Osservatorio Btp, la curva dei rendimenti dà un segnale. Ecco il titolo che conviene

Lorenzo Raffo

10 Marzo 2025 - 10:44

Come sempre decisiva l’analisi della “yield curve”, che punta a una normalizzazione. Si evidenzia fra tutte una scadenza. Ecco qual è.

Osservatorio Btp, la curva dei rendimenti dà un segnale. Ecco il titolo che conviene

Il rendimento del decennale italiano scende di poco sotto il 4% ma resta su livelli preoccupanti, in compagnia – come noto – dei suoi colleghi dell’area euro. Qualche novità tuttavia c’è.

La relativa curva dei rendimenti si è mossa dai tre anni in su, tentando una normalizzazione rispetto a un recente passato. In realtà anche la parte corta – ovvero fino ai tre anni appunto – ha cancellato le anomalie dell’epoca dell’alta inflazione, conseguenza delle tensioni che stanno rientrando su questo fronte.

Ciò è evidente soprattutto sul tratto più breve, ovvero sino a un anno di vita residua: il suo yield si attestava al 3,6% dodici mesi fa e si colloca ora al 2,3%. Che resta tuttavia storicamente elevato, sebbene in contrazione. Ne consegue che lo spread fra un decennale e un annuale si è correttamente ampliato:

Data Punti base
10/03/2024 11 pb
10/03/2025 157 pb

La normalizzazione si conferma quindi, pur con tutte le incertezze della fase economica in corso. Un segnale in ogni caso c’è: anche la curva testimonia il calo delle tensioni inflattive.

Btp corti, non è un addio

Agli investitori interessano però gli aspetti concreti. Un primo riguarda appunto le scadenze corte, cui avevano fatto ricorso in un recente passato, cogliendo rendimenti assolutamente inconsueti. Si prevedeva allora un rientro veloce verso livelli molto più bassi in presenza di un’inflazione data in forte calo.

Ciò è avvenuto ma non così tanto come si pensava. Il puntare quindi su vite residue da uno a tre anni ha ancora senso, con un rapporto rischio/yield più che accettabile. Tre esempi:

  1. Btp 3,8% Ap2026: Isin IT0005538597 – quotazione sui 101,5 Eur contro un recente massimo a circa 102 Eur – rendimento lordo fra il 2,35 e il 2,4%.
  2. Btp 2,65% Dc2027: Isin IT0005500068 – quotazione sui 100,1 Eur contro un massimo a dicembre 2024 di 101 Eur – rendimento lordo sul 2,6%.
  3. Btp 2,8% Dc2028: Isin IT0005340929 – quotazione sui 100,1 Eur contro un massimo a 101,7 Eur di dicembre – rendimento lordo in corso sul 2,8%.

Volendo puntare appunto sulla parte corta dei Btp l’opzione preferibile appare quella di suddividere l’importo disponibile fra le scadenze 2026 e 2028, per abbinare yield a un’ottimizzazione fiscale, derivante nel caso del 2026 dalla creazione di minusvalenze, recuperabili nei quattro anni successivi. La volatilità media dei tre titoli è molto bassa e questa caratteristica piace certamente ai risparmiatori più prudenti, preoccupati di quanto si è registrato nelle ultime sedute.

Il preferibile fra i Btp più lunghi

Oltre i tre anni la curva assume - come detto - un trend progressivamente crescente fino alla scadenza dei 15 anni, dove tende di nuovo quasi ad appiattirsi per poi scendere abbastanza precipitosamente oltre i 30 anni, quindi di fatto per i due Matusalemme, il 2067 e il 2072. Le chiavi di interpretazione di tutto questo sono variegate ma dovremmo entrare in tecnicismi soporiferi per chi legge. Spazio allora ai Btp quindicennali, che al momento si attestano sulla curva a un valore medio di yield del 4,27% contro il 4% di un anno fa.

Quella 2040 è quindi al momento la vita residua cui il mercato guarda in termini di rapporto rischio/rendimento più conveniente. Di Btp 2040 ne sono quotati solo tre, con yield dal 4,25 al 4,30%, inferiori rispetto ad alcune scadenze più lunghe ma meno esposti alla volatilità delle quotazioni, motivo di maggiore titubanza al momento. Non si può certo escludere che possano scendere ulteriormente nei prossimi mesi, sebbene in misura minore rispetto per esempio ai Btp 2050.
Delle tre emissioni quella con caratteristiche di più alto interesse è la seguente:

Btp 3,1% Mz2040: Isin IT0005377152 – quotazione sugli 88 Eur contro un massimo a dicembre di 95,5 Eur – yield 4,25%.

Soddisfa infatti tre requisiti:

1°) scambia nettamente sotto 100
2°) ha buoni margini di rimbalzo in presenza di un’attenuazione delle tensioni sui mercati
3°) versa una cedola oltre il 3%, che soddisfa la richiesta di reddito in attesa di momenti migliori.

Questo è il verdetto in base alla curva dei rendimenti ma naturalmente anche altre metodologie di valutazione sono possibili. Ci torneremo presto.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

Argomenti

# Btp