Le stime sui contagi da coronavirus sono errate, secondo l’OMS: ecco quanti sono

Secondo l’OMS le stime sulle persone infette sono errate e il numero di contagi a livello mondiale potrebbe essere molto più alto di quello ufficiale.

Le stime sui contagi da coronavirus sono errate, secondo l'OMS: ecco quanti sono

Secondo quanto riportato dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le persone positive al coronavirus potrebbero essere molte di più rispetto a quelle segnalate dalle stime ufficiali. Mike Ryan, il capo delle operazioni di emergenza dell’OMS, durante un intervento durante l’Executive Board dell’Agenzia delle Nazioni Unite, ha infatti affermato che i contagi potrebbero essere molti di più dei 35 milioni stimati ufficialmente.

OMS, le stime sui contagi sono errate

Secondo l’OMS le infezioni totali potrebbero riguardare circa il 10% della popolazione, ed in totale, fa sapere Ryan sarebbero centinaia di milioni le persone entrate in contatto con il virus responsabile della pandemia che ha messo in ginocchio il mondo: “Le nostre migliori stime attuali ci dicono che circa il 10% della popolazione mondiale potrebbe essere stato infettato da questo virus”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbero circa 750 milioni gli infetti dall’inizio della pandemia, su un totale di 7,8 miliardi di individui che vivono sul pianeta. Chiaramente non tutti gli Stati sarebbero stati colpiti in modo omogeneo ma si registrerebbero delle significative differenze su base geografica, tra le città e tra i gruppi sociali, oltre che nei contesti urbani o in quelli rurali, dove grazie alla minor densità di popolazione il virus non è riuscito a diffondersi in modo capillare.

Immunità di gregge ancora lontana

Anche se il numero reale delle infezioni è molto più alto di quello riportato, l’OMS precisa che la maggior parte delle persone ancora non ha sviluppato gli anticorpi e quindi potrebbe infettarsi nuovamente, facendo rimanere vana la speranza di un’eventuale immunità di gregge. Ryan ha dunque precisato che è importante non abbassare la guardia:

“Sappiamo che la pandemia continuerà a evolversi, ma sappiamo anche di avere gli strumenti per lavorare per reprimere la trasmissione e salvare vite in questo momento, e sono a nostra disposizione. Il futuro dipende dalle scelte che facciamo collettivamente”.

Anche la scorsa settimana lo stesso Ryan aveva commentato il fatto che è stato superato il milione di morti, precisando che questa cifra sarebbe stata destinata a raddoppiare prima del ritrovamento di un vaccino efficace nel debellare definitivamente il coronavirus, se non saranno adottate dagli Stati delle misure di prevenzione a livello globale. Il vaccino infatti, conclude Ryan, non sarà un proiettile d’argento, ma uno strumento aggiuntivo che dovrebbe essere aggiunto a una strategia globale per combattere questa malattia”.

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