I Paesi Bassi assumono i talenti italiani: oltre a uno stipendio superiore a 48.000 euro spetta anche un bonus che copre le spese di trasferimento.
I Paesi Bassi cercano talenti e, per farlo, hanno scelto di rendere più conveniente l’arrivo di lavoratori stranieri altamente qualificati.
Se da una parte in Italia si discute molto della cosiddetta “fuga di cervelli”, ossia di quei talenti che, anche a causa delle difficoltà legate al mondo del lavoro, scelgono di trasferirsi all’estero, dall’altra ci sono Paesi che si muovono nella direzione opposta, adottando misure pensate proprio per attrarre queste professionalità.
Tra questi ci sono appunto i Paesi Bassi, dove è previsto un regime fiscale agevolato per gli espatriati: il cosiddetto “decreto del 30%”. Nel dettaglio, in presenza di determinati requisiti, i lavoratori stranieri altamente qualificati possono ricevere dal datore di lavoro un’indennità esentasse, una sorta di bonus quindi, pensata per compensare i costi aggiuntivi legati al trasferimento e alla permanenza nel Paese.
Attenzione, però: per accedere all’agevolazione è necessario rispettare precisi parametri previsti dalla normativa, con l’obiettivo di certificare che si tratti effettivamente di lavoratori capaci di portare valore all’economia olandese. Ad esempio, uno degli elementi principali riguarda lo stipendio, che deve essere superiore a una determinata soglia: si presume, infatti, che un lavoratore al quale viene offerto uno stipendio elevato abbia competenze qualificate e difficili da reperire sul mercato locale.
Va poi detto che, al momento, guardando al portale Eures, le offerte di lavoro nei Paesi Bassi non mancano: si contano ben oltre 292.000 opportunità. Naturalmente, non tutte rientrano nell’ambito dell’agevolazione, visto che in alcuni casi gli stipendi proposti sono inferiori alle soglie richieste per beneficiare del trattamento fiscale agevolato.
Perché alle aziende olandesi conviene assumere italiani (e non solo)
Per capire meglio il funzionamento di questa agevolazione, e soprattutto perché possa rendere più conveniente l’arrivo nei Paesi Bassi di lavoratori italiani e stranieri altamente qualificati, bisogna partire dal cosiddetto decreto del 30%, il regime fiscale pensato proprio per attrarre competenze dall’estero.
Si tratta, più precisamente, di un’agevolazione riconosciuta ai dipendenti stranieri che si trasferiscono temporaneamente nei Paesi Bassi per lavorare e che rispettano determinati requisiti.
Nel dettaglio, in presenza delle condizioni previste, il datore di lavoro può riconoscere al lavoratore un’indennità esentasse, pensata per compensare i costi aggiuntivi legati al trasferimento e alla permanenza nel Paese. Il riferimento è, ad esempio, alle spese di viaggio, ai costi per l’alloggio, all’arredamento della casa o, più in generale, alle maggiori spese sostenute da chi si trova a vivere nei Paesi Bassi pur mantenendo magari un’abitazione o altri legami economici nel Paese d’origine.
Un vero e proprio bonus, una detassazione su una parte della retribuzione che il datore di lavoro può riconoscere al dipendente per migliorare l’offerta stipendiale.
Attenzione però, perché l’agevolazione non vale per tutte le assunzioni. Come anticipato, il regime si applica ai lavoratori stranieri altamente qualificati che lavorano temporaneamente nei Paesi Bassi e che guadagnano più di 48.013 euro l’anno. È questa, quindi, la soglia minima per accedere al bonus.
Il beneficio può essere riconosciuto per un periodo massimo di 5 anni e viene gestito direttamente dal datore di lavoro, che deve presentare domanda all’amministrazione fiscale e doganale olandese.
Va poi considerato che il regime sta cambiando. Nel 2026 l’esenzione fiscale resta pari al massimo al 30%, ma dal 2027 verrà ridotta al 27%. Sempre dal prossimo anno entrerà in vigore anche un limite salariale più elevato, mentre è previsto un regime transitorio per chi ha iniziato a beneficiare dell’agevolazione negli anni precedenti.
C’è inoltre un tetto massimo allo stipendio agevolabile: l’esenzione può essere applicata su importi fino a 262.000 euro l’anno, limite collegato alla normativa olandese sugli stipendi più elevati. Dal 1° gennaio 2026 questo tetto si applica a tutti gli espatriati.
Lavorare nei Paesi Bassi, cosa serve sapere
I Paesi Bassi sono una destinazione particolarmente conveniente per chi sceglie di lavorare all’estero. Secondo gli ultimi dati indicati da Eurostat, nel 2023 lo stipendio medio nei Paesi Bassi è stato pari a 4.629 euro.
E nonostante un costo della vita leggermente più alto rispetto all’Italia, il potere d’acquisto dei salari è molto più alto rispetto al nostro. Secondo i dati comunicati da WorldData.info, infatti, un lavoratore olandese può acquistare un 33% di beni e servizi in più rispetto a un italiano.
Trasferirsi quindi è molto conveniente, specialmente per coloro che possiedono competenza ed esperienza necessarie per essere assunti in quei settori in cui c’è molta richiesta con la possibilità di godere di agevolazioni fiscali sull’assunzione. Ne sono un esempio (secondo i dati raccolti dall’Emerging Jobs Report):
- Data Protection Officer
- Growth Hacker
- Privacy Officer
- Robotics Engineer
- Artificial Intelligence Specialist
- Data Scientist
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Ma anche laureati in ingegneria, biologi e analisti finanziari. Per avere buone possibilità di essere assunti è sufficiente conoscere la lingua inglese, per quanto sia l’olandese quella ufficiale.
Per quanto riguarda i passaggi necessari per vivere e lavorare nei Paesi Bassi, non sono richiesti chissà quali requisiti. Ricordiamo infatti che si tratta di un Paese membro dell’Ue, con libera circolazione tra i cittadini comunitari. Non è quindi necessario il passaporto, per quanto nel caso di residenza per un periodo superiore a 4 mesi è necessario richiedere il BSN (Burger Service Nummer) un sorta di nostro codice fiscale necessario per accedere ai servizi, come ad esempio per aprire un conto in banca ma anche per l’assistenza sanitaria. Viene rilasciato dal Comune di residenza: basta presentare un documento di identità e il contratto di affitto.
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