Si può andare in pensione subito versando i contributi in anticipo?

In pensione subito versando i contributi mancanti si può, ma solo se il perfezionamento del requisito contributivo avviene con riscatto o versamento volontario.

Si può andare in pensione subito versando i contributi in anticipo?

Andare in pensione subito versando i contributi in anticipo non è possibile. INPS permette di versare i contributi in modo volontario, ma non per anticipare la pensione. Cosa significa?

Che la possibilità di versare i contributi per la pensione in modo volontario è concessa solo per i periodi di lavoro non coperti da contribuzione presenti e passati, ma non per quelli futuri.

Ciò significa che se nella storia lavorativa dell’aspirante pensionato vi sono buchi contributivi, questi possono essere coperti con il versamento volontario in modo da perfezionare il requisito e ridurre i tempi per andare in pensione.

Ricordiamo che i contributi volontari sono utili per il perfezionamento del diritto alla pensione e per la determinazione di tutte quelle dirette (vecchiaia, anzianità, assegno ordinario d’invalidità e inabilità) e indirette (superstiti e reversibilità).

Quando andare in pensione?

Prima di vedere quali sono gli strumenti che permettono al lavoratore di maturare più in fretta i requisiti per il pensionamento, facciamo chiarezza su quando si può andare effettivamente in pensione.

Ecco una tabella che riassume i requisiti per andare in pensione nel 2020:

PensioneEtàContributi
Di vecchiaia 67 anni 20 anni
Di vecchiaia contributiva 71 anni 5 anni
Anticipata (uomini) Nessun limite 42 anni e 10 mesi
Anticipata (donne) Nessun limite 41 anni e 10 mesi
Quota 100 62 anni 38 anni
Opzione donna 58 o 59 anni 35 anni

Riscatto dei contributi

Questo è uno strumento che possono utilizzare tutti i lavoratori, sia quelli che vogliono accedere alla pensione di vecchiaia che coloro che vogliono maturare i contributi per quella anticipata.

Ricordiamo infatti che ottenere in via immediata la pensione anticipata si può, ma solo se gli anni mancanti al perfezionamento del requisito contributivo possono essere riscattati.

Nel dettaglio si possono riscattare periodi non coperti da contribuzione relativi:

  • il corso legale di laurea, le lauree brevi e i titoli di studio a esse equiparati;
  • l’attività lavorativa svolta all’estero in Paesi non convenzionati;
  • l’astensione facoltativa per maternità che si colloca al di fuori del rapporto di lavoro;
  • gli anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari;
  • l’attività svolta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi antecedenti il 1° aprile 1996;
  • i periodi non lavorati e privi di contribuzione previsti da specifiche disposizioni di legge e comunque successivi al 31 dicembre.1996;
  • periodi di lavoro svolto con contratto part-time;
  • i periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni;
  • ulteriori periodi di riscatto previsti da specifiche disposizioni di legge.

Per i periodi che non fanno parte di quelli dell’elenco, ma comunque non coperti da contribuzione il cittadino può ricorrere al versamento volontario dei contributi. Ecco come funziona il versamento volontario e quando permette al lavoratore di andare prima in pensione.

Versamento volontario

Il versamento volontario dei contributi è lo strumento che l’INPS mette a disposizione dei lavoratori che non hanno più un impiego ma che vogliono maturare i requisiti di assicurazione e contribuzione per andare in pensione, o aumentare l’importo dell’assegno pensionistico.

Possono accedere a questo strumento tutti i lavoratori dipendenti e autonomi, purché non siano iscritti all’INPS o ad altre forme di previdenza. Spetta all’INPS valutare se il richiedente soddisfa i requisiti per accedere alla contribuzione volontaria e rilasciare l’autorizzazione, subordinata all’interruzione o alla sospensione dell’attività lavorativa.

Tra i requisiti necessari per versare personalmente i contributi previdenziali c’è quello per cui il lavoratore deve dimostrare di aver maturato almeno 5 anni di contributi, 3 dei quali nell’ultimo quinquennio.

Come anticipato si possono versare i contributi volontari per i periodi arretrati, e per quelli correnti; per questi ultimi il pagamento va effettuato entro il trimestre solare successivo a quello di riferimento, pena la perdita del diritto.

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