Pensione con 38 anni di contributi come Quota 100, ma con delle novità: il piano per il 2022

Antonio Cosenza

27 Dicembre 2020 - 13:25

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In pensione nel 2022 a 64 anni (con 38 anni di contributi): il piano del Governo per il dopo Quota 100.

Pensione con 38 anni di contributi come Quota 100, ma con delle novità: il piano per il 2022

Pensioni: si continua a pensare alla riforma con cui sostituire Quota 100, misura di flessibilità per la quale il 2021 è l’ultimo anno di validità. Si sta riflettendo sulla possibilità di introdurre una nuova misura di flessibilità che possa fare in modo che tra il prima e il dopo Quota 100 non ci siano 5 anni di scalone; ma bisognerà guardare anche ai conti pubblici, con la consapevolezza che tre anni di Quota 100 hanno appesantito ancor di più la spesa pensionistica.

A tal proposito, il dibattito sulla riforma delle pensioni di attuare dal 1° gennaio 2022 riprenderà con fermezza nel 2021, sempre se nel frattempo non dovesse esserci un cambio di Governo - vista la crisi in atto - che rimetterebbe tutto in discussione.

E secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, una misura alternativa a Quota 100 da introdurre dal 1° gennaio 2021 sembra essere già definita.

Pensioni: dopo Quota 100 uscita anticipata sempre con 38 anni di contributi

Come noto, Quota 100 consente di andare in pensione una volta che la somma tra età anagrafica e requisito contributivo dà come risultato 100. Esiste però un minimo sia per l’età (che non può essere inferiore ai 62 anni) che per il requisito contributivo (38 anni).

Ebbene, il piano del Governo per superare Quota 100 sembra essere quello che punta ad una Quota 102, mantenendo il minimo di 38 anni di contributi ma innalzando l’età per andare in pensione a 64 anni. Obiettivo è quello di mantenere la spesa per questa misura intorno ai 5 miliardi, per poi scendere a 3-4 miliardi negli anni successivi.

Dovrebbe essere questa, quindi, la proposta per la flessibilità in uscita che il Governo presenterà ai sindacati. Ma attenzione perché a differenza di Quota 100 ci saranno delle penalizzazioni sull’assegno, così da far sì che i costi della misura restino contenuti.

Pensione a 38 anni di contributi ma con penalizzazioni

Questa nuova Quota 102, andrebbe però a prevedere delle penalizzazioni per coloro che scelgono di anticipare la data per l’accesso alla pensione. Nel dettaglio, si sta riflettendo sulla possibilità di adottare il metodo di calcolo contributivo integralmente, almeno per quegli anni che mancano al compimento dei 67 anni (quando l’interessato avrebbe maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia).

Secondo le stime iniziali, la penalizzazione sarà tra il 2,8% e il 3,0% per ogni anno di anticipo, con un massimo quindi del 12% di assegno in meno per chi decide di andare in pensione a 64 anni. Si tratterebbe comunque di una misura strutturale per la quale però si sta riflettendo sulla possibilità di reintrodurre il meccanismo di adeguamento automatico all’aspettativa di vita (che per il momento per le pensioni anticipate è bloccato fino al 2026).

Nuova Quota 102: requisiti più generosi per i gravosi

Al fianco delle penalizzazioni potrebbero esseri agevolazioni per quelle categorie di lavoratori che necessitano di una maggior tutela. Ad esempio, per i lavoratori impegnati in attività gravose si sta riflettendo sulla possibilità di tagliare le penalizzazioni, come pure di ridurre il requisito anagrafico a 62 anni. Per questi, quindi, si tratterebbe a tutti gli effetti di una Quota 100.

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