Pensioni di invalidità dimenticate dalla riforma: ma non dovevano aumentare a 780€?

Riforma pensioni: nessun aumento per gli assegni di invalidità. Le promesse del primo Governo Conte cadute nel dimenticatoio.

Pensioni di invalidità dimenticate dalla riforma: ma non dovevano aumentare a 780€?

Riforma pensioni: all’appello mancano gli assegni riconosciuti per invalidità civile.

Tra gli argomenti di cui stanno discutendo Governo e sindacati - tra cui figurano la pensione di garanzia e le misure di flessibilità per l’uscita anticipata dal mercato del lavoro - non vi è alcun riferimento alle pensioni di invalidità e all’aumento delle stesse, tema che invece era nell’agenda del primo Governo Conte.

Prima dell’estate, infatti, si sentiva parlare spesso di aumento delle pensioni di invalidità, le quali - insieme a Quota 41 per tutti - dovevano essere le protagoniste della seconda fase della riforma delle pensioni iniziata con l’introduzione di Quota 100.

Tuttavia, con il cambio della maggioranza tutto sembra essere cambiato: per gli assegni assistenziali per gli invalidi civili non ci dovrebbero essere novità nell’immediato e gli importi non subiranno variazioni.

Pensioni di invalidità dimenticate dalla riforma

E pensare che la svolta per le pensioni di invalidità sembrava essere imminente: prima dell’introduzione del reddito e della pensione di cittadinanza, infatti, Luigi Di Maio annunciò in più di un’occasione un aumento a 780,00€ grazie alle due nuove misure per il sostegno del reddito.

Nei fatti però è andata diversamente perché, come ormai noto, la pensione di cittadinanza non aumenta né la pensione minima né tantomeno gli assegni di invalidità per i quali gli importi sono cambiati leggermente nel 2020 ma solo per effetto della rivalutazione delle pensioni (qui i nuovi importi).

Ecco perché in un secondo momento Matteo Salvini - allora ancora all’interno della maggioranza - annunciò per il 2020 un vero aumento delle pensioni di invalidità; un progetto, però, messo in archivio - e mai più ripreso - con il cambio della maggioranza parlamentare.

La conferma del fatto che per le pensioni di invalidità non si parli di un possibile aumento, almeno nell’immediato, è arrivata con la realizzazione dell’agenda degli incontri in programma tra sindacati e Ministero del Lavoro per la definizione di una riforma delle pensioni, dove non c’è traccia di possibili misure per gli assegni assistenziali.

Assegni che tra l’altro non gioveranno neppure dell’annunciata riforma delle aliquote Irpef (che dovrebbe vedere la luce nel 2021), in quanto non soggetti a tassazione alcuna.

Pensioni di invalidità: nessun aumento, proteste in piazza

Un silenzio che di certo non è sfuggito a coloro che la pensione di invalidità la percepiscono e che si sono sentiti presi in giro dagli ultimi Governi che hanno promesso ma mai mantenuto.

Ecco perché lo scorso 13 febbraio in molti si sono dati appuntamento davanti Montecitorio, per ottenere risposte concrete dal mondo della politica sul mancato aumento delle pensioni di invalidità civile e chiedendo anche la previsione di misure concrete per favorire il lavoro delle persone con disabilità. Perché se non è possibile aumentare la misura assistenziale che almeno si dia - almeno nei casi in cui ciò è possibile - la possibilità di un reinserimento immediato nel mercato del lavoro.

Anche perché appare ovvio che con un assegno che nel 2020 è appena pari a 286,21€ mensili non si possa mandare avanti una famiglia.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Pensione invalidità

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.