Oracle pronta a licenziare migliaia di dipendenti, tutta colpa dell’AI

Laura Naka Antonelli

06/03/2026

Manovra di lacrime e sangue per questa società, pronta a mettere alla porta migliaia di dipendenti a causa della scommessa lanciata sui data center per l’AI.

Oracle pronta a licenziare migliaia di dipendenti, tutta colpa dell’AI

Oracle pronta a dare il benservito a migliaia di dipendenti, per colpa dell’AI. È quanto hanno riportato a Bloomberg alcune fonti informate sui fatti, che hanno spiegato la manovra di lacrime e sangue che il gigante americano sta considerando di lanciare con le enormi spese che l’azienda ha sostenuto per espandere i suoi data center per l’intelligenza artificiale.

Gli investimenti sono stati talmente massicci da portare il colosso a temere una crisi di liquidità e ad attivarsi, di conseguenza, per porre un freno ai costi.

Come? Mettendo alla porta un numero significativo dei suoi dipendenti.

La grande scommessa sull’AI lanciata da Oracole per competere contro i titani Amazon e Microsoft

I licenziamenti, segnalano le fonti, potrebbero diventare effettivi già questo mese, attraverso tagli in diverse divisioni.

A essere colpite soprattutto quelle posizioni che Oracle considera ormai superflue, a causa dell’AI.

Tutto, mentre procede il grande piano del gruppo gestito dal CEO Larry Ellison di dar vita a una rete immensa di data center, allo scopo di rafforzare la propria divisione di cloud computing, concentrando gli sforzi sull’intelligenza artificiale.

Obiettivo finale: diventare un rivale temibile per i leader di mercato come le due grandi Big Tech USA e componenti delle Magnifiche 7, Amazon e Microsoft, espandendo i propri data center per sostenere carichi di lavoro di AI per clienti come OpenAI, che necessitano di enormi quantità di potenza di calcolo e dunque di utilizzare le infrastrutture di vari provider cloud.

Per ora, nessun commento è stato rilasciato da Oracle sui licenziamenti che le voci di mercato danno già per pianificati. Il gruppo si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni.

Oracle ha annunciato il piano di ristrutturazione più grande della storia Oracle ha annunciato il piano di ristrutturazione più grande della storia Secondo le indiscrezioni Oracle starebbe pianificando migliaia di licenziamenti per far fronte ai costi troppo esosi sostenuti per crescere nel business dell'AI. (Fonte Bloomberg)

Azioni Oracle capitolate del 54% dai massimi di settembre 2025

Qualche anticipazione che fa paventare il peggio per la forza lavoro di Oracle è stata tuttavia annunciata dalla stessa società, che proprio questa settimana ha reso nota l’intenzione di riesaminare diverse posizioni lavorative aperte nella sua divisione cloud, rallentando o congelando il processo di assunzioni, sempre secondo le fonti.

L’urgenza di contenere i costi è d’altronde avvertita da altri operatori del settore, che stanno scommettendo miliardi di dollari nel business dell’intelligenza artificiale e nel lancio di data center, senza raccogliere ancora, al momento, i frutti dei loro immensi investimenti: un dettaglio che non è sfuggito alla comunità finanziaria.

Tanto che, nel caso specifico di Oracle, dopo aver accolto con favore l’ambizione del gigante di diventare fornitore di servizi cloud per l’AI, facendo schizzare le azioni del 61% nel 2025, sostenendole ulteriormente del 20% nel 2025, gli investitori hanno rivolto la loro attenzione proprio ai costi troppo alti della società, penalizzando i titoli.

Il risultato è che il titolo Oracle è scivolato a Wall Street di ben il 54% rispetto ai massimi toccati a settembre.

Gli ultimi rumor sui tagli non sono stati presi bene dal mercato con le azioni che, subito dopo le indiscrezioni riportate da Bloomberg, hanno perso l’1,5%, a quota $150,12. Nessun trauma, però, in quanto le perdite sono state contenute. Il titolo sale inoltre in premercato a Wall Street, sebbene in modo lieve, dopo un rally che, nell’ultimo mese di contrattazioni, è stato superiore a +8%. Bilancio del tutto diverso, invece, negli ultimi tre mesi, con un rosso del 29% circa per le azioni.

Alla fine di maggio 2025, Oracle contava 162.000 dipendenti in tutto il mondo.

Le fonti hanno chiarito che piani per licenziare i dipendenti sono tuttora in corso e potrebbero di conseguenza essere soggetti a qualche aggiustamento.

Per Oracle, le prospettive rimangono incerte visto che, secondo i dati raccolti da Bloomberg, le spese che la società dovrà accollarsi per rafforzare la divisione cloud per i data center porteranno il flusso di cassa del gruppo a diventare negativo nei prossimi anni, con gli investimenti effettuati che inizieranno a garantire ritorni soltanto attorno al 2030.

I costi giganteschi sostenuti da Oracle per l'AI renderanno il suo flusso di cassa negativo I costi giganteschi sostenuti da Oracle per l’AI renderanno il suo flusso di cassa negativo Oracle sta investendo in modo così massiccio nei data center per l'AI da rischiare che il suo flusso di cassa diventi negativo (Fonte Bloomberg).

Annunciato il più grande piano di ristrutturazione della storia

Ben consapevole della minaccia di fare i conti con una crisi di liquidità, Oracle ha annunciato che, al fine di finanziarsi e raccogliere fino a 50 miliardi di dollari, potrebbe decidere di procedere alla vendita di azioni e all’emissione di debito.

Nel mese di settembre 2025, il gruppo ha annunciato il più grande piano di ristrutturazione di sempre, che peserà sui propri conti per circa 1,6 miliardi di dollari nell’attuale anno fiscale che termina a maggio, sulla scia anche delle liquidazioni che dovrà versare a fronte dei prossimi licenziamenti.

Gli elevati costi sostenuti dalle Big Tech USA per puntare sull’intelligenza artificiale hanno fatto già diverse vittime tra i dipendenti del settore tecnologico.

L’anno scorso Microsoft ha licenziato 15.000 lavoratori circa, sempre sulla scia di spese decisamente esose per i suoi data center e per lo sviluppo di strumenti software per l’AI.

La scorsa settimana nuovi annunci di tagli sono arrivati da Block, che ha comunicato che silurerà quasi la metà del proprio staff.

A spiegare la mossa il co-fondatore Jack Dorsey, che ha citato come ragione principale la capacità dell’intelligenza artificiale di aumentare l’efficienza. Della serie: gli esseri umani, per alcune mansioni, servono sempre di meno.

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