Nuove regole per viaggiare in Europa con cani e gatti, cosa è cambiato davvero? Ecco quali sono i documenti obbligatori.
Nuove regole per viaggiare in Europa con cani, gatti e furetti.
Dal 22 aprile è infatti entrata in vigore la nuova normativa europea - come descritta dal Regolamento delegato (Ue) 2026/273 di cui trovate il testo in allegato - che di fatto rafforza l’importanza del passaporto europeo per animali domestici, documento obbligatorio per viaggiare se non si vogliono rischiare pesanti sanzioni.
Il passaporto europeo era già richiesto, ma con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni aumentano i controlli: i padroni di cani, gatti e furetti devono quindi prestare ancora più attenzione alla documentazione da presentare all’ingresso in un Paese europeo. Regole che valgono anche per gli spostamenti tra Stati membri, mentre per i viaggi extra UE restano previste norme più severe.
Alla luce delle novità introdotte - e della confusione che si sta facendo a riguardo - è quindi utile fare chiarezza, sottolineando cosa cambia effettivamente per i proprietari di animali da compagnia e quali sono regole e limiti da osservare per evitare di ritrovarsi nella spiacevole situazione in cui l’ingresso del proprio amico a quattro zampe venga negato.
Cosa serve per viaggiare in Europa con cani e gatti
Le nuove disposizioni si applicano sia agli spostamenti tra Paesi dell’Unione europea che all’ingresso nell’UE da Paesi terzi, sempre a condizione che si tratti di viaggi non commerciali, cioè senza finalità di vendita o trasferimento di proprietà.
Nel dettaglio, per viaggiare in Europa con cani, gatti e furetti restano validi i requisiti già previsti dalla normativa UE, ma dal 22 aprile 2026 - con l’entrata in vigore del nuovo regolamento - diventa ancora più importante avere tutta la documentazione perfettamente in regola, perché i controlli sono più rigorosi.
Per spostarsi tra Paesi dell’Unione è necessario che l’animale sia identificato tramite microchip elettronico conforme agli standard Ue, requisito fondamentale per la tracciabilità (il tatuaggio è valido solo se effettuato prima del 3 luglio 2011 e ancora leggibile).
Serve poi la vaccinazione antirabbica in corso di validità, che deve essere effettuata dopo l’applicazione del microchip e registrata correttamente. Senza questo requisito il viaggio non è consentito.
Elemento centrale è il passaporto europeo per animali da compagnia, il documento obbligatorio che consente a cani, gatti e furetti di viaggiare all’interno dell’Unione europea. Si tratta di un libretto standard valido in tutti i Paesi Ue, nel quale sono riportati i dati del proprietario, le informazioni sull’animale, il numero di microchip e le vaccinazioni effettuate, in particolare quella contro la rabbia.
Viene rilasciato dai Servizi veterinari delle Asl o da un veterinario autorizzato, previa verifica dell’identificazione dell’animale e della documentazione sanitaria. Il costo è generalmente contenuto, intorno ai 10-15 euro, anche se la spesa complessiva può aumentare in base a visite e vaccinazioni necessarie. Il passaporto non ha scadenza, ma resta valido solo se i requisiti sanitari sono sempre aggiornati.
Per alcune destinazioni possono essere richiesti ulteriori adempimenti - come trattamenti antiparassitari specifici - ma, in linea generale, microchip, vaccino antirabbia e passaporto restano i tre pilastri indispensabili per viaggiare senza problemi all’interno dell’Unione europea.
Con quanti animali si può viaggiare
Il limite non cambia con le nuove regole del 2026: quando si parla di movimenti non commerciali, cioè viaggi privati e non per vendita, è possibile viaggiare con un massimo di 5 animali da compagnia (cani, gatti o furetti). Questo tetto serve proprio a distinguere un viaggio “personale” da un’attività commerciale.
Esiste però un’eccezione importante, in quanto si può superare il limite dei 5 animali solo se:
- gli animali partecipano a competizioni, mostre o eventi sportivi (o allenamenti);
- hanno più di 6 mesi di età;
- si è in grado di dimostrarlo con documentazione (es. iscrizione all’evento).
In tutti gli altri casi, superare i 5 animali fa scattare le regole per i movimenti commerciali, molto più rigide (con ulteriori certificazioni e controlli sanitari).
Cosa è cambiato dal 22 aprile
Ma quindi, cosa è cambiato dal 22 aprile? Nessuna rivoluzione, è cambiato soprattutto il modo in cui le regole vengono applicate. Il nuovo quadro normativo, infatti, non introduce obblighi completamente nuovi per chi viaggia con un animale da compagnia, ma rende il sistema più strutturato, uniforme e, soprattutto, più controllato.
La prima vera novità riguarda la definizione di viaggio non commerciale, che viene chiarita per evitare abusi: non è più possibile aggirare le regole, ad esempio dichiarando come “privati” spostamenti che di fatto hanno natura organizzata o collettiva. Allo stesso tempo vengono fissati criteri più precisi anche per la figura della persona autorizzata, che deve essere formalmente delegata e rispettare tempistiche ben definite rispetto al viaggio del proprietario.
Un altro cambiamento riguarda l’introduzione di una maggiore tracciabilità, soprattutto per gli ingressi da Paesi terzi, dove può essere richiesta una dichiarazione scritta e dove le verifiche diventano più sistematiche. In generale, le autorità hanno oggi strumenti più chiari per intervenire e controllare, con procedure uniformi tra i vari Stati membri.
Infine, vengono armonizzate alcune situazioni che prima erano disciplinate in modo separato o meno preciso, come il caso degli uccelli da compagnia o degli animali impiegati in ambito istituzionale (forze dell’ordine, soccorso), mentre sul fronte sanitario si rafforzano gli standard tecnici e le misure di prevenzione rispetto alle principali malattie.
A questo si aggiunge anche un rafforzamento dei controlli, più frequenti, più mirati e soprattutto più difficili da aggirare. Le autorità possono infatti effettuare verifiche documentali e di identità con maggiore sistematicità, in particolare ai punti di ingresso e nei casi ritenuti a rischio, con procedure più chiare e tracciate.
Cosa rischia chi non è in regola?
E attenzione perché chi non rispetta le regole rischia conseguenze anche pesanti: dall’immediato blocco dell’ingresso dell’animale nel Paese di destinazione fino all’isolamento sanitario o al respingimento fuori dall’Unione europea. Nei casi più gravi, quando non è possibile adottare altre soluzioni, può essere disposto anche l’abbattimento dell’animale, con tutte le spese a carico del proprietario.
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