Grandi novità per chi viaggia spesso in autostrada. Sta per arrivare un sistema che permetterà di dire addio a ricevitori e dispositivi fisici
Viaggiare in autostrada sta diventando sempre più complicato. E non è solo a causa dell’aumento dei pedaggi, cresciuti in media dell’1,5% dall’inizio del 2026.
Le sedi stradali sul territorio nazionale stanno diventando sempre più precarie e il sistema dei telepedaggi si sta rivelando sempre più farraginoso e complesso da gestire, sia per gli automobilisti che per la stessa Autostrade per l’Italia.
Ma per fortuna su quest’ultimo punto stanno per arrivare importanti novità. L’azienda statunitense MobiQ ha elaborato un sistema per dire addio al ricevitore piazzato sul parabrezza, sostituendolo con lo smartphone.
Proviamo a capire come funziona e perché è una buona notizia sia per chi viaggia molto che per l’ambiente.
Come funziona il nuovo sistema per pagare l’autostrada
Il problema del pagamento digitale sulle autostrade è la precisione dei rilevamenti. I GPS sono spesso inefficaci a causa di problemi come le zone d’ombra, i ritardi di localizzazione e la scarsa precisione del segnale davanti alle barriere metalliche.
Per risolvere queste problematiche MobiQ ha elaborato un sistema criptato che amplifica il segnale RF dello smartphone e lo porta a interagire con le antenne della barriera autostradale. Il “dialogo” fra dati inviati dal telefono e casello, quindi, inizia prima di arrivare alla sbarra e il passaggio avviene in tutta comodità.
Ma le novità non finiscono qui. Le informazioni arrivano direttamente sul display del telefono, con tanto di conto alla rovescia dei metri che mancano alla barriera e informazioni di pagamento.
Significa che il conducente non avrà neanche bisogno di digitare sul telefono, ma che potrà continuare a concentrarsi sulla guida senza distrarsi. Il software di pagamento automatico farà il resto.
Addio foto e ricevitori
L’utilizzo dello smartphone e del software di telepedaggio potrebbero rivelarsi estremamente utili anche a livello logistico e amministrativo.
Con i sistemi attualmente utilizzati, recuperare la targa e i dati di un conducente che commette un’infrazione dai database pubblici richiede procedure complesse e molte risorse. Non ultime quelle per l’invio postale di fatture posticipate.
Con il sistema elaborato da MobiQ, validazione e incasso del pagamento avvengono nel momento in cui l’auto arriva al casello. Questo significa che gli archivi di immagini da usare per il recupero crediti e i sistemi di distribuzione dei ricevitori potrebbero diventare inutili.
Un risparmio notevole e una buona notizia per l’ambiente. L’addio ai dispositivi fisici permetterà di dire addio a tonnellate di plastica e litio.
Quando arriverà in Italia?
Il sistema ideato da MobiQ è già attivo in fase preliminare negli Stati Uniti e presto potrebbe arrivare in molti altri Paesi, Italia compresa.
La decisione di adottarlo o meno dipenderà dal legislatore e sarà legata alla normativa sui protocolli di pagamento che non prevedono supporti fisici. Il nodo principale sarà dimostrare che i protocolli radio criptati dell’app garantiscano l’inviolabilità dei conti correnti. Una volta superato questo scoglio probabilmente potremmo dire addio alle fastidiose sbarre del casello.
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