Pensioni non pagate a marzo: chi rischia e come tutelarsi?

Pensione bloccata a marzo per coloro che non ottemperano all’obbligo di invio del modulo RED. Ecco chi deve prestare attenzione.

Pensioni non pagate a marzo: chi rischia e come tutelarsi?

Pensioni: il prossimo mese il pagamento potrebbe essere sospeso nei confronti di tutti coloro che non hanno ottemperato all’obbligo di invio del modello RED, ossia quel modulo con cui l’Inps chiede ai pensionati titolari di prestazioni assistenziali (e collegate al reddito) di dichiarare i loro redditi.

La pensione di marzo (che verrà pagata lunedì 2) , quindi, è a rischio per tutti coloro che sono titolari di prestazioni assistenziali, come ad esempio le pensioni di invalidità o anche l’assegno sociale e non hanno provveduto al suddetto obbligo. Per coloro che non hanno ancora provveduto all’invio del modello RED, inoltre, potrebbe saltare il riconoscimento dell’integrazione al trattamento minimo della pensione.

Ogni anno l’Inps chiede ai soggetti beneficiari di queste prestazioni previdenziali e assistenziali di comunicare i redditi aggiornati inviando il modello RED; e per gli inadempienti potrebbe persino arrivare la sospensione della pensione fino a quando non adempiranno a quest’obbligo.

Così come la pensione di cittadinanza - che verrà sospesa a coloro che non hanno comunicato il nuovo ISEE - anche altre pensioni (tutte quelle legate in qualche modo al reddito del pensionato) rischiano di non essere pagate regolarmente.

Pensioni a rischio: come tutelarsi

Bisogna ricordare che da qualche anno ormai l’Inps non si preoccupa di ricordare ai beneficiari delle suddette prestazioni di presentare il nuovo modello RED; spetta al titolare della pensione, quindi, preoccuparsene inviando quanto richiesto entro le scadenze previste.

In questo modo l’Inps potrà verificare che siete ancora in possesso dei requisiti e delle condizioni richieste per beneficiare delle varie pensioni di invalidità civile, o anche dell’indennità di accompagnamento e dell’assegno sociale.

D’altronde l’invio del modello RED è molto semplice: il modulo si trova online e ci si può fare assistere anche da centri di assistenza fiscale (CAF) e patronati.

L’importante è ricordare di inviarlo entro il 28 febbraio 2020, altrimenti il mese prossimo l’Inps potrebbe persino sospendere il pagamento della prestazione attesa.

Con questo dovrete comunicare i redditi posseduti (compresi quelli già indicati nell’ultima dichiarazione dei redditi), ai quali si aggiungono tutte le entrate derivanti da:

  • lavoro dipendente prestato all’estero;
  • lavoro autonomo;
  • redditi da Co.Co.Co.
  • lavori a progetto;
  • immobili, terreni e fabbricati;
  • interessi bancari, postali, BOT, CCT, titoli di Stato, quote di investimento;
  • altre prestazioni assistenziali erogate dallo Stato;
  • TFR e liquidazioni;
  • pensioni estere e arretrati;
  • redditi soggetti di ritenuta alla fonte.

Ma attenzione: perché il modulo RED non è l’unico che va presentato per essere in regola con l’Inps. Ce ne sono altri che vanno inviati in presenza di determinate condizioni; vediamo di quali si tratta.

Pensioni assistenziali: quali altri moduli vanno presentati?

Oltre al modello RED, che va presentato in ogni circostanza, ce ne sono altri ai quali sono obbligati coloro che:

  • sono titolari invalidi titolari di indennità di accompagnamento: modulo ICRIC da consegnare in caso di ricovero;
  • sono titolari di pensione di invalidità civile: modulo ICLAV per comunicare l’inizio di una o più attività lavorative;
  • titolari di pensione sociale: modulo ACC-AS/PS per dichiarare dimora in Italia o all’estero;
  • titolari di assegno sociale: modulo ACC-AS/PS per comunicare eventuale ricovero.

Questi, quindi, sono i moduli che si aggiungono al modello RED suddetto per informare l’Inps della propria situazione reddituale; ricordate di inviarli entro i termini previsti, così come pure di accertarsi che le informazioni comunicate facciano riferimento all’anno solare indicato dal modulo stesso.

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