Oggi Twitter vale meno della metà.
Elon Musk ha di fatto perso oltre 20 miliardi di dollari, contro i 44 da lui pagati per l’acquisto della compagnia lo scorso ottobre.
A fare i costi in tasca al magnate sono i calcoli basati su un memo inviato dal miliardario ai suoi dipendenti e trapelato sul New York Times. Il quotidiano fa sapere che parti del codice sorgente della piattaforma sono trapelate online, su Github, il celebre servizio hosting per progetti software e sviluppatori.
La svalutazione del valore di Twitter arriva dopo che diversi grandi inserzionisti hanno lasciato la piattaforma: la società di investimento Fidelity ha svalutato il valore delle sue azioni del 56%.
Il leak su GitHub
La storia del leak del codice sorgente si è scoperta quando Twitter ha inviato un avviso di violazione del copyright a GitHub. GitHub ha rimosso il codice il giorno stesso dell’arrivo della diffida, ma non si sa da quanto si trovasse online. Secondo il Nyt era pubblico da diversi mesi, anche se Twitter se ne è accorta solo di recente.
Difficile per ora stabilire l’origine della pubblicazione, ma si vocifera che le indagini interne a Twitter ipotizzino la possibile vendetta di un ex-dipendente, probabilmente uno tra quelli colpiti dai recenti tagli di personale avvenuti nell’ultimo anno.
All’interno della documentazione depositata in fase di denuncia, Twitter ha espressamente chiesto al Tribunale distrettuale degli Stati Uniti che GitHub riveli l’identità dell’utente che ha pubblicato il codice, ma anche di conoscere quella di coloro che l’hanno scaricato.
La maggior parte delle preoccupazioni legate al furto del codice sorgente prevede infatti due scenari possibili: il primo prende in considerazione gli effetti immediati, come il potenziale furto di dati degli utenti, mentre il secondo preoccupa per gli effetti a lungo termine, come la scoperta di gravi vulnerabilità della piattaforma, che potrebbero consentire nuovi tentativi di hacking.