Pensioni, l’Inps te la paga in anticipo se non superi questo importo

Simone Micocci

7 Aprile 2026 - 10:03

Sai che in alcuni casi l’Inps ti paga la pensione tutta insieme? E in anticipo? Succede quando non super questi importi.

Pensioni, l’Inps te la paga in anticipo se non superi questo importo

Siamo abituati a pensare alla pensione come a un qualcosa che arriva ogni mese, puntualmente il primo giorno bancabile.

In realtà, però, non è sempre così. In alcuni casi, infatti, quando l’importo della pensione è particolarmente basso, l’Inps procede al pagamento in un’unica soluzione e in anticipo. Se invece l’importo è leggermente più alto, ma comunque inferiore alla soglia minima che consente il pagamento mensile, l’erogazione avviene con cadenza semestrale, in due tranche nel corso dell’anno. Anche in questo caso, sempre in anticipo.

Alla luce di questo meccanismo, e considerando che con il passare degli anni e il progressivo passaggio al sistema contributivo saranno sempre di più i lavoratori che accederanno alla pensione di vecchiaia con appena 5 anni di contributi (a 71 anni di età), percependo assegni molto bassi, è importante fare chiarezza. Per questi soggetti, infatti, sono previste regole diverse anche per quanto riguarda le modalità di accredito della pensione.

Si tratta di un meccanismo poco conosciuto, ma destinato a diventare sempre più rilevante: vediamo quindi in quali casi la pensione viene pagata in anticipo, anche con più rate accorpate, e qual è la soglia di importo da considerare.

Quando la pensione non viene pagata ogni mese

Come anticipato, esistono tre modalità di pagamento della pensione: mensile, semestrale e annuale.

La prima è la più diffusa, perché riguarda la grande maggioranza dei pensionati: è sufficiente, infatti, percepire una pensione superiore a 90,01 euro per ricevere l’accredito con cadenza mensile.

Diverso, invece, il caso di chi ha versato un numero “simbolico” di contributi e si ritrova con un assegno particolarmente basso. È il caso, ad esempio, di chi accede alla pensione a 71 anni con soli 5 anni di contributi, per i quali ricordiamo che non è prevista nemmeno l’integrazione al trattamento minimo.

In queste situazioni il pagamento può essere semestrale quando l’importo è compreso tra 10,01 e 90 euro mensili. In tal caso, la pensione viene erogata a gennaio, con i primi sei ratei dell’anno, per un totale che va da 60 a 540 euro. La seconda tranche arriva invece a luglio, con le ulteriori sei mensilità, a cui si aggiunge anche la tredicesima.
Per chi, invece, non supera neppure i 10 euro mensili - quindi con pensioni inferiori a 120 euro annui - il pagamento avviene in un’unica soluzione nel mese di gennaio.

Con queste modalità, sia in una che in due tranche, l’accredito avviene di fatto in anticipo: l’Inps procede infatti alla liquidazione di tutti i ratei dell’anno, compresi quelli non ancora maturati.

Chi rischia di ritrovarsi con una pensione pagata in una o due soluzioni

Sotto i 1.170 euro lordi l’anno - pari a circa 90 euro al mese - si rischia di avere una pensione pagata non ogni mese ma in una o due soluzioni. Ma quando si arriva a un importo così basso?

Per capirlo bisogna guardare a come funziona il sistema contributivo e fare qualche semplice calcolo partendo dal coefficiente di trasformazione.

Sappiamo, ad esempio, che a 71 anni il coefficiente di trasformazione è pari al 6,510%. Questo significa che per ottenere una pensione annua pari a 1.170 euro è necessario aver maturato un montante contributivo pari a circa 17.973 euro. Il calcolo è semplice: basta dividere 1.170 per 6,510%.

A questo punto bisogna fare un ulteriore passaggio. Nel sistema previdenziale italiano i contributi versati ogni anno corrispondono al 33% dello stipendio lordo (nel caso dei lavoratori dipendenti).

Se una persona ha lavorato solo 5 anni, per arrivare a un montante di circa 17.973 euro deve aver versato mediamente 3.595 euro di contributi l’anno. Considerando che questi rappresentano il 33% della retribuzione, significa che lo stipendio annuo lordo deve essere stato almeno pari a circa 10.900 euro.

Questo vuol dire che con stipendi medi inferiori a questa cifra - e con soli 5 anni di contributi - la pensione rischia di essere inferiore a 1.170 euro l’anno, con il risultato che il pagamento non avverrebbe mensilmente ma in una o due soluzioni.

La situazione cambia se gli anni di contributi aumentano. Ad esempio, con 10 anni di contributi, per raggiungere lo stesso montante di circa 17.973 euro servono 1.797 euro di contributi annui, che corrispondono a una retribuzione lorda di circa 5.445 euro l’anno.

Questo semplice esempio dimostra come il rischio di avere una pensione pagata in una o due soluzioni riguardi soprattutto chi arriva alla pensione con pochissimi anni di contributi e con retribuzioni molto basse, una situazione che potrebbe diventare più frequente tra i cosiddetti contributivi puri, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.