Omicron, allarme per chi lo prende due volte: “Rischio gravi complicazioni”

Alessandro Nuzzo

7 Luglio 2022 - 17:20

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Secondo una ricerca chi contrae la nuova variante Omicron 5 avendo già alle spalle una positività al covid ha maggiori probabilità di un’insorgenza grave della malattia.

Omicron, allarme per chi lo prende due volte: “Rischio gravi complicazioni”

Tutto il mondo sta facendo i conti con la diffusione della nuova sottovariante Omicron, la B.A 5, che ormai sta diventando il nuovo ceppo dominante. E gli aumenti repentini dei contagi nelle ultime settimane mostrano come questa nuova sottovariante sia molto contagiosa e in grado di evadere le precedenti immunizzazioni dovute ai vaccini o ad una precedente positività ad un ceppo diverso.

Contagiosità che però non viaggia di pari passo con pericolosità anche se in un caso, come mostra una ricerca americana pubblicata sulla rivista Nature, può portare a complicanze gravi e ad un ricovero ospedaliero. Stiamo parlando di chi è già risultato positivo al covid con un vecchio ceppo ed ora si reinfetta con la nuova variante B.A 5.

Maggiore rischio di ospedalizzazione per chi ha già contratto il covid

I dati del covid nel mondo sono in rapido peggioramento. Colpa delle sottovarianti B.A 4 e B.A 5 che stanno diventando dominanti. Negli Stati Uniti nell’ultima settimana di giugno, più della metà dei nuovi positivi sono risultati infetti dalla nuova variante.

La sua pericolosità sta nel fatto che riesce ad infettare e reinfettare chiunque. È talmente contagiosa che riesce a quanto pare ad evadere la protezione innalzata dai vaccini o da una precedente infezione. Gli esperti ritengono che questo sia dovuto in gran parte ai cambiamenti nella proteina Spike.

Siccome gli attuali vaccini garantiscono risposta immunitaria sul ceppo originale del virus, ecco che queste nuove sottovarianti riescono ad eludere la protezione. Ma per fortuna al momento chi è vaccinato riesce ancora ad evitare l’insorgenza grave della malattia.

Anche se c’è un dato pubblicato sulla rivista Nature che merita attenzione. Stando alle ultime ricerche le persone che sono state reinfettate da Covid-19 con questa variante hanno un rischio più elevato di ospedalizzazione e morte rispetto alle persone che sono state infettate una volta sola.

Inoltre hanno maggiori probabilità di sviluppare complicanze che durano nel tempo come problemi polmonari e cardiaci, affaticamento, disturbi digestivi e renali, diabete e problemi neurologici.

E l’inefficacia degli attuali vaccini non solo rende la popolazione vulnerabile e consente una rapida circolazione e diffusione del virus, ma apre anche alla formazione di nuove varianti. Più il virus si diffonde più la probabilità di sviluppare varianti è alta con il rischio che per quando avremo il vaccino aggiornato alle nuove varianti sta già circolando un nuovo ceppo capace di eludere la protezione.

Situazione vaccini

Sul fronte vaccini le aziende farmaceutiche stanno facendo un grande lavoro per portare quanto prima a tutti i nuovi sieri aggiornati contro le moderne varianti. Secondo la Food and Drug Administration i nuovi vaccini per i richiami pronti per l’autunno dovrebbero essere efficaci soprattutto contro BA.4 e BA.5.

Ma non è ancora chiaro quanto saranno efficaci per scongiurare la diffusione di nuove sottovarianti. La notizia positiva è che i dati dicono che la variante BA.5 non sta causando al momento forme gravi di malattia. I sintomi non sono cambiati molto e restano febbre, mal di gola, tosse, spossatezza, dolori muscolari. Anche i dati su ospedalizzazione e decessi sono in netto calo rispetto alla precedente ondata di dello scorso autunno.

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