Ci sono momenti nei quali vale la pena mettere per un attimo da parte le previsioni e tornare semplicemente a guardare i grafici.
Negli ultimi mesi, parlando di oro e argento, l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle banche centrali, sul dollaro, sui rendimenti obbligazionari e sulle tensioni geopolitiche. Tutto importante. Ma oggi c’è qualcosa che arriva direttamente dai prezzi e che merita attenzione.
Oro e argento, dopo avere segnato nuovi minimi annuali a luglio, hanno entrambi recuperato il massimo della barra settimanale nella quale quel minimo era stato registrato. E lo stanno facendo mentre si trovano a contatto con importanti riferimenti tecnici di lungo periodo.
La coincidenza diventa ancora più interessante se si pensa a dove si trovavano soltanto pochi mesi fa.
Nel primo trimestre del 2026 l’oro aveva raggiunto il massimo storico a 5.730,1, mentre l’argento aveva toccato 123,335. Poi il quadro è cambiato rapidamente: correzione, accelerazione della discesa e nuovi minimi annuali nel mese di luglio.
È da quei minimi che bisogna partire per capire cosa sta succedendo adesso.
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Argento: cosa mostra il grafico dopo il minimo di luglio
L’argento ha registrato un nuovo minimo annuale nella settimana del 13 luglio.
Nella settimana iniziata il 3 agosto è accaduto qualcosa che, per chi segue la price action, non passa inosservato: le quotazioni hanno chiuso sopra il massimo della barra settimanale nella quale era stato segnato quel minimo.
Preso da solo, naturalmente, questo movimento non dice dove andrà il mercato. Ma racconta che la dinamica osservata durante la discesa ha subito una prima modifica.
Dopo avere segnato un nuovo minimo annuale, infatti, l’argento non si è limitato a rimbalzare: è riuscito a recuperare in chiusura settimanale l’intera parte superiore della barra presa come riferimento.
E questo avviene dopo una correzione molto profonda rispetto al massimo storico di 123,335 raggiunto nel primo trimestre.
Ora c’è un altro numero che diventa interessante: 63,73, il massimo di luglio.
Sarà soprattutto la chiusura mensile di agosto rispetto a questa soglia a fornire un’informazione in più. Una chiusura superiore modificherebbe ulteriormente la struttura grafica costruita durante la correzione; una permanenza al di sotto lascerebbe invece il recupero ancora in cerca di conferme sui timeframe superiori.
Oro: ed è qui che la coincidenza diventa difficile da ignorare
Sull’oro sta accadendo qualcosa di molto simile.
Il metallo giallo ha segnato un nuovo minimo annuale nella settimana del 27 luglio. Poi, nella settimana iniziata il 3 agosto, ha chiuso sopra il massimo della barra nella quale quel minimo era stato registrato.
In pratica, la stessa sequenza osservata sull’argento.
Anche qui bisogna ricordare da dove arriva il movimento. Nel primo trimestre l’oro aveva raggiunto il massimo storico a 5.730,1. Da lì è iniziata la correzione che, diversi mesi dopo, ha portato alla formazione del nuovo minimo annuale.
Adesso il livello da tenere presente sul grafico mensile è 4.273,2, massimo di luglio.
La chiusura di agosto rispetto a quest’area aggiungerà un altro tassello alla lettura del movimento iniziato dai minimi.
Questo non significa trasformare 4.273,2 in una linea capace di dividere automaticamente uno scenario rialzista da uno ribassista. I mercati raramente funzionano in maniera così semplice. Significa piuttosto avere un riferimento preciso attraverso il quale osservare se la struttura dei prezzi sta continuando a cambiare.
Ma la vera particolarità si vede sui grafici di lungo periodo
Fin qui potremmo parlare semplicemente di due reazioni settimanali dopo altrettanti minimi importanti.
C’è però dell’altro.
Oro e argento stanno contemporaneamente verificando la media mobile a 21 mesi e la media mobile esponenziale a 9 trimestri.
Ed è questa coincidenza a rendere la fase attuale meno ordinaria.
Parliamo di riferimenti appartenenti a timeframe molto ampi, utilizzati per leggere la tendenza primaria eliminando gran parte del rumore prodotto dalle oscillazioni di breve periodo.
Dopo essere scesi considerevolmente dai massimi storici del primo trimestre, i due principali metalli preziosi sono arrivati quasi nello stesso momento sugli stessi riferimenti dinamici di lungo periodo. E proprio lì, almeno per ora, sui grafici settimanali è comparsa una reazione.
Non sappiamo naturalmente se quei supporti riusciranno a contenere la correzione. Ma la coincidenza merita di essere osservata.
Settimanale, mensile e trimestrale stanno raccontando la stessa storia
Guardando i tre timeframe insieme il quadro diventa più chiaro.
Sul settimanale, sia oro sia argento hanno recuperato il massimo della barra nella quale avevano segnato il rispettivo minimo annuale.
Sul mensile stanno verificando la media mobile a 21 mesi.
Sul trimestrale il confronto è con la media mobile esponenziale a 9 trimestri.
Non è quindi un singolo indicatore a rendere interessante agosto. È l’incastro tra ciò che sta accadendo sui timeframe differenti.
La price action settimanale mostra una configurazione diversa rispetto a quella osservata nella fase precedente. Adesso bisognerà vedere se qualcosa di simile riuscirà a emergere anche dal grafico mensile.
Tolto il rumore di fondo, a fine agosto conteranno soprattutto due numeri
Alla fine tutta questa analisi può essere ricondotta a due livelli molto semplici:
- 63,73 per l’argento.
- 4.273,2 per l’oro.
Sono i massimi di luglio.
Più che considerarli isolatamente, però, è interessante osservare ciò che è accaduto prima:
massimo storico nel primo trimestre → profonda correzione → nuovo minimo annuale a luglio → recupero del massimo della barra settimanale del minimo → verifica del massimo mensile di luglio.
È questa sequenza a raccontare meglio di qualsiasi singolo indicatore dove si trovano oggi i due mercati.
Agosto potrebbe dare una risposta che oggi ancora non abbiamo
Naturalmente il quadro macroeconomico continuerà a contare.
Dollaro, rendimenti obbligazionari e aspettative sulle prossime mosse della Federal Reserve continueranno a influenzare i metalli preziosi. Per l’argento c’è poi la componente industriale, legata al suo utilizzo nell’elettronica, nel fotovoltaico, nell’automotive e nelle tecnologie della transizione energetica.
Ma per qualche settimana potrebbe essere utile lasciare parlare soprattutto i prezzi.
In pochi mesi siamo passati dai massimi storici di 5.730,1 per l’oro e 123,335 per l’argento alla correzione e ai nuovi minimi annuali di luglio.
Adesso entrambi i metalli hanno reagito proprio mentre stanno verificando importanti riferimenti di lungo periodo.
Resta quindi una domanda: la reazione partita dai minimi di luglio riuscirà a lasciare una traccia anche sui grafici mensili e trimestrali oppure resterà soltanto un recupero all’interno della correzione precedente?
Oggi non possiamo saperlo. Ed è probabilmente proprio questo il punto.
Non serve anticipare la risposta quando il mercato sta per fornirci nuovi elementi per valutarla.
A fine agosto basterà tornare sui grafici e guardare, tra le altre cose, dove avranno chiuso oro e argento rispetto a 4.273,2 e 63,73.
A quel punto saranno i prezzi a raccontarci qualcosa in più.