Se i mass media sono attratti dal tema spread, fotografando un quadro molto favorevole da questo punto di vista per i BTP, scarsa attenzione viene invece dedicata al movimento ribassista delle quotazioni in atto da parecchie sedute.
In realtà tutto il quadro dei titoli di Stato dei Paesi occidentali sta subendo un’accelerazione in questo senso, al contrario di quanto avviene per quelli dell’area emerging. Tre i fattori che inducono alle difficoltà del settore:
- i timori che i debiti pubblici crescano ancor più, oltre quanto si è già registrato negli ultimi anni;
- un inevitabile conseguente incremento delle nuove emissioni/aste e quindi un maggiore squilibrio fra domanda e offerta da parte dei mercati;
- le incertezze sull’andamento futuro dell’inflazione.
In questo contesto anche i nostri titoli di Stato soffrono. Ecco il quadro riassuntivo di quanto sta avvenendo.
| Yield del 10 anni (apertura seduta 10/12) | 3,548%. Nelle ore successive si è evidenziata ulteriore debolezza |
| Trend yield nell’ultimo mese | Rialzista (e quindi ribassista per le quotazioni) |
| Forchetta yield su un anno | Minimo 3,16% - Massimo 3,99% |
| Attuale posizionamento | Distanza dal massimo 12,4% |
| Resistenze dello yield (in presenza di ribasso delle quotazioni) | 3,60% (ormai prossimo) e 3,82% |
| Supporti dello yield (in presenza di rialzo delle quotazioni) | 3,50% e 3,40% |
| Future Btp long term (apertura seduta 10/12) | 119,68 |
| Prima resistenza del future | 120,54 |
| Primo supporto del future | 119,23 |
| Media mobile a 200 sedute (riferita al future) | 120,11 |
Cosa sta dicendo il future:
1°) sedute decisamente negative nelle ultime giornate, con ben sei in rosso dal 1° dicembre:
2°) attenzione al gap down di apertura di lunedì 8/12; in termini di analisi tecnica è un segnale ribassista molto pronunciato. Solo con la sua chiusura (ovvero con un ritorno oltre i 120,5) si registrerebbe una fase di normalizzazione del derivato relativo al BTP decennale;
3°) la ridiscesa sotto la media mobile a 200 sedute è un’altra indicazione di debolezza.
La svolta del mercato
In questo contesto gli investitori (sia istituzionali sia retail) hanno scelto di seguire una strada diversa nei propri acquisti. È quella di scadenze molto più corte, quali le 2029/2030, mettendo un po’ nell’angolo i trentennali e oltre, più esposti logicamente alle dinamiche in corso. Ora si attendono le decisioni delle Banche centrali, con quasi certo un taglio di 25 pb da parte della Fed. In realtà i rumours ipotizzano addirittura un nuovo Quantitative Easing sul fronte Bce. Sono congetture del tutto irrealistiche in un contesto in cui si è ben lontani da un’inflazione vicina allo zero. Troppe speculazioni stanno circolando in tema di politiche monetarie e logicamente mani sapienti le gestiscono.
Che fare?
In estrema sintesi:
- attendere!
- non cercare di cogliere quotazioni al ribasso: è pur vero che potrebbero rimbalzare nelle prossime settimane ma l’analisi grafica degli indicatori non vanno ancora in questa direzione;
- seguire con pignoleria i movimenti del decennale italiano ma soprattutto di quello tedesco. Sul fronte Bund infatti un 3% di rendimento - contro il 2,86% dell’apertura di oggi – è ipotizzato nel breve termine. Quando sarà raggiunto tutto potrebbe cambiare!
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