Nuovo bond in euro con cedole fisse e decrescenti al 6,00%, al 4,00% e al 3,00%

Stefano Vozza

5 Maggio 2025 - 12:48

Un corporate bond del tipo callable di durata residua massima al 2035 e con tassi fissi e decrescenti (struttura step-down)

Nuovo bond in euro con cedole fisse e decrescenti al 6,00%, al 4,00% e al 3,00%

Il MEF la settimana scorsa ha lanciato a mercato il 2° BTP decennale nuovo di zecca del 2025 dopo quello di gennaio nato tramite collocamento sindacato.

Il timeframe a 10 anni è tra i più gettonati tra emittenti e investitori per la sua natura “intermedia” tra il medio e il lunghissimo termine.

Prendiamo ora in esame un’emissione corporate nata giusto una manciata di giorni fa. Anticipiamo solo che questo nuovo bond in euro ha cedole fisse e decrescenti al 6,00%, al 4,00% e al 3,00%.

Il bond in euro targato Goldman Sachs

Si tratta delle obbligazioni in euro emesse dalla banca d’affari americana Goldman Sachs. Il titolo fa parte di una dual tranche (l’altra emissione è in $ USA, già illustrata in un precedente articolo) con molte similitudini di fondo. Ossia struttura dei rendimenti del tipo step-down, natura callable del bond e identicità di (rischio) emittente. Le divergenze riguardano le valute di denominazione dei titoli e i valori assoluti delle cedole nominali annue.

Il bond in euro (l’unico qui esposto) ha codice ISIN XS2982321460 ed è negoziato e quotato sul MOT di Borsa Italiana, segmento EuroMOT. Al tempo dell’articolo prezza esattamente a 100, in calo dell’1,96% sul prezzo di ieri. Più in generale, il max annuo è stato a 102, mentre il minimo finora non è mai andato sotto 100. Certo, si tratta ancora dei primi giorni di vita del titolo, per cui non è affatto da escludere che non lo faccia nel futuro prossimo a venire.

Il titolo ha data emissione 24/04/2025 e scadenza alla stessa data del 2035. Come anticipato l’emittente si è riservata l’opzione del rimborso anticipato in occasione della data di stacco cedola, a partire dal 2027 fino al 2034. In tal caso il debitore riconoscerà sempre il 100% del nominale sottoscritto, oltre alla cedola di periodo nel frattempo maturata.

La struttura dei rendimenti del bond Goldman Sachs

Questo prestito obbligazionario ha una struttura del tipo step-down, cioè fissa e decrescente. Le cedole partono fortissime nei primi anni mentre si vanno perdendo in corso d’opera. La ratio sottostante simili scelte poggia sulla previsione dominante che vedrebbe una futura discesa del costo del denaro.

Tuttavia, fino a prova contraria si tratta solo di previsioni, mica di certezze assolute. Le cose in futuro potrebbero effettivamente andare in questa direzione ma anche no. Di fatto c’è che nel 1° caso la banca avrebbe molta convenienza ad esercitare la call, nel potrebbe essere che a patirne siano le future quotazioni del bond.

Ad ogni modo, i tassi cedolari (periodicità annuale, ogni 24 di aprile) sono i seguenti:

  • 6,00% lordo (4,44% netto) per il 1° e 2° anno;
  • 4,00% lordo (2,96% netto) per il 3° e 4° anno;
  • 3,00% lordo (2,22% netto) dal 5° al 10° anno;

Se la call non fosse mai esercitata, la cedola lorda media annua ponderata (e quindi ipotetica) sarebbe del 3,8%, il 2,812% netto.

Nuovo bond in euro con cedole fisse e decrescenti al 6,00%, al 4,00% e al 3,00%

Il BTP decennale del Tesoro emesso la scorsa settimana (ISIN: IT0005648149) ha una cedola fissa del 3,6%, e ha esitato un prezzo a 100,09. Ottimizzando quest’ultimo in uno dei possibili cali delle quotazioni c’è che si potenzierebbe il ritorno del titolo. Un discorso logico che vale anche per il bond callable Goldman Sachs, il cui primo biennio è sicuramente molto allettante. Sotto certi aspetti verrebbe quasi da sperare che la banca esercitasse la call, così da liberare il capitale dopo aver incassato il massimo payout previsto dal titolo.

Certo, in tal caso la call esporrebbe l’investitore al rischio di reinvestimento. Si tratta dell’eventualità di non riuscire a trovare bond con rendimenti almeno pari agli attuali a parità di rischio. Come si evince si tratta di valutazioni molto complesse e personali (nella sola sfera di propria disponibilità, perché la call la esercita la banca e non il cliente).

Altre valutazioni da fare riguardano il rischio emittente, il rischio liquidità e il rischio di mercato.

Nel primo caso il rating Goldman Sachs è pari ad A2 per Moody’s, a BBB+ per S&P e ad A per Fitch. Nel secondo, invece, ricordiamo che l’ammontare emesso del bond è pari a soli 80 mln di €, un flottante certamente non enorme, anzi.

Infine da qui al termine c’è che i prezzi sul mercato secondario varieranno in base alle dinamiche di mercato. Per cui il rendimento effettivo dell’investimento dipenderà tanto anche dal proprio prezzo di carico e di rivendita (se anteriore alla data di rimborso) del titolo.