Nuovo super-vaccino italiano, possibile svolta contro il Covid: “Efficace contro tutte le varianti”

Stefano Rizzuti

14/02/2022

Uno studio dell’Istituto superiore di sanità su un nuovo vaccino anti-Covid mostra la possibilità di puntare sulla proteina N invece che sulla spike: vediamo come funziona e perché è così importante.

Nuovo super-vaccino italiano, possibile svolta contro il Covid: “Efficace contro tutte le varianti”

Un nuovo vaccino contro il Covid. Ma non solo contro una versione del Covid, bensì contro tutte le varianti finora emerse e anche quelle future. Uno studio italiano evidenzia come questo nuovo vaccino possa essere utilizzato per i richiami annuali contro il Covid. Richiami che, secondo alcuni, potrebbero essere somministrati già dopo l’estate diventando poi annuali come avviene con l’anti-influenzale.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Viruses, è stato portato avanti dall’Istituto superiore di sanità dove è stata sperimentata l’efficacia dei vaccini sui topi. A rendere diverso questo tipo di vaccino è il fatto che invece di puntare sulla proteina spike va sulla proteina N. Vediamo cosa vuol dire e cosa potrebbe cambiare.

Cosa cambia rispetto agli altri vaccini

Il nuovo vaccino punta quindi sulla proteina N che, contrariamente alla spike, non ha mutazioni o, almeno, finora non sono emerse con le diverse varianti. In più con la proteina N è possibile che si generi una memoria immunitaria anche a livello polmonare e questo potrebbe garantire un’efficacia molto più duratura nel tempo.

I vaccini attualmente in uso contro il Covid, a partire da quelli a Rna messaggero, hanno un’efficacia limitata contro le varianti come Omicron, anche se resta alta la protezione da malattia grave con il booster (meno quella contro il contagio).

Anche perché questi vaccini sono stati sviluppati sul ceppo originario del virus e non sulle varianti. Ma per il possibile richiamo annuale le cose potrebbero cambiare con questo nuovo vaccino che non è tarato solo sulla variante Omicron ma sarebbe universale.

Nuovo vaccino, cosa cambia con la proteina N

Il nuovo approccio, basato sulla proteina N, sembra in grado di generare una risposta immunitaria efficace e duratura nei topi infettati con Sars-CoV-2. Il bersaglio del vaccino, quindi, è la proteina N che, al contrario della spike, non mostra mutazioni tra le varianti finora emerse.

Quindi questo vaccino potrebbe superare i limiti di quelli attuali sul decadimento degli anticorpi e sulla perdita dell’efficacia con le nuove varianti. Nei topi è stata generata una reazione immunitaria tale da indurre una protezione dall’infezione anche con cariche virali molto alte. Inoltre si produce una memoria immunitaria anche al livello delle vie respiratorie, il che rende più duraturo qualsiasi effetto.

Arriva il nuovo vaccino? Quali sono le prossime fasi

Ora l’Iss porterà avanti altri studi per stabilire alcuni parametri come la sicurezza della piattaforma vaccinale e la sua tollerabilità. Poi bisogna capire se i vaccini sviluppati con questo sistema abbiano bisogno o meno di un’integrazione con forme di immunizzazione basate sulle tecnologie oggi in uso, come l’mRna.

Vaccino contro tutte le varianti, cosa dicono gli esperti

Questo nuovo vaccino universale, spiega all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, potrebbe dare vita a prospettive interessanti, ma bisogna prima capire se abbia una reale capacità di ridurre l’infezione, poiché è la proteina spike a dare gli anticorpi neutralizzanti e potrebbe quindi servire una combinazione dei vaccini.

Stefania Salmaso, dell’Associazione italiana di epidemiologia, pensa che possa essere un’ottima soluzione ma al momento è presto per sbilanciarsi considerando che stiamo commentando ancora i risultati di laboratorio sui topi.

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