Olimpiadi 2026, che lavoro fanno gli atleti quando non sono in gara?

Laura Pellegrini

19/02/2026

Dai farmacisti agli operai, dai deejay ai disegnatori di fumetti: gli atleti che hanno gareggiato alle Olimpiadi, nella vita reale svolgono un lavoro tradizionale.

Olimpiadi 2026, che lavoro fanno gli atleti quando non sono in gara?

Studio, lavoro e sport non sono sempre facili da conciliare. Anche alcuni degli atleti che gareggiano alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 hanno una doppia vita al di fuori degli allenamenti.

C’è chi fa il farmacista, il dentista o l’operaio, chi lavora come tecnico di laboratorio e chi fa l’agente immobiliare, chi disegna fumetti e chi produce musica. C’è persino un produttore e venditore di sciroppo d’acero, che adora allenarsi quotidianamente sulle piste di sci grazie a una passione tramandata in famiglia.

Nonostante il tempo sia molto limitato e inesorabile, questi atleti dimostrano che la carriera sportiva si può affiancare a un lavoro “tradizionale”, utile soprattutto per finanziare i viaggi, le attrezzature, l’assicurazione e tutto quello che non si vede al di là delle telecamere. Quali sono le professioni più curiose degli atleti olimpici?

Nick Baumgartner: lo snowboarder che stende il cemento

L’esempio più emblematico di atleta che non rinuncia al lavoro è proprio lo snowboarder professionista Nick Baumgartner: nella vita “reale”, l’atleta lavora come operaio edile specializzato nella posa del cemento nel Michigan.

Per inseguire il sogno olimpico durato oltre 40 anni, per pagarsi le trasferte, i viaggi e l’attrezzatura sportiva necessaria per gareggiare, Nick ha dovuto seguire una routine quotidiana molto impegnativa: sveglia all’alba per andare a lavorare nei cantieri, stacco nel tardo pomeriggio e allenamento quotidiano. Anche i suoi fine settimana erano occupati da lunghi allenamenti sulla tavola.

Questa determinazione e questo impegno hanno permesso all’atleta, oggi 44enne, di gareggiare alle Olimpiadi. Non solo: Nick si è già messo in lista per l’edizione di Salt Lake City nel 2034, quando avrà ben 52 anni. Il sogno olimpico continua.

Cory e Korey, la doppia vita degli americani del curling

Il nome è lo stesso: Cory è una donna, Korey è un uomo. Sono la coppia di atleti americani del curling che ha battuto Constantini-Mosaner in semifinale. Al di fuori dei risultati sportivi e degli allenamenti, però, la coppia trova tempo anche per un’occupazione lavorativa.

Lei, Cory, alterna gli allenamenti di curling all’attività di tecnico in un laboratorio di analisi del mercurio a Duluth, nel Minnesota. Lui, Korey, è un agente immobiliare (come si nota dal suo profilo Instagram).

Cody Winters: sul tetto di edifici e classifiche

Statunitense, classe 2000, Cody Winters sale sui tetti delle classifiche mondiali per i risultati conseguiti sullo snowboard, ma di professione sale anche sui tetti degli edifici. Il giovanissimo atleta, infatti, pulisce vetri sulle facciate degli edifici quando gli allenamenti concedono un po’ di tempo libero.

Equilibrio, controllo del corpo e coraggio non sono utili solo sulla tavola, ma anche nel suo lavoro quotidiano, che gli permette di finanziare viaggi, trasferte e attrezzatura per le competizioni sportive internazionali.

Lore Baudrit, capitana della nazionale francese di hockey e operaia

Lore Baudrit, classe 1991, è la capitana della nazionale francese di hockey. Al di fuori dello sport, lei stessa ha raccontato di lavorare fino a 40 ore a settimana in Germania, in una fabbrica che produce auto per Audi.

Il turno di lavoro inizia alle 7 e si conclude alle 15, subito dopo la attendono in palestra per l’allenamento fisico e a fine giornata restano un paio d’ore da trascorrere insieme a suo figlio. Poi torna ad allenarsi fino alle 22, va a letto e ricomincia una nuova giornata.

Una routine impegnativa che l’ha spinta ad avviare una raccolta fondi online per sostenere la preparazione olimpica. Confermata la sua presenza, è passata a un lavoro part-time che le permette di gestire meglio l’agenda, ma nel frattempo ha conseguito anche un master in giornalismo. Una vera e propria forza della natura.

Tara e Tabitha Peterson: le sorelle del curling

Tara e Tabitha sono due sorelle che gareggiano nel curling di coppia. Oltre allo sport, la loro vita è caratterizzata da una passione di famiglia: i genitori sono un dentista e un’igienista dentale, mentre il fratello è un ex giocatore di golf che lavora come infermiere.

Tara, oltre al curling, è una dentista, mentre la sorella Tabitha è una farmacista che passa metà della sua giornata al lavoro. “Bilanciare tutto a volte è difficile - ammette -, ma trovo che più sono impegnata, più ottengo risultati e le mie motivazioni restano alte”.

Jake Vedder: la snowboarder che disegna fumetti

Una storia davvero sorprendente quella di Jake Vedder, atleta olimpico di snowboard e sceneggiatore di fumetti. Tra una gara e l’altra, Jake inventa storie, personaggi e disegna ambientazioni per dare vita a dei fumetti.

Due mondi completamente diversi, la pista innevata e il foglio di carta, che dimostrano quanto la creatività non conosca confini.

Lara Hamilton: campionessa di sci, ma anche deejay e producer

Australiana, classe 1998, gareggia sugli sci nonostante le sue origini. Già questo può sembrare strano, ma ancora più clamorosa è la sua occupazione al di fuori dello sport. Lara ha conseguito un master e una laurea triennale in canto lirico, e nel suo tempo libero arrotonda facendo la deejay e producendo musica.

“Dopo il Covid, ho smesso di esibirmi come cantante lirica, ma nel 2023 mi sono resa conto che la musica mi mancava, così ho chiesto a un’amica di insegnarmi a fare la deejay e ho ottenuto il primo ingaggio al Crested Butte Ski Resort in Colorado”, racconta la giovane.

Ma non finisce qui. La campionessa di sci è affetta da spondilite anchilosante, una malattia infiammatoria che interessa la colonna vertebrale e può causare perdita di mobilità e flessibilità. Gareggiare alle Olimpiadi è assolutamente un privilegio che si è meritata.

Keely Cashman: sciatrice alpina e barista

Keely Cashman è una sciatrice statunitense, classe 1999, che nella vita reale (quando non è impegnata in competizioni internazionali) svolge la professione di barista.

La mattina prepara i caffè e cappuccini al bancone, mentre il pomeriggio indossa gli sci per gli allenamenti. Nel weekend si sposta in giro per il mondo per le competizioni. Un ritmo e una routine che in pochi riuscirebbero a sostenere, ma che dimostra quanto una passione sia importante e soddisfacente da giustificare il sacrificio.

Ryan Cochran-Siegle: da sciatore a lavoratore stagionale

Ha vinto la medaglia d’argento nel Super-G nel 2022 e nel 2026, ma Ryan Cochran-Siegle non è soltanto uno sciatore statunitense professionista. Nei mesi in cui non si scia e l’allenamento lascia un po’ di tempo libero, lavora nella fattoria del cugino che produce sciroppo d’acero: di fatto non è un lavoratore a tempo pieno, ma piuttosto uno stagionale.

“È anche un ottimo modo per essere produttivo mentre passo del tempo all’aria aperta nei boschi con la famiglia”, ha confessato Ryan. D’altronde, condividere lo sciroppo d’acero sui pancake a colazione è un momento davvero magico.

La passione per lo sport e per lo sciroppo d’acero l’ha acquisita dalla madre, Barbara Ann Cochran che vinse l’oro olimpico nello slalom a Sapporo 1972. Così, tra un allenamento e l’altro, si occupa della produzione e vendita di sciroppo d’acero, portando avanti una tradizione familiare e artigianale centenaria.

Paula Moltzan: sciatrice professionista e guida di rafting

Nel periodo invernale è una sciatrice professionista, mentre in estate guida i turisti nei percorsi di rafting: Paula Moltzan è un’atleta statunitense, classe 1994. Lo sport caratterizza le sue giornate, a prescindere dalla stagione.

Clayton DeClemente: pattinatore di velocità e cameriere

Passiamo ora al pattinaggio di velocità, che vede impegnato Clayton DeClemente per la squadra statunitense. Classe 1999, il giovanissimo atleta delle Olimpiadi, quando non è sulla pista di ghiaccio, si occupa di servire bevande e cibi ai tavoli di un ristorante.

Umiltà e senso di adattamento: Clayton insegna che per raggiungere determinati risultati sportivi l’allenamento non basta, occorre anche sostenere un costo e fare dei sacrifici.

Atleti e studenti alle Olimpiadi Invernali 2026

Infine, c’è anche chi oltre allo sport sta ancora studiando all’università, ma non rinuncia ad allenamenti quotidiani di diverse ore. D’altronde, anche studiare è un lavoro.

Il caso più clamoroso è stato quello della studentessa e pattinatrice di figura canadese Madeline Schizas - classe 2003 - che ha mandato un messaggio al suo professore universitario scrivendo: “Prof, mi scusi...Mi dà più tempo per il compito? Ho le Olimpiadi!”.

Conciliare studio e sport non è sempre facile e comporta parecchie rinunce, oltre che impegno e determinazione. Ormai alla sua seconda partecipazione olimpica, la giovanissima è una colonna portante del team Canada: proprio a causa della gara a squadre, Madeline ha “bucato” la consegna del compito universitario.

Ero in gara alle Olimpiadi ieri e pensavo che la consegna fosse prevista per domenica 8 febbraio e non per venerdì 6. Mi domando se io possa ottenere una piccola estensione temporale per la consegna della riflessione”. Per corroborare la sua presenza ai Giochi, la giovanissima ha inviato anche un link che conferma la sua effettiva convocazione nella squadra canadese per queste Olimpiadi.
Il messaggio che ha inviato al docente di sociologia della McMaster University ha fatto il giro del web.

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