OpenAI svolta verso il profitto: Microsoft diventa il motore dell’AI globale

Crypto Agorà

30 Ottobre 2025 - 17:40

La trasformazione di OpenAI in Public Benefit Corporation segna una svolta storica: tra profitto, etica e partnership con Microsoft, nasce un nuovo modello di potere nell’AI globale.

OpenAI svolta verso il profitto: Microsoft diventa il motore dell’AI globale

Colpo di scena nel mondo dell’intelligenza artificiale: OpenAI, la società madre di ChatGPT, ha completato la sua trasformazione in un’azienda a scopo di lucro, con Microsoft che ne acquisisce il 27% per un valore stimato di 135 miliardi di dollari.
L’accordo, annunciato ieri, segna un punto di svolta storico nei rapporti di potere dell’intero settore tech globale e dà vita a una nuova struttura ibrida tra business e ricerca etica.

Dopo mesi di trattative e tensioni interne, OpenAI è ora una Public Benefit Corporation (PBC) denominata OpenAI Group PBC, controllata da una fondazione no-profit, la OpenAI Foundation, che manterrà il 26% delle quote.
La fondazione riceverà inoltre un warrant che le consentirà di ottenere ulteriori azioni se la valutazione dell’azienda crescerà oltre dieci volte nei prossimi quindici anni; una clausola pensata per finanziare progetti in salute e ricerca scientifica.

In pratica, OpenAI potrà ora raccogliere capitali come una società commerciale, pur mantenendo (almeno formalmente) una missione pubblica.
L’obiettivo dichiarato resta quello di sviluppare AGI (Intelligenza Artificiale Generale) in modo sicuro e a beneficio dell’umanità.

Con questa mossa, Microsoft — già partner strategico di lunga data — ottiene accesso esclusivo alla tecnologia di OpenAI fino al 2032, inclusi tutti i futuri modelli che raggiungeranno la soglia dell’AGI.
In cambio, continuerà a ricevere il 20% dei ricavi di OpenAI fino a quando un comitato indipendente certificherà il raggiungimento dell’AGI; da quel momento, la quota di profitto verrà azzerata.

OpenAI, dal canto suo, si impegna a investire 250 miliardi di dollari in infrastrutture cloud su Azure, pur mantenendo la libertà di collaborare con altri provider, come Oracle.
Un segnale di apertura che rompe il precedente vincolo esclusivo con Redmond.

Un elemento chiave è la posizione del CEO Sam Altman, che non riceverà alcuna partecipazione nella nuova struttura societaria.
Una scelta che mira a dissipare i dubbi su un possibile conflitto di interessi tra interesse economico e obiettivi etici.
Il messaggio è chiaro: la governance resta orientata al bene pubblico, nonostante l’apertura al capitale privato.

L’accordo ha ricevuto il via libera dalle autorità del Delaware e della California, dopo un lungo processo di revisione.
La procuratrice generale Kathy Jennings ha dichiarato che la nuova struttura “tutela la sicurezza e l’interesse collettivo”, sottolineando la natura ibrida del nuovo modello societario.

Le Borse hanno accolto positivamente la notizia: le azioni Microsoft sono salite del +4,2%, toccando quota 553,72 dollari.
Per gli investitori, la nuova chiarezza dei rapporti tra i due colossi riduce le incertezze e rilancia la fiducia nel progetto.

Con l’accordo, Microsoft non solo si assicura l’accesso esclusivo ai modelli più avanzati, ma rafforza la sua leadership nel campo dell’AI generativa, potendo integrare le tecnologie di OpenAI nei propri prodotti Copilot e nei servizi aziendali.

OpenAI entra dunque in una nuova fase evolutiva: da laboratorio di ricerca a potenza commerciale globale, con un modello ibrido tra innovazione, etica e profitto.
Nel frattempo, Microsoft consolida la sua posizione come principale forza trainante della rivoluzione AI, garantendosi un vantaggio competitivo fino al prossimo decennio.