Oro: 83 tonnellate a garanzia di prestiti miliardari, ma era rame patinato

Scandalo su una compagnia cinese quotata a New York. Trump sfrutterà la situazione per cacciare Pechino da Wall Street?

Oro: 83 tonnellate a garanzia di prestiti miliardari, ma era rame patinato

Uno dei più grandi produttori di gioielli cinesi, Kingold Jewelry Inc., avrebbe utilizzato oro fasullo per assicurarsi prestiti miliardari da 14 istituzioni finanziarie cinesi. È l’accusa fatta a mezzo stampa che ha mandato a fondo il titolo della società, quotata a New York.

Lo scandalo coinvolge 83 tonnellate d’oro che Kingold ha utilizzato come garanzia per ottenere prestiti per 2,9 miliardi di dollari. Una parte consistente dei lingotti non sarebbe altro che rame camuffato. La compagnia ha sede a Wuhan.

La notizia arriva a breve distanza da un’altra truffa di una società cinese quotata nella borsa americana. È probabile, dunque, che Donald Trump sfrutti lo scandalo nella sua battaglia per cacciare le compagnie cinesi da Wall Street.

Truffa dell’oro da una società cinese quotata a Wall Street

Kingold Jewelry, società Nasdaq di gioielli e ornamenti domestici, è stata accusata da Caixin, colosso cinese del giornalismo investigativo, di aver frodato istituti di credito ponendo dell’oro falso come garanzia. In questo modo la società avrebbe ottenuto 20 miliardi di yuan ($2,9 miliardi) in prestiti.

Le azioni della società sono crollate dopo l’uscita dell’inchiesta.

Kingold, una delle più grandi aziende di gioielleria della Cina, avrebbe messo ben 83 tonnellate di oro a garanzia, che poi sarebbero risultate essere lingotti di rame dalla superficie dorata. Secondo Caixin è una delle più grandi truffe dell’oro che la Cina abbia mai visto.

Scandalo Kingold, ripercussioni su guerra commerciale?

83 tonnellate d’oro sono equivalenti al 22% della produzione annuale aurea della Cina, nonché il 4,2% delle riserve di Stato (2019). Due studi legali newyorkesi hanno già iniziato le indagini per accertare le ricostruzioni giornalistiche per conto degli investitori.

Il maggior azionista di Kingold è Jia Zhihong, descritto come un “minaccioso ex militare”. Jia è stato amministratore delle miniere d’oro per l’Esercito di Liberazione del Popolo.

Originariamente Kingold era uno stabilimento aureo a Wuhan affiliato alla Banca Popolare Cinese. La reputazione di Jia gli avrebbe permesso di muoversi senza che gli venissero poste troppe domande.

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