Oro e argento crollano, ma la Borsa premia questa azienda di gioielli (+9%)

Claudia Cervi

2 Febbraio 2026 - 16:28

Lo scossone sul mercato delle materie prime ha già un vincitore. Mentre oro e argento crollano, la Borsa premia questa azienda.

Oro e argento crollano, ma la Borsa premia questa azienda di gioielli (+9%)

Oro e argento sono stati protagonisti di uno dei crolli più violenti degli ultimi decenni, con movimenti che hanno spiazzato anche gli operatori più esperti.

Eppure, nel mezzo di questa tempesta perfetta, un titolo legato a doppio filo proprio a oro e argento ha imboccato la strada opposta.

Un rimbalzo deciso, quasi provocatorio, che ha attirato l’attenzione delle sale operative. Perché quando una materia prima crolla, non tutti sono destinati a perdere. Per alcuni, il ribasso si trasforma in una leva silenziosa sui margini.

Ecco perchè la Borsa sta premiando proprio adesso un’azienda di gioielli, mentre il mondo dei preziosi «brucia» miliardi.

Crollo di oro e argento, cosa sta mettendo davvero sotto stress i mercati

Il movimento ribassista sui metalli preziosi non è stato un semplice aggiustamento tecnico. L’oro ha registrato il peggior calo giornaliero dagli anni Ottanta, mentre l’argento ha accumulato in poche sedute una perdita che ha superato il 30%. A innescare la reazione è stata la decisione del CME Group di aumentare i requisiti di margine sui futures, una scelta che ha colto molti trader a leva in contropiede, costringendoli a liquidazioni rapide e spesso forzate.

Il tutto si è inserito in un contesto macro già fragile. La nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve ha ridimensionato le aspettative di un allentamento monetario aggressivo, spingendo il mercato a smontare posizioni speculative accumulate nelle settimane precedenti. Non solo sui metalli, ma anche sul dollaro e su alcune materie prime cicliche.

Il risultato è stato un effetto domino. I titoli minerari sono scivolati, soprattutto a Londra, mentre gli investitori hanno iniziato a chiedersi chi potesse trarre vantaggio da prezzi più bassi di oro e argento. Ed è proprio in questo passaggio che il mercato ha cambiato prospettiva.

Perché Pandora sale del 9% mentre i metalli affondano

A Copenaghen la seduta ha preso una piega diversa. Le azioni di Pandora hanno messo a segno un rialzo superiore al 9%, conquistando la vetta dello Stoxx Europe 600 e muovendosi in netta controtendenza rispetto al comparto delle materie prime. Un movimento che arriva dopo mesi difficili, con il titolo ancora lontano dai livelli di un anno fa, ma che segnala un cambio di passo.

Il motivo è tanto semplice quanto delicato. Per un gruppo che utilizza grandi quantità di argento, un crollo dei prezzi rappresenta potenzialmente un sollievo sui costi di produzione. E in una fase in cui il mercato è ossessionato dai margini, questo dettaglio pesa più di molti altri. Pandora ha già indicato una crescita organica attesa intorno al 6% per il 2025 e un margine EBIT vicino al 24%, numeri che ora vengono riletti alla luce della nuova dinamica delle materie prime.

C’è poi un elemento di strategia che aggiunge profondità alla scommessa. La nuova CEO, Berta de Pablos-Barbier, ha annunciato di voler ridurre l’esposizione alla volatilità dei metalli e di utilizzare i risultati annuali, attesi il 5 febbraio, per chiarire le priorità future. Il fatto che l’azienda utilizzi oro e argento riciclati e sia quotata al Nasdaq Copenhagen rafforza una narrativa che unisce sostenibilità, disciplina finanziaria e controllo dei costi.

Grafico azioni Pandora Grafico azioni Pandora Fonte Tradingview

Il rally di oggi, però, non basta a riscrivere la storia. Il titolo resta ancora in profondo rosso rispetto ai massimi di inizio 2025, con una perdita che sfiora il 60% e pesa come un macigno sulla fiducia di lungo periodo. Dal punto di vista tecnico, la rottura al ribasso della trend line costruita sui minimi del 2020 ha lasciato un segno evidente, trasformando ogni rimbalzo in un test di credibilità più che in un vero cambio di passo.

È solo un ritorno stabile sopra quota 600 corone che potrebbe cambiare davvero la narrativa, allentando le pressioni ribassiste e aprendo lo spazio per un recupero meno episodico e più strutturale. Fino ad allora, il mercato continuerà a muoversi sul filo sottile che separa il rimbalzo tattico dalla svolta vera, con gli investitori chiamati a distinguere tra entusiasmo di giornata e segnali che meritano di essere seguiti

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