Omicron, dopo quanto tempo ci si può contagiare di nuovo? «Ecco chi resta a rischio»

Emiliana Costa

22/04/2022

22/04/2022 - 13:13

condividi

Omicron, allarme reinfezioni: dopo quanto ci si può contagiare di nuovo con la variante sudafricana? Ecco cosa dicono gli esperti.

Omicron, dopo quanto tempo ci si può contagiare di nuovo? «Ecco chi resta a rischio»

Omicron, allerta reinfezioni. La variante sudafricana aveva già dato prova della sua contagiosità, diventando in poco tempo il ceppo dominante in tutto il mondo. E allora la domanda è: dopo quanto ci si può reinfettare con Omicron? C’è chi è rimasto positivo a lungo, persino mesi e chi si è negativizzato in pochi giorni.

Omicron è molto più contagiosa di Delta (che però è più aggressiva) e - come hanno spiegato più volte gli esperti - è in grado di eludere l’immunità da vaccino o da infezioni pregresse.

Già nelle scorse settimane è scattato l’allarme reinfezioni, con casi di persone contagiate tre volte di fila. Ma ora arriva l’allarme degli esperti: «Ci si può reinfettare anche dopo 20 giorni». Dunque, anche chi si è già ammalato resta a rischio. Entriamo nel dettaglio.

Omicron, possibile contagiarsi 2 volte in 20 giorni

Contagiata due volte in 20 giorni, è accaduto a una giovane donna in Spagna. La paziente, un’operatrice sanitaria, aveva terminato il ciclo di vaccinazione con la dose booster. Ma com’è possibile una reinfezione a distanza di 20 giorni? La donna si è contagiata prima con Delta e tre settimane dopo con Omicron.

L’episodio, riportato in occasione del Congresso della società europea di malattie infettive e microbiologia clinica (Eccmid), rappresenta il caso di doppia infezione più ravvicinata mai documentato.

I curatori del congresso Eccmid - che si terrà a Lisbona dal 23 al 26 aprile - hanno spiegato che la donna si è contagiata una prima volta il 20 dicembre 2021, risultando positiva a un tampone molecolare sul posto di lavoro. Poi una seconda volta il 10 gennaio 2022, appena 20 giorni dopo.

Ma com’è possibile una reinfezione a distanza così ravvicinata? Il sequenziamento del genoma virale ha rivelato che l’operatrice sanitaria era stata infettata da due diversi ceppi di Sars-CoV-2. La prima infezione, a dicembre, è stata con la variante Delta. La seconda, a gennaio, con la variante Omicron. Molto più contagiosa della precedente e in grado di eludere i vaccini.

Allarme reinfezioni con Omicron, la posizione degli esperti

Una delle autrici dello studio, Gemma Recio dell’Institut Català de Salut di Tarragona in Spagna, ha spiegato: «Questo caso mette in evidenza il potenziale della variante Omicron di eludere la precedente immunità acquisita da un’infezione naturale con altre varianti o da vaccini. Le persone che hanno avuto il Covid non possono presumere di essere protette dalla reinfezione, anche se sono state completamente vaccinate. Tuttavia, sia la precedente infezione con altre varianti che la vaccinazione sembrano proteggere parzialmente da malattie gravi e ospedalizzazione con Omicron».

Per Recio, dal doppio contagio ravvicinato si evince «la necessità di effettuare la sorveglianza genomica dei virus nelle infezioni che colpiscono persone completamente vaccinate e nei casi di reinfezione in persone guarite. Questo monitoraggio aiuterà a rilevare le varianti con la capacità di eludere parzialmente la risposta immunitaria».

Argomenti

Iscriviti a Money.it