Pensione di reversibilità: a chi non spetta?

Pensione reversibilità, ci sono dei casi in cui né i figli né il partner possono richiederla: facciamo chiarezza.

Pensione di reversibilità: a chi non spetta?

Quando si parla di pensione di reversibilità - detta anche pensione ai superstiti - si intende quella prestazione che spetta ad alcuni familiari del pensionato defunto.

Alcuni” familiari, non tutti: per beneficiare della pensione di reversibilità, infatti, bisogna soddisfare alcuni parametri. In primis ci sono dei limiti di reddito (qui quelli previsti nel 2019) entro i quali sottostare per beneficiare dell’intero importo (ossia del 60% della pensione percepita dal defunto), mentre in secondo luogo bisogna avere un certo grado di parentela con il pensionato.

Generalmente, infatti, la pensione di reversibilità spetta al coniuge e ai figli: in mancanza di questi la pensione va ai genitori over 65 (purché non siano a loro volta titolari di pensione) o anche ai fratelli e alle sorelle se inabili. Tolte queste categorie di familiari, quindi, non ce ne sono altre alle quali spetta la pensione ai superstiti.

Anche per quanto riguarda mogli e figli però ci sono delle precisazioni da fare, dal momento che ci sono dei casi in cui neppure questi possono beneficiare della pensione di reversibilità; vediamo quando.

Pensione di reversibilità: quando i figli non ne hanno diritto

Prima di andare avanti ricordiamo che la pensione di reversibilità generalmente è pari al 60% della pensione percepita dal defunto; questo importo viene rimodulato qualora il reddito personale percepito dal superstite, ossia da colui che “eredita” il trattamento, è superiore a tre volte il trattamento minimo Inps (che nel 2019 equivale a 513,01 euro mensili). Ci sono poi dei casi in cui la pensione di reversibilità viene riconosciuta in misura più ampia, come nel caso in cui questa spetti al coniuge e a due o più figli.

La pensione di reversibilità, quindi, spetta indipendentemente dalla misura del reddito personale del superstite, dalla quale dipende esclusivamente l’importo del trattamento. Ci sono fattori, invece, che impediscono al coniuge o ai figli di percepire la pensione di reversibilità.

Nel dettaglio, per quest’ultimi molto dipende dall’età anagrafica: la pensione di reversibilità ai figli, infatti, spetta di diritto quando questi hanno un’età inferiore ai 18 anni.

Generalmente, quindi, sono esclusi dalla pensione ai superstiti i figli che hanno compiuto la maggiore età.

Ci sono però delle situazione che comportano l’aumento di questo limite anagrafico: ad esempio, se il figlio frequenta ancora le scuole medie superiori il limite di età viene innalzato a 21 anni. In caso di frequenza all’Università, invece, si può godere della pensione di reversibilità fino all’età di 26 anni.

Non spetta la pensione di reversibilità qualora il figlio svolga attività lavorativa, oppure qualora stia frequentando un tirocinio formativo o di orientamento. Questo perché il tirocinio formativo e di orientamento non permette il mantenimento dello status di studente.

Per quanto riguarda l’attività lavorativa, questa fa perdere il diritto alla pensione di reversibilità qualora ne derivi un reddito annuo superiore al trattamento minimo annuo di pensione maggiorato del 30%.

Pensione di reversibilità: quando il coniuge non ne ha diritto

Non basta essere una coppia di fatto per avere diritto alla pensione di reversibilità del proprio partner; tra le tutele introdotte con la Legge sulle Unioni Civili, infatti, non c’è quella che riconosce la pensione ai superstiti alle coppie di fatto.

Per avere diritto alla pensione di reversibilità, quindi, bisogna essere necessariamente sposati. Tuttavia c’è un caso in cui questa spetta anche all’ex coniuge: ciò avviene quando quest’ultimo - al momento della morte dell’ex - percepiva l’assegno divorzile.

Non ha diritto alla pensione di reversibilità, però, l’ex coniuge che nel frattempo ha contratto nuove nozze.

Pensione di reversibilità: quando non ne hanno diritto gli altri parenti

Come anticipato, i genitori, i fratelli e le sorelle del defunto hanno diritto alla pensione di reversibilità solo qualora non ci siano coniugi o figli che possono vantare questo diritto.

Anche in tal caso non ne hanno comunque diritto i genitori che non hanno ancora compiuto i 65 anni di età e quelli che sono titolari di pensione diretta. Affinché fratelli e sorelle possano beneficiare della pensione ai superstiti, invece, è importante che questi siano inabili e non titolari di alcuna pensione.

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