Obbligo dell’inquilino di aprire al proprietario di casa, cosa dice la legge

Ilena D’Errico

14 Giugno 2026 - 23:09

L’inquilino deve aprire al proprietario di casa? Può negare sempre le visite? Ecco cosa prevede la legge in proposito e quali sono i diritti di entrambi.

Obbligo dell’inquilino di aprire al proprietario di casa, cosa dice la legge

Per molti inquilini è ormai un’abitudine ricevere visite dal proprietario di casa, magari per discutere di pagamenti, controllare lo stato dell’immobile, concordare delle visite per la vendita e così via. Finché si tratta di una situazione eccezionale, soprattutto se ci sono buoni rapporti, si sopporta, ma quando quelle del proprietario diventano vere e proprie intrusioni, perché continue o comunque pretese, gestire la situazione diventa complicato. Tra la troppa disponibilità e l’ostilità che compromette i rapporti con il locatore è difficile trovare un equilibrio, soprattutto non conoscendo con precisione diritti e doveri nei confronti dell’altro.

Non dimentichiamo che, in parallelo, anche i proprietari di casa incontrano delle difficoltà in tal senso. Se hai necessità di entrare nell’appartamento affittato, per esempio per farlo vedere a un potenziale acquirente oppure per l’esecuzione di lavori di manutenzione, scontrarsi con i continui dinieghi dell’inquilino provoca un grande disagio. Vediamo quindi cosa prevede la legge in proposito e come bisognerebbe gestire queste controversie.

L’inquilino è obbligato ad aprire al proprietario di casa

Chiariamo una volta per tutte cosa si è tenuti a fare quando il proprietario di casa, senza preavviso, suona al campanello e pretende di entrare per qualche motivo: assolutamente nulla. A meno che ci sia qualche particolare emergenza, l’inquilino non è affatto tenuto ad aprire al proprietario di casa, per quanto nulla gli vieti di farlo se è d’accordo. Anche se il locatore rimane proprietario dell’immobile, finché il contratto di affitto è in corso ed è valido il godimento dell’abitazione spetta esclusivamente all’inquilino. Quest’ultimo è l’unico soggetto, nei limiti della legge, che decide chi può entrare in casa e quando.

Ciò vale anche per il locatore, che non a caso è tenuto a consegnare all’affittuario ogni copia delle chiavi di casa, per poi riceverle indietro alla fine del contratto. Il proprietario che non rispetta la dimora dell’inquilino ed entra in casa senza autorizzazione, magari proprio approfittando di una copia delle chiavi tenuta impropriamente, commette un reato, al pari di qualsiasi altra persona che attua una violazione di domicilio. Di fatto, anche se il proprietario insiste in modo molesto e turba la serenità dell’inquilino potrebbe essere accusato di atti persecutori, ossia di stalking.

Nella peggiore delle ipotesi, quindi, l’affittuario potrebbe difendersi querelando il locatore e/o citandolo in una causa civile per il risarcimento. Prima, se la situazione lo consente, potrebbe più semplicemente tentare di porre un freno alla situazione con una diffida, magari concordando la visita del locatore in base alle proprie preferenze. Il fatto che l’affittuario non sia tenuto ad aprire in qualsiasi momento, infatti, non implica che sia lecito evitare sempre l’ingresso del proprietario. Quando il proprietario richiede una visita è generalmente opportuno accordarla, tutelando al contempo la propria vita domestica.

Quando il proprietario ha diritto a entrare in casa (e come)

Al di là di quanto premesso, in alcune circostanze il proprietario ha effettivamente diritto a entrare nell’immobile affittato, concordandolo con l’inquilino in base alle sue esigenze e senza invadere deliberatamente la dimora privata. Alcuni contratti di affitto contengono delle indicazioni in tal senso, specificando in quali casi il proprietario ha diritto a entrare in casa e regolamentando tali visite quanto a giorni, orari e modalità di accordo, ma non sono fondamentali.

Indipendentemente dalle clausole, il proprietario non può presentarsi all’improvviso e bussare alla porta pretendendo di entrare, ma deve concordare le visite con l’inquilino e fornirgli un preavviso adeguato, fatta eccezione per situazioni di emergenza che in genere richiedono l’intervento delle forze dell’ordine. Escludendo fatalità come incendi, crolli o altre circostanze straordinarie, il locatore può pretendere l’ingresso per verificare lo stato dell’immobile, mostrarlo a potenziali acquirenti, eseguire lavori di manutenzione.

Queste visite presuppongono comunque il consenso e la presenza dell’inquilino, che deve essere informato anche riguardo a ulteriori soggetti presenti, senza compromettere il libero godimento dell’immobile. Il rifiuto persistente e ingiustificato alle visite, d’altra parte, può essere contestato in tribunale, eventualmente con un procedimento d’urgenza se la situazione lo richiede (ma non c’è un pericolo immediato). Con questa contestazione il proprietario può quindi chiedere la risoluzione del contratto d’affitto, se il rifiuto si protrae ingiustificatamente.

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