OMS, nuova ipotesi sull’origine del coronavirus: potrebbero essere i conigli

Mario D’Angelo

19/02/2021

15/09/2021 - 15:14

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Il team di ricerca dell’OMS a Wuhan ha aggiunto due nuove specie di animali alla lista dei sospettati.

OMS, nuova ipotesi sull'origine del coronavirus: potrebbero essere i conigli

Non i pipistrelli, ma sarebbero altri gli animali sospettati di essere all’origine della pandemia di coronavirus, responsabile di oltre 110 milioni di casi e quasi 2,5 milioni di decessi in tutto il mondo.

Secondo gli investigatori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, da poco rientrati dalla loro missione nello Hubei, sarebbero i tassi-furetto e i conigli i nuovi animali sospettati di essere il punto di partenza del virus (o, più precisamente, del salto di specie). Entrambe sono specie vendute al mercato cinese di Wuhan.

L’ipotesi del salto intra-specie, se confermata, eliminerebbe del tutto le teorie che vorrebbero il virus sviluppato in un laboratorio della stessa città.

OMS, tassi-furetti e conigli possibile origine del coronavirus

Continua la ricerca sull’origine del coronavirus. Gli scienziati dell’OMS sono rientrati nei giorni scorsi da una missione di due settimane a Wuhan e ora cominciano ad emergere le prime ipotesi.

I membri del team di ricerca affermano che sono necessarie ulteriori indagini, ma intanto hanno cominciato ad aggiungere alla lista dei sospetti due nuovi animali, venduti nello stesso mercato della carne della metropoli cinese che sin dall’inizio è stato al centro delle principali accuse. Le due nuove specie sono quella del tasso-furetto, diffuso in Cina, e il comune coniglio.

Il compito dei ricercatori è arduo, ricorda il Wall Street Journal: devono ancora finire di stabilire tutte le creature vendute, legalmente o illegalmente, vive o morte, nel mercato di Wuhan che è stato collegato al primo cluster di dicembre 2020.

Catena animale-essere umano rimane ipotesi più probabile

Il team sta tuttora vagliando numerose ipotesi, e non ha ancora concluso se il SARS-CoV-2 sia nato attraverso un passaggio dagli animali agli umani al mercato o se circolava già da prima.

La trasmissione animale-umano, dopo la ricerca, rimane comunque la più avvalorata, confermata anche dai numerosi casi in Europa in cui il coronavirus è stato trasmesso agli esseri umani dagli allevamenti di visoni.

Giovedì scorso, le autorità Ue per la sicurezza alimentare e per la prevenzione delle malattie hanno richiesto un aumento dei test sul personale degli allevamenti e sugli animali. Qualche tempo fa, la Danimarca ha disposto l’abbattimento di milioni di esemplari.

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