Padre e figlia hanno incassato quasi mezzo milione stampando giocattoli antistress in 3D

P. F.

21 Giugno 2026 - 07:38

Una ex maestra e suo padre hanno costruito in un anno un’impresa da 428.000 dollari stampando in 3D fidget antistress. Ecco come funziona il loro modello di business.

Padre e figlia hanno incassato quasi mezzo milione stampando giocattoli antistress in 3D

Tutto parte da un piccolo oggetto di plastica colorata che, una volta premuto, restituisce un “clic” appagante. È bastato questo a Victoria Baumann e a suo padre Charlie Moreton per costruire, in poco più di un anno, un’azienda che nel 2025 ha realizzato ricavi per circa 428.000 dollari. Lavorano da casa, in North Carolina, e hanno cominciato con l’ausilio di due sole stampanti 3D.

Il merito è in larga parte dei video che la coppia padre/figlia pubblica sui social, brevi clip dal sapore ASMR che hanno raccolto milioni di visualizzazioni e conquistato perfino alcuni creator molto seguiti. È grazie a quella visibilità digitale che i loro fidget hanno trovato clienti in tutti gli Stati Uniti. Ecco come ci sono riusciti.

Mezzo milione di dollari dai giocattoli antistress

I giocattoli antistress firmati Victoria Essie Studio rientrano nella categoria dei “fidget clicker”, i piccoli oggetti che si premono per scaricare la tensione o ritrovare la concentrazione, eredi dei popolarissimi “fidget spinner” di una decina di anni fa. A renderli speciali è il meccanismo, simile a quello di una tastiera meccanica, da cui arriva quel rumore di “clic” secco che gli appassionati apprezzano tanto. “È lo stesso tipo di componente di una tastiera meccanica”, spiega Baumann, “così danno una sensazione molto piacevole al tatto, oltre a quel suono”.

Secondo i dati di Fortune Business Insights, nel 2025 il mercato mondiale di questi prodotti ha superato i 9 miliardi di dollari, con prospettive di ulteriore crescita nei prossimi anni. A comprarli sono soprattutto gli adulti: gli esperti spiegano che oggetti simili aiutano a regolare le emozioni e risultano utili a chi soffre d’ansia o convive con una forma di neurodivergenza, come il disturbo da deficit di attenzione. Lo conferma inoltre anche il profilo della clientela, composto in maggioranza da donne e persone neurodivergenti di ogni età. “La gente ha capito che non è roba solo per bambini”, osserva Baumann. “Ci sono moltissimi adulti che hanno semplicemente bisogno di qualcosa da premere durante la giornata”.

Il modello produttivo dietro i “fidget clicker”

Tutto è cominciato con una linea di fidget a forma di torta. Da quel successo iniziale Baumann e Moreton hanno messo poi a punto un modello di business piuttosto snello: pagano una licenza agli artisti che firmano i disegni e li stampano, aggiungendo qualche creazione propria, come gli inalatori o i porta post-it in miniatura. La produzione parte solo dagli ordini effettivi e sfrutta una trentina di macchine, in modo da non riempire il magazzino di prodotti invenduti.

Per dare vita a ogni nuova creazione, Baumann e suo padre scelgono insieme forma e colori prima di far partire le stampe. Ogni fidget è composto da due a sei parti; da un singolo foglio di stampa escono alcune decine di componenti, a seconda delle dimensioni del prodotto. Per i modelli più semplici bastano circa 17 ore di stampa 3D, mentre quelli più grandi o più colorati possono richiedere anche tre o quattro giorni di lavoro.

Il montaggio è invece rapidissimo: padre e figlia assemblano un centinaio di pezzi in meno di un’ora, prima che Baumann li confezioni e li spedisca. A far girare le vendite sono principalmente i lanci a tema, spesso con collezioni dedicate al cibo che spaziano dalle torte ai gelati: il modello più venduto, infatti. è una scatola di cioccolatini a forma di cuore con praline di plastica.

Sul listino, i formati tascabili partono da 5 dollari (circa 4,30 euro), mentre le versioni a grandezza naturale, come un piatto di cialde di dimensioni reali, arrivano a 125 dollari (circa 108 euro). Tra i costi principali ci sono soprattutto le stampanti e il filamento che le alimenta. Con una media di circa 1.500 ordini al mese, che nei giorni di lancio toccano punte di 400 alla volta, nel 2025 l’azienda ha chiuso con un utile netto di 94.000 dollari, senza aver mai acceso un prestito.

Da un mestiere logorante a un’impresa di successo

Prima dell’imprenditoria, Baumann, 32 anni, aveva tutt’altra carriera. Dal 2015 al 2019 ha fatto la maestra d’asilo con bambini dai due ai cinque anni, un mestiere che amava ma che, fra ritmi pesanti e stipendi magri, l’ha logorata fino a farle lasciare la scuola in cerca di altre entrate. “Adoravo insegnare, ma mi ha prosciugata”, ammette.

Nel 2022, prima di dedicarsi al progetto dei fidget clicker a tempo pieno, l’imprenditrice gestiva part-time una gelateria, convinta che si sarebbe arrangiata con lavoretti per tutta la vita. Oggi si gode la stabilità ritrovata e soprattutto il lavoro da casa, che le permette di seguire più da vicino la figlia di cinque anni. “Credevo che avrei insegnato e fatto due lavori part-time per sempre”, racconta, “poter fare questo è una boccata d’ossigeno”.

Un’azienda costruita in famiglia

Il papà, 51 anni, affianca la figlia oltre al suo lavoro di ingegnere della sicurezza informatica, dedicando all’attività una quarantina di ore in più a settimana. Nel primo anno ha rinunciato a ogni stipendio: “Faceva parte del mio ingresso in azienda: volevo essere sicuro che fosse solida prima di iniziare a ricavarne dei soldi”, spiega. Solo dal 2026 ha iniziato a percepire circa 750 dollari a settimana.

A detta di entrambi, la collaborazione scorre senza attriti anche nelle giornate più lunghe, passate a evadere centinaia di ordini. “Quando uno dei due rallenta o è a corto di energie, l’altro recupera”, racconta Baumann. Per il padre, la parte più bella resta scegliere insieme i nuovi modelli da realizzare. Oltre ai due compensi, gli utili vengono reinvestiti quasi per intero nell’attività, una scelta che ha permesso all’azienda di crescere in fretta senza perdere l’indipendenza finanziaria.