Pensione con 10 anni di contributi: chi può andarci e come funziona

Simone Micocci

15 Settembre 2022 - 12:48

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Quando si può andare in pensione con soli 10 anni di contributi? Ci sono diverse opzioni per chi non riesce a superare tale soglia: ecco cosa serve sapere.

Pensione con 10 anni di contributi: chi può andarci e come funziona

In alcune circostanze, in Italia, si può andare in pensione anche con 10 anni di contributi, o persino meno.

In più di un’occasione abbiamo parlato della possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia con soli 15 anni di contributi. Tuttavia, ci sono persone che non riescono a raggiungere neppure tale soglia e quindi vorrebbero sapere se è possibile andare in pensione con 10 anni di contributi.

Va detto che il nostro ordinamento non prevede alcuna opzione dove per andare in pensione servono esattamente 10 anni di contributi; tuttavia, ci sono delle circostanze in cui per il collocamento in quiescenza sono richiesti pochissimi anni di contributi, persino meno di 10.

Vediamo di cosa si tratta, così da rispondere a coloro che avendo maturato appena 10 anni di contributi, e avendo difficoltà a incrementarli, vogliono sapere se ci sono possibilità di andare in pensione, ed eventualmente a quanti anni.

Pensione con 10 anni di contributi se versati tutti dopo il 1° gennaio 1996

La prima misura che consente di andare in pensione anche con soli 10 anni di contributi è l’opzione contributiva della pensione di vecchiaia. Come noto ai più, infatti, per andare in pensione oggi servono 20 anni di contributi e un’età anagrafica di almeno 67 anni; tuttavia, pochi sanno che esiste una seconda opzione di pensione di vecchiaia, riservata ai soli contributivi puri, ossia a chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1° gennaio 1996.

Per questi, infatti, vi è la possibilità di accedere alla pensione con soli 5 anni di contributi; è però richiesto un requisito anagrafico più elevato, in quanto il collocamento in quiescenza potrà esserci solamente al compimento dei 71 anni di età.

Ed è importante sottolineare che trattandosi di una pensione calcolata interamente con il contributivo non si ha neppure diritto all’integrazione al trattamento minimo. Quindi se dal calcolo ne dovesse risultare un importo basso, il che è molto probabile con soli 10 anni di contributi, non si potrà beneficiare di alcun aiuto.

Pensione con 10 anni di contributi per gli iscritti al fondo casalinghi e casalinghe

Anche chi è iscritto al Fondo casalinghi o casalinghe dell’Inps può avere diritto alla pensione con meno di 10 anni di contributi. Per avere diritto a una rendita mensile, infatti, sono sufficienti 5 anni di contributi.

In tal caso, il diritto alla pensione di acquisisce già al compimento dei 57 anni qualora l’importo riconosciuto risulti pari almeno a 1,2 volte il valore dell’assegno sociale. Considerando che questo nel 2022 è pari a 468,10 euro, ne risulta che la pensione maturata deve essere pari almeno a 561,72 euro.

In caso contrario, il diritto alla pensione si acquisisce all’età di 65 anni, in quanto non bisogna soddisfare alcuna soglia minima di reddito. C’è però un fattore importante da sottolineare: nel computo dei contributi necessari per avere diritto alla pensione erogata dal Fondo casalinghi e casalinghe dell’Inps non si tiene conto di eventuali contributi versati in altre casse di previdenza, anche quando sono gestite sempre dall’Inps.

Pensione con 10 anni di contributi per gli iscritti alle casse professionali

Ci sono poi diversi professionisti che possono assicurarsi una pensione con soli 10 anni di contributi. Guardando tra i requisiti per il pensionamento fissati da alcune casse professionali, specialmente quelle di recente fondazione, si nota infatti che in certi casi basta avere un minimo di 5 anni di contributi per avere diritto a una rendita mensile.

È il caso, ad esempio, della cassa degli psicologi, come pure della cassa multi categoriale: in questi casi, infatti, per andare in pensione - a fronte di un’età minima di 65 anni - basta avere 5 anni di contributi. Lo stesso vale per i consulenti del lavoro, che da quest’anno possono andare in pensione a 69 anni di età (che diventeranno 70 dal 2025) e 5 anni di contributi. Lo stesso requisito contributivo è previsto dalla cassa degli avvocati, dove però per andare in pensione bisogna avere almeno 70 anni di età.

Cosa fare con soli 10 anni di contributi se non si rientra tra le suddette categorie

Qualora non si rientri in almeno una delle suddette categorie, allora non si può andare in pensione con 10 anni di contributi.

In tal caso, ci sono due diverse possibilità:

  • incrementare gli anni di contributi, provando ad arrivare almeno ai 15 anni richiesti dalle deroghe Amato. Meglio ancora se si riesce ad arrivare a 20 anni.

Per aumentare i contributi ci sono diverse possibilità: ad esempio si può verificare la presenza di periodi che possono essere coperti da contribuzione figurativa, oppure se - facendosi carico dei costi - è possibile ricorrere al versamento volontario. E ancora: ci sono i contributi da riscatto.

Ma c’è una terza possibilità: qualora i 10 anni di contributi siano tutti accreditati presso le gestioni Inps, e nel caso in cui l’anzianità assicurativa sia anteriore al 1996, basterà riscattare 5 anni di contributi così da ottenere la pensione di vecchiaia a 71 anni.

Si tratta di una possibilità riconosciuta dall’articolo 3 del decreto ministeriale n. 282 del 1996 a coloro che possiedono contributi al 31 dicembre 1995; questi, infatti, possono optare per il computo presso la gestione separata, il che - comportando il calcolo interamente contributivo della pensione - consente di accedere all’opzione contributiva della pensione di vecchiaia (71 anni di età e 5 anni di contributi).

Tuttavia, per poter ricorrere a un tale strumento non bastano 10 anni di contributi, in quanto ne servono almeno 15. Inoltre, almeno 5 anni di contributi devono essere accreditati dall’1 gennaio 1996, mentre almeno 1 mese deve essere accreditato presso la Gestione separata Inps.

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