Pensione in anticipo anche per i disoccupati: le ultime novità

Pensioni: anche chi è disoccupato in seguito alla scadenza di un contratto di lavoro a tempo determinato può accedere all’Ape Sociale. Ma ci sono delle condizioni da soddisfare.

Pensione in anticipo anche per i disoccupati: le ultime novità

Pensioni: in attesa di novità dal Parlamento, dove in questi giorni sarà in discussione il testo della Legge di Bilancio 2020, è bene fare chiarezza su una delle misure che già da oggi consentono ad alcune categorie di lavoratori di accedere anticipatamente alla pensione.

Ci riferiamo ad Ape Sociale, misura introdotta dal Governo Renzi che con la Legge di Bilancio 2020 sarà prorogata anche per il prossimo anno (così come pure Opzione Donna). È bene ricordare che Ape Sociale è in vigore anche nel 2019, consentendo a coloro che sono in possesso di almeno 30 anni di contributi e hanno compiuto i 63 anni di età di uscire dal mercato del lavoro percependo un’indennità sostitutiva nel periodo che li separa dal raggiungimento dell’età pensionabile; indennità che per tutte le categorie svantaggiate - quali disoccupati, invalidi, caregivers, usuranti e gravosi - è riconosciuta interamente dallo Stato.

Come anticipato, possono accedere all’Ape Sociale coloro che sono disoccupati; molti, però, non sanno che su questo aspetto la Legge di Bilancio per il 2018 ha introdotto una specifica molto importante che allarga la platea dei beneficiari dell’anticipo pensionistico. Vediamo di cosa si tratta.

Ape Sociale: pensione in anticipo anche dopo un contratto a tempo determinato

A decorrere dal 1° gennaio 2018, possono accedere all’Ape Sociale anche coloro ai quali viene riconosciuto lo stato di disoccupazione al termine di un rapporto di lavoro a tempo determinato. Affinché ciò sia possibile, però, è necessario che questi lavoratori possiedano, al momento della domanda di riconoscimento dell’Ape Sociale, determinati requisiti, quali:

  • nei 36 mesi dalla cessazione dell’ultimo rapporto lavorativo devono aver avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi;
  • inoltre, così come previsto per tutti i disoccupati, devono aver concluso da almeno tre mesi di godere dell’indennità di disoccupazione al loro riconosciuta, ossia la Naspi.

Per quanto riguarda il primo punto, l’Inps ha chiarito che i 18 mesi di rapporto lavorativo subordinato necessari ai fini del riconoscimento della misura possono anche non essere continuativi. Per il calcolo degli stessi si terrà quindi conto della durata di tutti i lavori subordinati compresi nel periodo sopra indicato (ultimi 36 mesi), come risultanti dagli archivi UNILAV.

Anche per quanto riguarda il secondo punto, ossia la fruizione della Naspi, bisogna fare alcune precisazioni. L’Inps, infatti, ha spiegato che affinché i disoccupati possano richiedere l’Ape Sociale è necessario che questi abbiano fruito della Naspi per l’intera durata; inoltre, non devono aver perso lo status di disoccupati nei tre mesi successivi alla decadenza della stessa.

Questo chiarimento, esclude dalla possibilità di accedere all’Ape Sociale coloro che:

  • coloro ai quali non è stata riconosciuta la Naspi al termine dell’ultimo rapporto lavorativo;
  • coloro che nei tre mesi successivi al riconoscimento dell’ultimo rateo dell’indennità di disoccupazione hanno perso lo stato di disoccupati;
  • coloro che nel periodo di fruizione della Naspi hanno perso lo stato di disoccupati interrompendo il godimento dell’indennità.

Parimenti, coloro che invece soddisfano tutte le condizioni sopra indicate possono fare richiesta di Ape Sociale e possono fare domanda di verifica delle condizioni di accesso solo al termine integrale della Naspi. Ai fini della richiesta non bisognerà produrre alcuna documentazione: sarà l’Inps a verificare la sussistenza delle condizioni necessarie.

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