Pace fiscale, voluntary disclosure e riforma Irpef: la proposta di Italia Viva

Pace fiscale e voluntary disclosure sul contante sono possibili solo con una riforma Irpef strutturale e all’insegna della semplificazione e della trasparenza: vediamo la proposta di Luigi Marattin di Italia Viva.

Pace fiscale, voluntary disclosure e riforma Irpef: la proposta di Italia Viva

Pace fiscale passando per la voluntary disclosure dei contanti, ma è indispensabile una riforma Irpef lontana dai criteri tedeschi: questa la proposta di Italia Viva per un Fisco più semplice.

Nell’intervista di Luigi Marattin, Presidente della Commissione Finanze della Camera, rilasciata a ItaliaOggi del 2 settembre, vengono affrontati i temi caldi di questi mesi.

Secondo l’On. Marattin, esponente di Italia Viva, bisogna procedere in direzione di uno “sfoltimento radicale” delle spese fiscali, così che si possano allocare diversamente le risorse e usarle per abbattere le aliquote fiscali.

Pace fiscale e voluntary disclosure sul contante: la proposta di Italia Viva

Sono tanti i contribuenti che si chiedono se e come sarà strutturata una prossima pace fiscale, visto che le scadenze della rottamazione delle cartelle sono rimaste al 10 dicembre.

Una panoramica della situazione attuale ci viene offerta dai dati pubblicati dalla Corte dei Conti nel Giudizio di parificazione del Rendiconto generale dello Stato, secondo i quali i crediti attesi dal Fisco ammontano a 954,7 miliardi a fine 2019.

Tolti i debiti inesigibili (debiti di soggetti falliti, dei nullatenenti, dei morti e delle ditte non più in attività), quelli per cui sono già stati effettuati dalla Riscossione tentativi di recupero, e i debiti in corso di rateizzazione, rimangono 79,6 miliardi.

L’On. Marattin ha dichiarato a ItaliaOggi:

“Non vedo nulla di razionale nel mantenere un magazzino crediti che per il 92% è inesigibile. Inoltre, credo che la politica, con i dovuti presidi di legalità e di concerto con quella parte della magistratura più attenta al tema, debba iniziare a interrogarsi su uno scambio tra voluntary disclosure sul contante e decisa digitalizzazione dei pagamenti.”

L’idea dell’On. di Italia Viva quindi è quella di puntare sulla riemersione del contante, consentendo di spenderlo in modo tracciabile.

Pace fiscale, la voluntary disclosure è fattibile solo con una riforma dell’Irpef

Per una voluntary disclosure di questo tipo, però, è necessaria una complessiva e radicale riforma del sistema fiscale, altrimenti il rischio è quello di incentivare i comportamenti elusivi.

Ma la direzione da prendere per la riforma fiscale, secondo l’On. Marattin, non è verso il modello tedesco per due motivi:

  • la scarsa progressività dell’Irpef italiana, definita un “falso problema”;
  • la complessa formula matematica che governa il sistema tedesco, che andrebbe in contrasto con l’idea di cambiare il fisco per semplificarlo.

Secondo il Presidente della Commissione Finanze della Camera quindi bisogna continuare a puntare sul fisco telematico, finché non ci sarà un’effettiva semplificazione e riduzione degli adempimenti.

Inoltre, bisognerebbe lasciare solo le deduzioni o detrazioni più significative, ad esempio i contributi previdenziali, le spese sanitarie, i benefici sulla prima casa, e cancellare tutte le altre, restituendo quel gettito, maggiorato di almeno altri 10 miliardi, così che sia vantaggioso per ogni contribuente, sotto forma di aliquote più leggere.

Meno adempimenti (ma anche meno detrazioni) per un fisco più snello, insomma. Secondo Marattin:

“Un fisco più semplice non solo è meglio per la crescita, ma aiuta a distinguere i contribuenti onesti dagli altri. Evitando così di rendere la vita impossibile ai primi per cercare di beccare i secondi.”

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