Nuovi divieti di viaggio negli Stati Uniti suscitano indignazione in Europa

Ilena D’Errico

24 Dicembre 2025 - 20:45

Arrivano nuovi divieti di viaggio negli Stati Uniti, riguardando direttamente cinque funzionari Ue (e l’indignazione si accende in Europa).

Nuovi divieti di viaggio negli Stati Uniti suscitano indignazione in Europa

L’anno nuovo segna anche l’entrata in vigore dei nuovi divieti di viaggio degli Stati Uniti, che in queste feste dedicate alla tolleranza, all’unione e alla solidarietà lasciano più di qualche perplessità. Si scoprono ora ulteriori misure stabilite dall’amministrazione Trump, da cui si è rapidamente estesa un’ondata di indignazione in Europa che inasprisce il malcontento per i rapporti con gli USA.

Più di qualcuno ritiene che dietro la politica per la sicurezza di Washington ci siano in realtà tentativi di censura e oppressione. Oltre alle misure generali, infatti, il tycoon ha appena firmato un divieto di soggiorno negli States contro cinque personalità europee che si occupano di regolazione delle piattaforme digitali. Una mossa che mina i valori democratici e gli impegni internazionali secondo la Commissione Ue, che non ha esitato ad approfondire la questione.

Bruxelles sottolinea la propria autonomia, come pure l’equità con cui tratta le normative digitali indipendentemente dagli Stati in cui operano le piattaforme. Le critiche alle misure americane non arrivano soltanto dall’Europa nella sua interezza, ma pure dai vari Paesi membri, allarmati per quello che interpretano come un attacco alla giustizia, alla libertà di parola e alla sicurezza digitale. Al momento, non sembrano esserci risposte dalla Casa Bianca in merito alle critiche così duramente esposte dalla politica Ue, ma l’attenzione è ai massimi livelli.

Nuovi divieti di viaggio negli Stati Uniti

Soltanto qualche giorno fa gli Stati Uniti hanno annunciato nuove restrizioni per gli ingressi nel Paese basati sostanzialmente sulla cittadinanza di provenienza dei viaggiatori. Complessivamente sono quasi 40 gli Stati soggetti a restrizioni, totali o parziali, con milioni di persone limitate nei viaggi verso gli Usa. Le nuove misure di Washington, tuttavia, giungono con un’inaspettata durezza che colpisce un po’ tutto il mondo.

Si tratta a tutti gli effetti di sanzioni imposte dagli Stati Uniti nei confronti di cinque personalità europee impegnate nella regolamentazione del settore tecnologico. Fra questi figura perfino l’ex commissario Ue Thierry Breton, una decisione che inevitabilmente accresce la tensione tra Washington e Bruxelles. Gli altri funzionari colpiti sono Imran Ahmed (britannico, Ceo del Center for Countering Digital Hate), Clare Melford (direttrice del Global Disinformation Index con sede nel Regno Unito), Anna-Lena von Hodenberg, (fondatrice di HateAid, una Ong tedesca) e Josephine Ballon della medesima associazione.

In base alla nota del Dipartimento di Stato Usa, la restrizione è stata necessaria per tutelarsi da organizzazioni che minano gli interessi americani. Anche Washington, infatti, muove accuse di censura, contestando l’azione di “attivisti radicali e Ong strumentalizzate” che sembrerebbero agire per conto dei Paesi europei con “repressioni censorie da parte di Stati stranieri”. Insomma, secondo Trump le organizzazioni europee cercano volutamente di sabotare le aziende americane attraverso le norme sul digitale. In particolare:

Il dipartimento di Stato ha intrapreso azioni decisive contro cinque individui che hanno guidato iniziative organizzate per costringere le piattaforme Usa a censurare, demonetizzare e sopprimere opinioni americane a loro sgradite.

Queste incriminazioni sono contestate fortemente da Bruxelles, che difende il proprio apparato normativo come il più avanzato nel mondo nella regolamentazione del settore.

Indignazione in tutta l’Europa

Il rigido provvedimento degli Stati Uniti ha scatenato una risposta altrettanto severa da Bruxelles. Nella nota della Commissione Ue si legge infatti che:

La Ue è un mercato unico aperto e basato su regole, con il diritto sovrano di regolamentare l’attività economica in linea con i nostri valori democratici e gli impegni internazionali. Le nostre regole digitali garantiscono condizioni di sicurezza, equità e parità per tutte le aziende, applicate in modo equo e senza discriminazioni. Abbiamo chiesto chiarimenti alle autorità statunitensi. Se necessario, risponderemo in modo rapido e deciso per difendere la nostra autonomia normativa da misure ingiustificate.

Posizioni condivise dai leader politici europei, tra cui il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, che “condanna con la massima fermezza la restrizione sui visti”. Gli fanno eco, oltre alle istituzioni europee, anche Berlino, Parigi, Madrid e Londra, unite nella salvaguardia della sovranità.

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