Nvidia mette $100 miliardi su OpenAI. Cosa significa per il prezzo?

Claudia Cervi

23/09/2025

L’intesa da 100 miliardi tra Nvidia e OpenAI può riaccendere il rally dell’AI. Ecco cosa significa per il titolo e i mercati tech.

Nvidia mette $100 miliardi su OpenAI. Cosa significa per il prezzo?

Nvidia investirà fino a 100 miliardi di dollari in OpenAI. Basteranno per riaccendere la corsa dell’AI a Wall Street?
Il Ceo Jensen Huang ha annunciato di voler costruire 10 gigawatt di datacenter per addestrare la prossima generazione di modelli, con il primo gigawatt che potrebbe essere operativo già nella seconda metà del 2026 sulla piattaforma Vera Rubin.

La notizia arriva in un momento chiave in cui la Federal Reserve ha iniziato a tagliare i tassi, restituendo ossigeno ai titoli growth. In questo quadro, la scommessa di Huang può trasformarsi in un driver potente per Nvidia, consolidando ulteriormente la sua posizione dominante nella corsa ai chip per l’intelligenza artificiale.

Questa maxi-alleanza sarà in grado di sostenere le valutazioni già stellari del titolo? Quali rischi potrebbero presentarsi agli investitori nei prossimi mesi?

Nvidia e OpenAI verso il dominio assoluto nell’AI

Grafico Nvidia Grafico Nvidia Fonte Tradingview

Il mercato ha reagito subito alla notizia, con il titolo Nvidia in rialzo del 3,93%, a contatto con i record a 184 dollari, dopo l’annuncio. L’investimento, infatti, significa visibilità pluriennale su ordini di GPU e sistemi Rubin, con un conseguente rafforzamento del vantaggio competitivo di Nvidia che potrebbe alimentare una nuova fase di rally per l’intero comparto.

Il tempismo dell’operazione sembra perfetto. Nvidia rilancia sull’AI proprio mentre la Federal Reserve ha avviato i primi tagli ai tassi, un passaggio che storicamente riaccende l’appetito per i titoli tecnologici ad alta crescita. Con il costo del denaro in discesa, gli investitori tornano a scommettere su chi promette margini futuri e non solo utili immediati. Sul fronte della concorrenza, poi, Microsoft, che è già partner chiave di OpenAI, continua a integrare modelli AI in tutto il suo ecosistema cloud e office. Alphabet spinge sulla divisione DeepMind e sui modelli Gemini, cercando di recuperare terreno nell’AI generativa. AMD, invece, ha appena lanciato i nuovi acceleratori Instinct, puntando a strappare quote in un mercato dominato da Nvidia. In questo scenario, l’investimento da 100 miliardi rappresenta una mossa chiave per blindare la leadership di Nvidia prima che gli avversari possano colmare il gap tecnologico.

Attenzione, però, tutto questo entusiasmo a Wall Street non è ancora supportato dai conti. I primi impianti da un gigawatt, infatti, diventeranno operativi solo nella seconda metà del 2026. Fino ad allora il titolo si muoverà soprattutto sulla forza delle aspettative più che sui ricavi concreti. Secondo le stime di Bank of America, l’investimento di Nvidia potrebbe valere fino a 500 miliardi di dollari di fatturato. Per tale ragione la banca d’affari ha alzato il target price sul titolo a 215 dollari, con un upside potenziale del 15% dai valori attuali.

Rischi da osservare nei prossimi mesi

Se è vero che il potenziale è enorme, i rischi non mancano. Il maxi-investimento da 100 miliardi non arriverà tutto insieme, ma sarà diluito nel tempo e legato ai progressi concreti dei progetti. La struttura finanziaria dell’accordo, ancora da definire, potrebbe incidere sulla redditività, che oggi viaggia su margini superiori al 70%.

Inoltre ci sono aspetti logistici che potrebbero frenare la realizzazione degli impianti. Dieci gigawatt di potenza richiedono energia, infrastrutture e regolamentazione. Senza dimenticare il fronte regolatorio, perché un’alleanza così stretta con OpenAI (e indirettamente con Microsoft) potrebbe accendere l’interesse delle autorità antitrust.

Per chi guarda al titolo, i prossimi mesi saranno decisivi per tre punti: il contratto definitivo, i progressi della piattaforma Rubin e la guidance sui margini. Se queste tessere cadranno al posto giusto, il taglio dei tassi da parte della Fed potrà fare da acceleratore, trasformando questa scommessa nel motore di un nuovo rally dell’AI.

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