Osservatorio Btp, brutto inizio di settimana con il decennale sopra il 3,5%. Ecco perché

Lorenzo Raffo

17/02/2025

Rendimento al rialzo (e quindi quotazioni al ribasso). Il tutto determinato da tre fattori. Che si fanno sentire nella seduta d’esordio del Btp Più.

Osservatorio Btp, brutto inizio di settimana con il decennale sopra il 3,5%. Ecco perché

Avvio di settimana in affanno per i nostri titoli di Stato.
Il decennale torna infatti come rendimento oltre il 3,5%.

Cioè più in alto del conclamato livello di separazione fra area di debolezza per la quotazione (sopra appunto tale quota) e area di forza (al di sotto). In passato si è registrata varie volte un’inversione in corrispondenza del 3,5%. I segnali grafici fanno intendere che nella situazione in corso ciò potrebbe non avvenire.

Tre motivi causano le difficoltà dei Btp

A determinare questa situazione ci sono tre ragioni:

- le incertezze sugli effetti che la guerra commerciale in atto fra Usa ed Europa determinerà dal punto di vista dell’inflazione;
- l’impatto delle scelte “conservatrici” della Fed, decisa a rinviare il taglio dei tassi;
- un’offerta di nuove emissioni che comincia a preoccupare e non solo in Italia.

Anche il Btp Più si fa sentire?

Consideriamo il terzo fattore. Il mercato si domanda se la vasta operazione commerciale abbinata all’esordio del nuovo Btp Più – che niente è se non un’evoluzione dei Btp Valore – non abbia in un certo senso preoccupato gli investitori istituzionali. Negli ultimi giorni in effetti si sono registrate vendite per i nostri titoli di Stato ma in una dinamica controllata e che per ora non deve preoccupare. Certo è che l’enfasi di certe parole ha fatto sorgere il dubbio di un Mef un po’ in affanno. In effetti nessun poteva prevedere una volta di più che in un quadro di discesa probabile dei tassi si registrasse un decennale italiano così precario.

Germania e Francia altrettanto deboli

In realtà quanto sta avvenendo sul fronte dei Btp trova conferme un po’ su tutti i fronti governativi in euro:

- il Bund tedesco inizia la settimana quasi al 2,5%, con un’accelerazione rialzista del rendimento quasi preoccupante. In inizio di seduta si sono viste infatti vendite pesanti, che riportano indietro nel tempo. Di fatto quasi tutto il rialzo delle quotazioni registratosi a inizio febbraio si è annullato, con una volatilità oltre le stime;
- l’Oat francese si comporta alla stessa maniera e si avvicina al 3,2%.

I livelli grafici dei future

Importante in questa situazione un’analisi dei derivati relativi ai Btp, ovvero lo strumento finanziario seguito da analisti e istituzionali. Quello long (relativo alle scadenze a cavallo dei 10 anni) si conferma ingabbiato in un’area di lateralità fra massimi a 120,4 e minimi a 118,6. Per chi voglia quindi valutare le possibili evoluzioni ecco che solo una decisa rottura al rialzo dei 120,4, con target almeno oltre i 121,3 determinerebbe un effettivo segnale rialzista.
Un altro future, solitamente più reattivo ma meno esteso nei movimenti, è quello sulle scadenze corte (da 2 a 3,25 anni). Sta confermando debolezza e inoltre è intrappolato in un triangolo dal punto di vista grafico. Presto dovrà romperlo o all’insù o all’ingiù, fornendo un segnale da seguire con attenzione in relazione a quanto potrebbe succedere nel prosieguo delle sedute.

Ancora una volta duration colpite

Tutto questo si manifesta in difficoltà per il settore dei Btp ad altissima duration, ovvero su quelli più lunghi.

- Il Btp 2,15% 2072 (Isin IT0005441883 – apertura oggi a 62,6 Eur) non riesce a tornare sopra i 65 Eur. Da metà gennaio stenta a dare un segnale direzionale, che ci si auspicava fosse rialzista, con un obiettivo quanto meno verso i 68 Eur.

- Il Btp 2,8% 2067 (Isin IT0005217390 – apertura oggi a 75,18 Eur) conferma un andamento simile al 2072, con difficoltà a tornare verso i 77,5 Eur.

Si tenga infine conto che in occasione del debutto di una nuova emissione – il Btp Più – è inevitabile che si assista a una certa volatilità, dovuta ai cosiddetti “switch”, cioè ai trasferimenti da titoli già quotati sul secondario a quello inedito. Quanto sta incidendo questo fattore? È presto per dirlo.

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