Osservatorio BTP, un nuovo pericolo in agguato per il decennale italiano

Lorenzo Raffo

7 Luglio 2025 - 12:55

I tagli dei tassi non sono stati accompagnati da significativi rialzi delle quotazioni. Il mercato guarda ora a un altro motivo di incertezza. I livelli tecnici da seguire.

Osservatorio BTP, un nuovo pericolo in agguato per il decennale italiano

A metà giugno era sembrato che i Btp – così come i suoi colleghi dell’area euro – potessero finalmente rafforzarsi in termini di quotazioni.

Una discesa del relativo rendimento, riguardo al decennale, al 3,4% aveva illuso. Ma la disillusione è arrivata subito, con la risalita al 3,5%. È vero che si tratta di differenze marginali, significative tuttavia in termini di analisi dei trend. A oggi la fotografia d’insieme risulta questa.

Yield del 10 anni (apertura seduta 7/7) 3,48%
Forchetta yield su un anno Minimo 3,16% - Massimo 3,99%
Attuale posizionamento Distanza dal massimo 14,6%
Resistenze (in presenza di ribasso delle quotazioni) 3,40 e 3,35%
Supporti (in presenza di rialzo delle quotazioni) 3,56 e 3,70%
Future Btp long (apertura seduta 7/7) 121,16
Resistenza del future 121,38
Supporto del future 120,40

Cosa notare?

1°) Che il future si muove all’interno di una fascia di lateralità molto stretta, confermata dalla ridotta distanza fra quotazione di apertura, resistenza e supporto.

2°) Ciò sta avvenendo dal 27 maggio, a dimostrazione di una continuità che è un segnale in realtà di totale incertezza.

3°) Il tutto è confermato anche dal rendimento del decennale, che non trova reali indicazioni direzionali.

Cosa fa il mercato

Opera sempre sugli stessi titoli, concentrandosi su trading molto compressi, di fatto gestibili attraverso specifici software. Non dà quindi indicazioni a oggi di una tendenza direzionale che possa avere il sopravvento nelle prossime settimane.
D’altra parte la Bce ha annunciato di aver effettuato il grosso del lavoro in termini di taglio dei tassi, senza che ciò si sia trasformato in un significativo movimento al rialzo delle quotazioni, evento assolutamente anomalo.

Intanto la curva dei rendimenti non si muove. Si è certamente normalizzata rispetto a un anno fa, con una direzione ascendente fra i 3 e i 30 anni, ma ciò non è sufficiente a far sperare in un suo riassetto definitivo, anche perché la parte extralunga non remunera ancora il maggiore rischio. Lo conferma il Btp 2,15% 2072 (Isin IT0005441883), che sta addirittura tornando sotto i 60 Eur.

Cosa teme il mercato

La preoccupazione inedita è che l’euro forte faccia scendere l’inflazione sotto il 2% in assenza però di ulteriori tagli dei tassi. Se questi si verificassero probabilmente partirebbe il tanto atteso rimbalzo delle quotazioni dei Btp – così come degli altri titoli di Stato europei.
Sappiamo tutti che il target Bce dell’aumento del costo della vita sta nel 2%. Ora si ipotizza però un calo al di sotto, ovvero verso quota 1,5-1,6%.
E non c’è solo l’euro forte a spingere in questa direzione. Ci sono anche la discesa del prezzo del petrolio, le difficoltà dei consumi e la frenata dei salari.

In altre parole si ipotizza una recessione ma non tale da spingere la Banca centrale europea a individuare una politica monetaria ben identificata già dopo un lungo periodo di riduzione dei tassi.
Di qui l’incertezza in corso. Che però potrebbe tutto di colpo annullarsi se qualcosa nel percorso dei sentiment dei mercati cambiasse.

Cosa monitorare

Per chi non sia un operatore professionale, restano due indicatori semplici da seguire:

1°) Il rendimento del decennale: una discesa verso il 3,2% e magari anche sotto sarebbe un chiaro segnale finalmente di risalita dei prezzi dei Btp;

2°) Il Btp 4,3% 2054 (Isin IT0005611741): se si allontanasse da quotazione 100 tornando sopra i 105 e poi i 108 Eur confermerebbe l’inversione rialzista.

Attenzione comunque all’imprevedibilità. Tutto questo potrebbe succedere con tempi rapidissimi. In caso contrario non resta che attendere periodi migliori, il che non è certo una novità!

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