Paura in una Regione, l’80% di Omicron nelle acque reflue: «Valanga contagi»

Emiliana Costa

04/01/2022

04/01/2022 - 14:42

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«Omicron in forte aumento in tutta Italia». È quanto emerge dal report dell’Iss. Ma c’è una Regione in particolare a destare preoccupazione. Entriamo nel dettaglio.

Paura in una Regione, l'80% di Omicron nelle acque reflue: «Valanga contagi»

«Omicron in forte aumento». I dati della flash survey straordinaria dell’Istituto Superiore di Sanità non lasciano spazio a dubbi. La variante Omicron è presente nel 28,4% delle acque reflue.

I campioni analizzati indicano un forte incremento della circolazione della variante sudafricana di Sars-CoV-2 in Italia tra il 5 e il 25 dicembre. Ma c’è una regione a preoccupare più delle altre. Entriamo nel dettaglio.

Boom di Omicron in una regione italiana

Dai risultati della survey straordinaria dell’Iss emerge che la circolazione della variante Omicron è in forte crescita. In particolare in una regione italiana. Si tratta del Veneto. Nella regione presieduta da Luca Zaia Omicron è presente all’80% nelle acque reflue. È il dato più alto registrato dall’indagine. I risultati si riferiscono alle tre settimane comprese tra il 5 e il 25 dicembre.

La variante Omicron, dunque, è presente nell’80% dei campioni di acque reflue raccolti e sequenziati dai principali impianti di depurazione del Veneto. I depuratori del Veneto presi a riferimento dall’indagine sono quelli delle province più grandi (Verona, Padova, Vicenza, Treviso e Venezia), con prelievi effettuati ogni settimana e sequenziamento delle varianti.

L’ultimo studio riguarda i campioni prelevati nelle settimane 5-11, 12-18 e 19-25 dicembre. «Assieme al sequenziamento dei tamponi - ha spiegato Francesca Russo, dirigente del Servizio di prevenzione regionale - è una fotografia della progressiva diffusione di questa variante».

Al momento il Veneto si trova in zona gialla, ma i dati dei ricoveri in terapia intensiva sono quasi da fascia arancione. Al momento il tasso dei letti occupati in area critica è del 19% (la soglia d’allerta per passare in zona arancione è il 20%), mentre quello dei posti in area medica è del 20% (per il passaggio in zona arancione occorre superare il 30%).

Il Veneto, dunque, è tra le osservate speciali per il passaggio in arancione. Nelle ultime 24 ore, la regione ha registrato oltre 16mila contagi (16.602). Il dato più alto da inizio pandemia.

La crescita di Omicron in Italia

Con la flash survey straordinaria su Omicron, sono stati analizzati 282 campioni di acque reflue raccolti in 98 punti di campionamento di 16 regioni/province autonome. Nel complesso, 80 campioni (28.4%) sono stati identificati come positivi per la variante Omicron mediante un test molecolare rapido messo a punto dall’Istituto Superiore di Sanità.

Nell’arco delle ultime tre settimane analizzate è stato osservato un considerevole trend di crescita delle positività nei campioni:

  • 5-11 dicembre: 1 campione positivo su 74 (una regione)
  • 12-18 dicembre: 15 campioni positivi su 108 (7 regioni)
  • 19-25 dicembre: 64 campioni positivi su 100 (14 regioni)

Nella settimana 19-25 dicembre la presenza della variante ha conosciuto un notevole incremento su gran parte del nostro paese (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, province autonome di Bolzano e Trento).

Questi dati e quelli relativi alla situazione epidemiologica consentono di monitorare l’evoluzione di Omicron e di altre varianti di Covid-19. Il report è stato realizzato dalla squadra coordinata da Giuseppina La Rosa del Dipartimento Ambiente e Salute e da Elisabetta Suffredini del Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica Veterinaria dell’ISS, con la collaborazione della rete SARI, sorveglianza nazionale di SARS-CoV-2 nelle acque reflue.

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