tagli non specificando però che non si tratta di una novità del 2020.

Le tabelle ufficializzate dall’Inps, con cui vengono spiegati i nuovi limiti di reddito aggiornati in base alla variazione - di pochi euro - della pensione minima, sono quindi in vigore da 25 anni. A tal proposito, ricordiamo che queste prevedono una riduzione del:

  • 25% della pensione di invalidità per redditi compresi tra le 4 e le 5 volte il trattamento minimo (l’importo mensile va moltiplicato per 13 mensilità);
  • 50% della pensione di invalidità per redditi superiori a 5 volte il trattamento minimo;
  • 25% della pensione di reversibilità per redditi compresi tra le 3 e le 4 volte il trattamento minimo;
  • 40% della pensione di reversibilità per redditi compresi tra le 4 e le 5 volte il trattamento minimo;
  • 50% della pensione di reversibilità per redditi superiori a 5 volte il trattamento minimo.

Pensioni di reversibilità e invalidità: il Governo Conte non le ha tagliate

Dopo la notizia per cui il Governo Conte appoggiato dalla maggioranza M5S-PD starebbe pensando di eliminare la pensione di reversibilità, ci troviamo a smentire anche quella dei tagli per la pensione ai superstiti e per gli assegni di invalidità.

Come già ampiamente spiegato, infatti, non si tratta di una novità introdotta appositamente nel 2020 ma di un sistema introdotto nel lontano 1996 per penalizzare coloro che hanno un reddito tale da non necessitare del pieno importo di pensione di invalidità o reversibilità.

Un sistema che può essere giusto o sbagliato, ma non imputabile certamente alla maggioranza di Governo come alcuni politici hanno fatto nelle ultime ore (come Giorgia Meloni, o anche il leghista Lorenzo Fontana).

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