Andare in pensione a 64 anni è possibile ma piuttosto ambizioso: ecco quanto bisogna guadagnare in 20 anni di lavoro per approfittare di questa opzione.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Andare in pensione a 64 anni di età e 20 anni di contributi è possibile: lo prevede la cosiddetta opzione contributiva della pensione anticipata, riservata dunque a chi ha un’anzianità assicurativa successiva al 1° gennaio 1996.
Soddisfare il requisito anagrafico e contributivo non è però sufficiente per andare in pensione a 64 anni: è richiesto, infatti, anche un requisito di tipo economico che prevede possano accedere a questa misura di flessibilità solamente coloro che alla data della domanda hanno maturato un assegno di pensione pari o superiore a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.
Guardando all’importo dell’assegno sociale nel 2021 - 460,28€ per 13 mensilità, corrispondenti dunque a 5.983,64€ annui - ne risulta che per andare in pensione a 64 anni bisogna aver maturato un assegno annuo di 16.754,19€.
Allorché ci siamo chiesti: viste le regole per il calcolo contributivo, quanto bisogna guadagnare mediamente nei 20 anni di lavoro per avere possibilità di accedere a questa misura? Scopriamolo.
Quanto deve guadagnare un lavoratore che vuole andare in pensione a 64 anni
Dal momento che si tratta di un’opzione contributiva, la pensione anticipata a 64 anni e 20 di contributi è riservata a coloro che rientrano interamente nel regime contributivo.
Questo prevede che l’assegno viene così calcolato:
- la retribuzione annua lorda viene moltiplicata per l’aliquota di computo (variabile a seconda della tipologia di impiego) così da capire quanto viene accantonato ogni anno a titolo di contribuzione. Per il lavoratore dipendente, ad esempio, l’aliquota è del 33%, mentre per un lavoratore autonomo con Partita Iva, iscritto alla Gestione Separata, è del 25%.
- la contribuzione maturata annualmente viene moltiplicata per un tasso di capitalizzazione, così da rivalutarla in base all’andamento dell’inflazione;
- il montante contributivo rivalutato viene moltiplicato per il cosiddetto coefficiente di trasformazione, variabile a seconda dell’età in cui si va in pensione. Nel 2021, per chi va in pensione a 64 anni, è previsto un coefficiente del 5,060%.
Al fine di semplificare il calcolo mettiamo da parte il tasso di capitalizzazione, visto che questo comunque non sposta di molto il nostro risultato finale. Guardiamo, quindi, solamente al montante contributivo e al coefficiente di trasformazione.
Abbiamo una pensione annua che deve essere almeno pari a 16.754,19€ (quindi 1.288,78€ mensili) e un coefficiente di trasformazione del 5,060%. Per arrivare a questo risultato bisogna aver maturato, in 20 anni di lavoro, un montante contributivo di almeno 299.181,96€. Questo significa che per ogni anno di lavoro bisogna aver accantonato un montante contributivo di circa 14.959,00€.
Quanto bisogna guadagnare per arrivare ad un tale importo? Prendiamo il caso del lavoratore dipendente, per il quale appunto c’è un’aliquota di computo del 33%. Questo, per arrivare a versare ogni anno una contribuzione di 14.959,00€ dovrà avere uno stipendio annuo lordo di 45.330,60€, dunque 3.486,96€ lordi (circa 1.700,00€ netti) mensili.
Nel caso del lavoratore autonomo iscritto alla Gestione Separata, invece, questo deve avere un reddito annuo di 59.836,00€.
Pensione a 64 anni: traguardo difficile (e per pochi)
Obiettivi piuttosto ambiziosi da raggiungere, specialmente alla luce della situazione complicata del mercato del lavoro in Italia.
Una misura che va a premiare chi è riuscito a meritarsi uno stipendio piuttosto elevato, ma che allo stesso tempo svantaggia chi - non sempre per colpe proprie - ha dovuto invece accettare stipendi più bassi.
Una situazione che non piace ai sindacati, i quali da tempo chiedono di eliminare i requisiti economici richiesti non solo per l’accesso alla pensione anticipata contributiva, ma anche per la pensione di vecchiaia a 67 anni (per i soli contributivi puri).