Pensionati, al via i controlli: a rischio il pagamento della pensione

Pensioni all’estero: al via la prima fase di controlli. I pensionati dovranno presentare la documentazione con cui accertare l’esistenza in vita entro febbraio 2021, pena la sospensione dei pagamenti.

Pensionati, al via i controlli: a rischio il pagamento della pensione

Al via i controlli sulle pensioni: non si tratta di accertamenti da parte del Fisco nei confronti dei pensionati italiani, ma di un controllo che interesserà tutti coloro che risiedono all’estero.

Come noto, infatti, sono moltissimi i pensionati italiani che risiedono all’estero, molti dei quali hanno scelto di trasferirsi per godere di un regime fiscale agevolato. Sono circa 400 mila i pensionati italiani che riscuotono all’estero e per alcuni di questi - complessivamente i residenti all’estero coinvolti in questa prima fase della procedura sono 131.135 - l’INPS ha necessità di effettuare alcuni accertamenti.

Nel dettaglio, i controlli riguardano l’esistenza in vita del pensionato: bisogna accertare, quindi, che il titolare della pensione sia ancora vivo. Una prima fase di monitoraggio in realtà era già stata avviata nei mesi scorsi, salvo poi essere sospesa causa COVID-19; a tal proposito, con una nota stampa l’INPS ha annunciato la ripresa dei controlli così da completare tutto il monitoraggio entro la fine del 2021.

Controlli pensionati all’estero: necessaria l’attestazione dell’esistenza in vita

Nei prossimi giorni, come comunicato dall’INPS, i pensionati italiani che riscuotono l’assegno all’estero riceveranno da Citibank NA i moduli con cui dovranno attestare l’esistenza in vita.

Nel dettaglio, i controlli riprenderanno da dove si erano interrotti.

Quindi, come comunicato dall’INPS, la prima parte della campagna riguarderà esclusivamente i residenti:

  • nel continente americano;
  • nei paesi scandinavi;
  • negli Stati dell’est Europa e paesi limitrofi;
  • Asia, Medio ed Estremo Oriente.

In questo caso i controlli riguarderanno coloro che hanno saltato il precedente appuntamento causa sospensione sopraggiunta per COVID-19. Ci saranno però anche controlli per i residenti in Europa, Africa e Oceania che a causa della diffusione del contagio non hanno portato a termine il precedente accertamento generalizzato dell’esistenza di vita.

Si ricorda, comunque, che nonostante la fase di accertamento non sia stata conclusa, l’INPS ha comunque provveduto al pagamento di tutte le prestazioni.

Ci sarà poi una seconda fase, come potete approfondire nel nostro articolo dedicato.

Controlli pensionati all’estero: le scadenze

A tal proposito, l’INPS ha dettato i tempi entro i quali bisognerà inviare tutta la modulistica affinché l’Istituto possa continuare a pagare le pensioni. Nel dettaglio, l’attestazione dell’esistenza in vita dovrà essere consegnata alla banca entro il mese di febbraio 2021; qualora il processo di verifica non sia ancora completato entro questo termine verrà comunque erogata la mensilità di marzo 2021 (che sarà pagata in contanti presso le Agenzie di Western Union).

Ma attenzione: per coloro che non producono l’attestazione di esistenza in vita entro i primi giorni del mese di marzo 2021, il pagamento della pensione sarà sospeso a partire dal cedolino di aprile 2021.

Controlli pensionati all’estero: le novità causa COVID-19

Visto il periodo di emergenza, l’INPS ha deciso di dare ai pensionati residenti all’estero quattro mesi di tempo per produrre l’apposita documentazione con cui attestare l’esistenza in vita. In questo modo si spera di evitare assembramenti presso uffici consolari, patronati e autorità locali.

Viene anche suggerito di indicare l’indirizzo di posta elettronica nel modulo di attestazione dell’esistenza in vita, così da rendere più agevole l’interlocuzione con la banca.

Inoltre, qualora il pensionato non possa produrre l’attestazione standard, verranno accettati anche moduli di certificazione emessi dalle autorità locali.

Argomenti:

INPS Pensione

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