Btp Più al via oggi, conviene comprare? Calcolo rendimento

R. F.

17 Febbraio 2025 - 10:17

Al via l’emissione dei nuovi Btp Più. Conviene comprare? Ecco i calcoli su rendimento e tutti i dettagli.

Btp Più al via oggi, conviene comprare? Calcolo rendimento

Al via oggi l’emissione del nuovo Btp Più (ISIN IT0005634792), dedicato esclusivamente ai piccoli risparmiatori con cedole trimestrali e una scadenza di 8 anni. L’emissione durerà, salvo chiusura anticipata, fino a venerdì 21 febbraio (ore 13).

I rendimenti minimi garantiti, come comunicati dal MEF, sono al 2,80% per il 1°, 2°, 3° e 4° anno e 3,60% per il 5°, 6°, 7° e 8° anno.

Novità assoluta introdotta con il Btp Più è l’opzione di rimborso anticipato alla fine del quarto anno, dell’intero capitale investito o anche solo di una sua quota.

Tale facoltà sarà esercitabile in una apposita finestra temporale prevista tra il 29 gennaio e il 16 febbraio 2029, ma solo per coloro che acquisteranno il titolo durante i giorni di collocamento.

Stavolta non c’è nessun premio fedeltà al termine della vita del titolo, ma non è un male perché l’opzione di vendere allo Stato il Btp Più a 100 dopo quattro anni vale molto di più.

Conviene comprare il Btp Più?

Al termine del collocamento saranno annunciati i tassi cedolari definitivi che potranno essere confermati o rivisti al rialzo, in base alle condizioni di mercato del giorno di chiusura dell’emissione. Credo che al 99% rimarranno questi, data la bassa volatilità della curva dei tassi italiana in questo periodo, con lo spread Btp-Bund ai minimi storici.

Nel mio primo articolo sul Btp Più, infatti, avevo scritto che lo Stato permette – con questa opzione - ai cittadini di annullare il rischio di tasso di interesse.

E perché? Se nel febbraio 2029 – quando mancheranno quattro anni alla scadenza - i tassi di mercato a quattro anni saranno saliti ben oltre il 3,60% (la cedola del secondo quadriennio), il possessore del Btp Più potrà vendere a 100 ciò che varrebbe meno di 100, e acquistare un nuovo Btp in emissione a quattro anni a tasso maggiorato.

Se invece i tassi di mercato saranno scesi al di sotto del 3,60%, il sottoscrittore non avrà convenienza a vendere un Btp Più che varrebbe ben sopra 100 e si tiene la cedola alta sino alla scadenza del 2033.

Calcolo rendimento dei Btp Più

Facciamo due esempi esplicativi della prima e della seconda ipotesi.

I tassi di mercato quadriennali al febbraio 2029 sono al 4,60%. Il mercato valuta quindi un ipotetico Btp quadriennale con 3,60% di coupon scadenza 2033 a 96 centesimi, perché solo a quel prezzo il rendimento a scadenza è 4,60 (3,60% di coupon + 1% annuo medio di capital gain). Il sottoscrittore esercita la put option e vende a 100 ciò che vale 96 teorico e compra un Btp di nuova emissione a quattro anni al 4,60% (o va sul mercato secondario e acquista un quattro anni al 4,60%).

I tassi di mercato quadriennali al febbraio 2029 sono al 2,60%. Il mercato valuta quindi un Btp Più con 3,60% di cedola almeno a 104, perché solo a quel prezzo il rendimento a scadenza è del 2,60% (3,60% coupon -1% di minusvalenza media annua fino alla scadenza del rimborso che è di 100%). Il risparmiatore allora si può tenere la cedola del Btp Più senza esercitare la put option, oppure vendere il titolo a 104, lucrare il capital gain, e comprarsi un valore nominale maggiorato di un titolo a quattro anni di vita residua.

Tra l’altro se fate due calcoli vi accorgerete che la cedola media del Btp Più è 3,20% - cioè (2,80+3,60)/2 - e quindi perfettamente allineata a ciò che oggi il mercato paga sulla curva a 8 anni.

Infatti, il Btp 5,75% 1.2.2033 ad un prezzo di 117,45 vale un 3,25% di rendimento lordo a scadenza. Contrariamente a quanto mi aspettavo, lo Stato non fa pagare la put option, perché offre un rendimento a 8 anni con la put in mano all’obbligazionista al 4° anno, allo stesso rendimento di un Btp classico plain vanilla, cioè già emesso sul mercato secondario.

Io infatti avevo ipotizzato che il Btp “putable” avrebbe avuto una struttura delle cedole meno generosa dei Btp a 8 anni già emessi sul mercato secondario. Le cedole meno generose sarebbero servite - a mio parere - a compensare il rischio di rimborso anticipato. Lo Stato infatti avrà una valanga di richieste di rimborso al 2029 se i tassi a 4 anni sono molto più alti della cedola del 3,60%. Con inevitabile rischio di aumento del volume di nuove emissioni sul mercato primario a tassi maggiorati, proprio per sopperire ai rimborsi del Btp Più. E non escludo che la direzione generale del Tesoro, per mitigare il rischio rialzo tassi, si sia già accordata con controparti qualificate per un contratto di swap di tasso di interesse sul valore nominale dell’emissione, che sarà ben oltre gli 8 miliardi a mio parere.

Non solo.
Anche nella prima metà di vita del titolo il Btp Più, pagando un 2,80% lordo a 4 anni, è più generoso del Btp 4,10% 1.2.2029 che oggi al prezzo di 105.25 offre un 2,70% lordo a scadenza. Una buona soluzione anche per coloro che hanno un orizzonte temporale più corto degli 8 anni.

DISCLAIMER
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