Pensioni, annunciata la riforma “segreta” che cancella la legge Fornero

Simone Micocci

5 Giugno 2024 - 09:47

Pensioni, Massimo Garavaglia (Lega) annuncia un progetto che potrebbe superare la legge Fornero. Ma per il momento resta segreto.

Pensioni, annunciata la riforma “segreta” che cancella la legge Fornero

Il governo Meloni lavora a una soluzione per la riforma delle pensioni, con l’obiettivo di rendere maggiormente flessibile il collocamento in quiescenza rispetto a quanto stabilito dalla legge Fornero del 2011.

C’è però un problema che al momento sembra essere insormontabile: le poche risorse a disposizione per la prossima legge di Bilancio 2025, con il governo che avrà difficoltà a reperire persino i 10 miliardi di euro necessari per confermare il cuneo fiscale in busta paga.

Per questo motivo appare difficile pensare a una riforma delle pensioni che possa stravolgere le attuali regole, per quanto fonti della maggioranza rivelano che si sta lavorando in questa direzione.

Da una parte il sottosegretario al Lavoro Durigon che è tornato a parlare di Quota 41 per tutti, dall’altra il presidente della commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia, il quale ha parlato di un progetto “segreto” che servirà a superare la legge Fornero. Non ne dà alcuna anticipazione, ma con i pochi elementi a disposizione è possibile farsi un’idea a riguardo.

La riforma delle pensioni “segreta”

Massimo Garavaglia, parlamentare per la Lega che in passato ha ricoperto le cariche di viceministro dell’Economia e delle Finanze e ministro del Turismo, mentre oggi è presidente della commissione Finanze del Senato, ha parlato ad Affaritaliani.it della sua proposta di riformare le pensioni, concentrandosi più sugli obiettivi che sui dettagli ella stessa.

Nel dettaglio, ha dichiarato che sta lavorando a un progetto che “secondo lui funziona” in quanto da una parte va a risolvere il problema delle pensioni “superando la legge Fornero” mentre dall’altra non appesantisce i conti pubblici.

Anzi, spiega Garavaglia che secondo lui una tale proposta permetterebbe allo Stato anche di guadagnare. Non fornisce però ulteriori dettagli, per quanto ha aggiunto che si tratterebbe di una soluzione “già pronta” capace di partire già nel 2025.

Dai pochi elementi a disposizione è impossibile capire di cosa si tratta: verrebbe da pensare a Quota 41 per tutti, ossia alla possibilità che ogni lavoratore possa andare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età, ma in tal caso non si spiegherebbe una tale segretezza dal momento che di questa misura se ne parla da anni.

Quel che è certo è che la riforma “segreta” di Garavaglia prevede una penalizzazione in uscita: non può essere altrimenti, in quanto ha dichiarato che lo Stato potrebbe persino guadagnare da una tale soluzione.

Potrebbe quindi trattarsi di una misura che, al pari dell’attuale Quota 103, prevede un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno, con il lavoratore che quindi dovrebbe rinunciare alla parte calcolata con il retributivo accettando così una riduzione dell’assegno. Oppure potrebbe trattarsi di un vero e proprio taglio percentuale della pensione, con lo Stato che così potrebbe incassare da coloro che vogliono accelerare l’accesso alla pensione.

È presto quindi per sbilanciarsi, ma ciò ci dice che nella maggioranza - in particolare dalla Lega - non sembrano essersi rassegnati all’idea di dover rinunciare all riforma delle pensioni tanto proclamata in campagna elettorale.

Ma cosa serve per superare la legge Fornero?

Va detto poi che spesso il termine “superare” viene utilizzato impropriamente. La legge Fornero è stata una delle riforme più importanti degli ultimi 50 anni, non basterebbe di certo una sola misura per un ritorno al passato.

Anche perché nessuna delle soluzioni fino a oggi paventate rivedono il requisito di accesso alla pensione di vecchiaia, fermo a 67 anni. Oggetto del contendere è perlopiù l’attuale pensione anticipata che richiede 42 anni e 10 mesi di contributi (uno in meno per le donne) per accedere alla pensione. Questa sì che verrebbe superata da Quota 41 per tutti, in quanto il requisito contributivo scenderebbe a 41 anni, ma ci si ferma lì.

Adeguamento con le speranze di vita, ricalcolo contributivo dell’assegno, sono tutti aspetti sui quali un ritorno al passato non sarebbe possibile.

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