Addio a Netflix e alla Coca-Cola in questi supermercati. Parte il boicottaggio anti-USA

Laura Pellegrini

13 Gennaio 2026 - 06:53

Oltre 95mila persone hanno aderito al gruppo «Boicotta i prodotti americani», nato in risposta alle rivendicazioni di Donald Trump sulla Groenlandia.

Addio a Netflix e alla Coca-Cola in questi supermercati. Parte il boicottaggio anti-USA

Il popolo danese risponde alle rivendicazioni di Donald Trump sulla Groenlandia: nelle ultime settimane sono aumentati in modo esponenziale gli iscritti al gruppo social «Boykot varer fra Usa», nato proprio per boicottare i prodotti americani in difesa della sovranità nazionale dell’isola.

Nel mirino sarebbero finiti beni e servizi di utilizzo comune, anche in Italia. Il gruppo, infatti, invita le persone a non acquistare prodotti americani nei supermercati o centri commerciali e a preferire alternative nazionali o europee. Per esempio, anziché acquistare la Coca Cola o la Heinz, preferire altri prodotti europei. Allo stesso modo, viene sconsigliato di utilizzare servizi come Netflix o Amazon, così come altre piattaforme statunitensi. In Canada sono state sviluppate delle applicazioni che permettono ai consumatori di scoprire la provenienza dei prodotti.

Ma quale sarà l’impatto di questa iniziativa sull’economia americana e quali conseguenze potrebbe avere sulla situazione in Groenlandia?

Boicottaggio dei prodotti americani: cosa non bisogna comprare

Quattro persone su dieci in Danimarca (il 40% secondo un sondaggio realizzato da Voxmeter) credono che gli USA possano invadere la Groenlandia, soprattutto dopo che il presidente americano Donald Trump ha pronunciato dure dichiarazioni: “Prenderemo la Groenlandia con le buone o con le cattive”. La difesa dell’isola più grande del mondo è assicurata dalla Danimarca, nonostante il suo esercito sia numericamente inferiore rispetto a quello degli Stati Uniti.

In questo clima di forte tensione continua a prendere piede il boicottaggio anti-Usa: si registrano oltre 95mila persone che hanno aderito al gruppo “Boicotta i prodotti americani” su Facebook, nato appunto in risposta alle rivendicazioni di Donald Trump sulla Groenlandia. Dopo le ultime dichiarazioni del tycoon, come riferiscono alcune televisioni locali, le adesioni sono aumentate a ritmo di circa 500mila nuovi iscritti al giorno.

All’interno di queste community le persone si scambiano consigli su prodotti alternativi ai brand americani provenienti da altri Paesi europei. Per esempio, al posto degli abbonamenti Netflix, YouTube e Amazon Prime, si possono sottoscrivere abbonamenti a TV 2 Play, Drtv e Viaplay.

Al supermercato, inoltre, cambiano le abitudini di acquisto: meno Coca-Cola, Heinz e vini americani, più etichette europee. E oltre agli acquisti, incideranno anche i servizi e i viaggi: rinunciare a una vacanza negli Stati Uniti potrebbe costare parecchio all’economia statunitense.

L’impatto economico del boicottaggio

Secondo alcuni esperti, l’impatto di questi gruppi social che spingono le persone a non acquistare prodotti americani può essere notevole per l’economia statunitense. “Mettere in discussione marchi che si fondano sull’identità americana ne riduce il valore”, ha osservato il professore di Economia e Management dell’Università della Danimarca meridionale.

Oltre alla Danimarca, anche il Canada ha aderito a questo boicottaggio dei prodotti americani. Il Paese, seppur geograficamente distante dalla Groenlandia, offre sostegno contro le politiche di Trump.

Il Canada ha però fatto un passo aggiuntivo: non si limita soltanto a escludere l’acquisto di prodotti americani, ma ha lanciato delle applicazioni specifiche che permettono di identificare la provenienza dei prodotti al supermercato in modo da escludere categoricamente quelli provenienti dagli USA.

Alcuni esempi? “Maple Scan”, “Buy Canadian”, “Is This Canadian?” e “Shop Canadian’app” sono solo alcune delle applicazioni che identificano la provenienza dei prodotti tramite la scansione del rispettivo codice a barre.

L’Europa si prepara a inviare truppe in Groenlandia

Mentre il popolo danese monta una vera e propria protesta contro le politiche di Trump e trasforma il boicottaggio in una manifestazione nazionale, l’Europa inizia a organizzarsi per inviare truppe a difendere l’isola più grande al mondo.

Ad anticipare l’azione politica e militare sarebbe il quotidiano britannico Telegraph, secondo il quale il Regno Unito potrebbe inviare soldati in Groenlandia per rassicurare Trump sulla sicurezza nell’Artico. Nel frattempo, continua il confronto tra Londra e gli altri partner europei (Berlino e Parigi in particolare), che mirano invece a un confronto diplomatico per evitare altre scosse tra gli alleati.

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